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Inps, controlli a 400 aziende

Lucia Aterini /
Il direttore dell’Inps di Firenze Franco Gargani
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Il direttore dell’Inps di Firenze Franco Gargani

L’istituto parte con la diffida e poi con la denuncia alla procura della Repubblica. Sono circa 400 le aziende che non pagano i contributi nel Circondario e di recente l'Inps ha avviato verifiche per individuare, in particolare, gli imprenditori che omettono di versare le trattenute dei dipendenti.

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EMPOLI. Sono circa 400 le aziende che non pagano i contributi nel Circondario e di recente l'Inps ha avviato verifiche per individuare, in particolare, gli imprenditori che omettono di versare le trattenute dei dipendenti. In questo caso dall'istituto partono le diffide e se, anche in questo modo, non c'è risposta da parte dell'imprenditore si prosegue con la denuncia alla procura della Repubblica.

Gli insoluti nel circondario Empolese Valdelsa sono circa quattrocento. Dipendono dal mese che si esamina e rappresentano circa il 10% delle imprese attive, cioé quelle con dipendenti. Un numero che non si discosta molto dalla media fiorentina e da quella di molte altre realtà della Toscana come per esempio Livorno. Nella provincia di Firenze, per fornire altri numeri, le aziende attive sono 34.866 e quelle insolute circa 3.300.

Nel circondario Empolese Valdelsa sono 3.933 le imprese attive mentre invece sono 1.681 quelle sospese temporaneamente (che di conseguenza non hanno dipendenti e i proprietari sono rimasti a lavorare da soli). Un dato che temporalmente copre alcuni anni ma comunque abbastanza cospicuo che dà il giusto peso dei momenti di difficoltà che il circondario sta vivendo.

Momenti delicati dove appunto, però, le aziende a volte optano per l'evasione dei contributi che devono all'Inps e, situazione ancora peggiore, non versano le somme che trattengono ai dipendenti. E proprio su questo aspetto si sta concentrando l'attività ispettiva dell'istituto. «Chi omette di versare le trattenute dei dipendenti - spiega il direttore dell'Inps di Firenze, Franco Gargani - è soggetto a diffida. In questo caso c'è una rilevanza penale. E poi, se i soldi non vengono versati, parte la denuncia alla procura della Repubblica».

«Il recupero di queste somme - spiega ancora Gargani - è diventato prioritario per l'istituto e dobbiamo riprendere questi contributi per una percentuale del 90%». «Molte delle imprese a cui inviamo le diffide - spiega ancora il direttore Gargani - dopo il ricevimento della diffida pagano. Ma in alcuni casi siamo costretti a fare anche la denuncia alla procura della Repubblica».

Per quanto riguarda, invece, gli altri contributi che le aziende devono all'Inps e che non vengono versate, c'è la possibilità di dilazionare i pagamenti in 12, 24 e 36 mesi.
«Al momento, però, le imprese - spiega ancora il direttore dlel'Inps di Firenze - noi abbiamo al mese un centinaio di richieste di dilazioni. Però, la maggior parte delle domande di frazionamento del debito vengono presentate alla Cerit».

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