Attenzione
INCIDENTE
Scontro frontale, muore sul colpo
Francesco Turchi
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I disperati tentativi di rianimare Matteo Manetti e poi un lenzuolo bianco posato sul suo cadavereVoleva trascorrere una domenica pomeriggio con la spensieratezza tipica dei suoi 17 anni. Ma all'improvviso si è trovato davanti un muro invalicabile, sul quale si sono infranti per sempre i suoi sogni. Matteo Manetti è finito con la sua moto contro una Ford Fiesta, in piazza Guerra a Empoli, ed è morto davanti agli occhi di decine di passanti.
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EMPOLI. Voleva trascorrere una domenica pomeriggio con la spensieratezza tipica dei suoi 17 anni. Ma all'improvviso si è trovato davanti un muro invalicabile, sul quale si sono infranti per sempre i suoi sogni. Matteo Manetti è finito con la sua moto contro una Ford Fiesta, in piazza Guerra a Empoli, ed è morto davanti agli occhi di decine di passanti.
Erano da poco passate le 15.30. Secondo una prima ricostruzione della dinamica, Matteo aveva appena percorso via Pievano Rolando, nel cuore della città, a bordo della sua Aprilia 125 cc, sua inseparabile amica, emblema della sua passione per i motori; il 17enne si stava dirigendo verso il ponte sull'Arno, attraverso viale Cesare Battisti.
Ma proprio all'altezza di piazza Guido Guerra si è scontrato con una Ford Fiesta di colore blu, guidata da M.P., 48 anni, di Vinci, che stava procedendo in direzione opposta e che stava svoltando a sinistra, per immettersi sulla piazza, sul lato del palazzo delle Esposizioni. L'urto è stato violentissimo.
Matteo ha fatto un volo di alcuni metri ed è atterrato rovinosamente sull'asfalto. Il serbatoio si è staccato dalla moto ed è finito ancora più lontano. Tutto intorno pezzi di plastica e di vetri ovunque.
Alcuni passanti hanno assistito alla drammatica scena e hanno avvertito il 118, che hanno inviato sul posto un'ambulanza della Pubblica Assistenza di Empoli. Quando arrivano sul luogo dell'incidente, il corpo di Matteo è immobile sull'asfalto. Il suo cuore ha smesso di battere.
I soccorritori capiscono subito che la situazione è disperata e che ci sono ben poche speranze di strappare il giovane alla morte.
Ma tentano il tutto per tutto, davanti agli occhi di decine di persone, che si avvicinano, seguono le operazioni con grande partecipazione, sperano nel miracolo. I minuti passano e nonostante i tentativi di rianimazione, Matteo non reagisce.
Lo scontro frontale con la Ford Fiesta gli ha provocato lesioni in tutto il corpo. Tanto che i soccorritori sono costretti ad arrendersi: commozione e disperazione si mescolano mentre il lenzuolo bianco, emblema della resa, viene steso sul corpo senza vita del ragazzo.
Tra gli spettatori della tragica scena c'è anche M.P., il conducente dell'auto. Si mette le mani nei capelli, non si dà pace. La moglie prova a consolarlo, ma è in stato di choc e viene accompagnato all'ospedale San Giuseppe. Tutto il resto, da quel momento, è burocrazia e dolore.
Arrivano la polizia municipale di Empoli e i carabinieri, che hanno il compito di effettuare i rilievi, raccogliere testimonianze e organizzare la viabilità. Oltre a quello, ben più ingrato, di andare a suonare il campanello dei coniugi Manetti, per avvertirli che Matteo, il loro unico figlio, non c'è più. Il magistrato di turno non ha disposto l'autopsia e il corpo del ragazzo è stato trasferito all'obitorio dell'ospedale San Giuseppe di Empoli, dove più tardi sono giunti i familiari.
In piazza Guerra i rilievi e le operazione di rimozione dei due veicoli sono andate avanti per un paio d'ore, con non pochi disagi per la circolazione, anche se l'intervento di carabinieri e polizia municipale ha scongiurato che la viabilità andasse in tilt. Ma, a proposito di viabilità, la tragedia riaccende i riflettori su uno degli incroci più pericolosi della città. Piazza Guerra infatti, negli ultimi anni, ha fatto spesso da teatro a scontri più o meno gravi, che talvolta hanno provocato anche dei feriti. Stavolta, purtroppo, è andata peggio.
