Il Tirreno

Empoli

OPERAZIONE SANTO GRAAL

Una centrale della droga in città

A destra Suchan e accanto il colonello Grassi
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A destra Suchan e accanto il colonello Grassi

Piccoli imprenditori, manovali e addirittura operai agricoli. Trasportavano decine di chili di cocaina ed eroina. Insospettabili corrieri residenti in mezza Toscana con una base operativa anche a Empoli. Una presunta organizzazione internazionale specializzata nello smistamento di droga è stata sgominata dalla Finanza

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EMPOLI. Piccoli imprenditori, manovali e addirittura operai agricoli. Trasportavano decine di chili di cocaina ed eroina. Insospettabili corrieri residenti in mezza Toscana con una base operativa anche a Empoli. Una presunta organizzazione internazionale specializzata nello smistamento di droga è stata sgominata dalla Finanza.

L'operazione, battezzata Santo Graal, ha portato il tribunale all'emissione di 35 ordinanze di custodia cautelare per traffico internazionale di stupefacenti.

L'indagine delle fiamme gialle ha anche permesso di stabilire, secondo gli investigatori dei colonnelli Giuseppe Grassi e Gregorio Iuzzolino, che dalla Toscana la malavita albanese ha fatto il salto di qualità, proponendosi come intermediaria europea del traffico di cocaina ed eroina, acquistando la droga nelle piazze olandesi, albanesi e spagnole e rivendendole nel mercato italiano.

E proprio nella nostra regione sono finiti in manette molti degli indagati: un'ordinanza nei confronti di un manovale, di nazionalità albanese, è stata eseguita a Empoli. E poi le altre a Pisa, Pistoia, Lucca, Prato, Pontedera e Santa Croce sull'Arno. Una vera e propria multinazionale del crimine, sostengono gli inquirenti coordinati dal pm Pietro Suchan, attenta alle leggi di mercato, che utilizzava i sistemi più moderni come videochiamate, email, conversazioni con messenger o in chat e altri sistemi particolarmente complessi da intercettare. Ma l'organizzazione comunicava con un linguaggio in codice e non disdegnava i pizzini per evitare di essere scoperta.

L'operazione ha portato anche al sequestro di 227 chili di sostanze stupefacenti (eroina, cocaina e marijuana), con un valore sul mercato di oltre venti milioni.

Sequestrate, inoltre, 4 pistole, 176 cartucce, otto automezzi e 17 mila euro in contanti: trentadue sono stati gli arresti effettuati in Italia, tre i mandati di arresto europeo.

«Un'organizzazione molto pericolosa che operava secondo logiche manageriali tipiche di un'impresa, ovviamente un'impresa criminale - ha spiegato il generale Gaetano Mastropierro, comandante provinciale della guardia di finanza - dava grande attenzione alla domanda e alla offerta, ai ricavi, alla raccolta di risorse finanziarie o ai rapporti con l'estero, usava internet e aveva magazzini e luoghi di stoccaggio».

«Stimiamo - ha aggiunto - che in questi anni abbia importato 400-500 chili di droga, con ricavi per oltre cinquanta milioni».

«A capo c'era un solo uomo - ha sottolineato ancora Mastropierro - arrestato in Albania, che dava le direttive come un moderno dirigente d'azienda».

E ha concluso: «Gli arrestati svolgevano apparentemente una vita normale, molti erano operai: uno era anche titolare di una piccola impresa nel pisano che aveva investito 8mila euro dell'azienda per acquistare la droga».

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