Gli incidenti non possono essere sempre evitati, perché molto dipende anche dal comportamento di chi è alla guida di un qualunque veicolo. E poi anche il destino ci mette del suo. Ma al di là di tutto questo, appare piuttosto evidente che la viabilità di piazza Guido Guerra e dintorni potrebbe essere ripensata.
Erano da poco passate le 15.30. Secondo una prima ricostruzione della dinamica, Matteo aveva appena percorso via Pievano Rolando, nel cuore della città, a bordo della sua Aprilia 125 cc, sua inseparabile amica, emblema della sua passione per i motori; il 17enne si stava dirigendo verso il ponte sull'Arno, attraverso viale Cesare Battisti.
Ma proprio all'altezza di piazza Guido Guerra si è scontrato con una Ford Fiesta di colore blu, guidata da M.P., 48 anni, di Vinci, che stava procedendo in direzione opposta e che stava svoltando a sinistra, per immettersi sulla piazza, sul lato del palazzo delle Esposizioni. L'urto è stato violentissimo.
Matteo ha fatto un volo di alcuni metri ed è atterrato rovinosamente sull'asfalto. Il serbatoio si è staccato dalla moto ed è finito ancora più lontano. Tutto intorno pezzi di plastica e di vetri ovunque.
Alcuni passanti hanno assistito alla drammatica scena e hanno avvertito il 118, che hanno inviato sul posto un'ambulanza della Pubblica Assistenza di Empoli. Quando arrivano sul luogo dell'incidente, il corpo di Matteo è immobile sull'asfalto. Il suo cuore ha smesso di battere.
I soccorritori capiscono subito che la situazione è disperata e che ci sono ben poche speranze di strappare il giovane alla morte.
Ma tentano il tutto per tutto, davanti agli occhi di decine di persone, che si avvicinano, seguono le operazioni con grande partecipazione, sperano nel miracolo. I minuti passano e nonostante i tentativi di rianimazione, Matteo non reagisce.
Lo scontro frontale con la Ford Fiesta gli ha provocato lesioni in tutto il corpo. Tanto che i soccorritori sono costretti ad arrendersi: commozione e disperazione si mescolano mentre il lenzuolo bianco, emblema della resa, viene steso sul corpo senza vita del ragazzo.
Tra gli spettatori della tragica scena c'è anche M.P., il conducente dell'auto. Si mette le mani nei capelli, non si dà pace. La moglie prova a consolarlo, ma è in stato di choc e viene accompagnato all'ospedale San Giuseppe. Tutto il resto, da quel momento, è burocrazia e dolore.
Arrivano la polizia municipale di Empoli e i carabinieri, che hanno il compito di effettuare i rilievi, raccogliere testimonianze e organizzare la viabilità. Oltre a quello, ben più ingrato, di andare a suonare il campanello dei coniugi Manetti, per avvertirli che Matteo, il loro unico figlio, non c'è più. Il magistrato di turno non ha disposto l'autopsia e il corpo del ragazzo è stato trasferito all'obitorio dell'ospedale San Giuseppe di Empoli, dove più tardi sono giunti i familiari.
In piazza Guerra i rilievi e le operazione di rimozione dei due veicoli sono andate avanti per un paio d'ore, con non pochi disagi per la circolazione, anche se l'intervento di carabinieri e polizia municipale ha scongiurato che la viabilità andasse in tilt. Ma, a proposito di viabilità, la tragedia riaccende i riflettori su uno degli incroci più pericolosi della città. Piazza Guerra infatti, negli ultimi anni, ha fatto spesso da teatro a scontri più o meno gravi, che talvolta hanno provocato anche dei feriti. Stavolta, purtroppo, è andata peggio.
Gli incidenti non possono essere sempre evitati, perché molto dipende anche dal comportamento di chi è alla guida di un qualunque veicolo. E poi anche il destino ci mette del suo. Ma al di là di tutto questo, appare piuttosto evidente che la viabilità di piazza Guido Guerra e dintorni potrebbe essere ripensata.
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