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EMPOLI
Scritte vandaliche sulle vetrinedel negozio "anti-cinesi" - FOTO
È stato imbrattato nella notte con scritte antirazziste, il negozio di abbigliamento di Gino Pacilli, il commerciante di Empoli che nei giorni scorsi aveva esposto un cartello alla porta del suo esercizio vietando l'ingresso ai cittadini di nazionalità cinese "che non parlano italiano"
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È stato imbrattato nella notte con scritte antirazziste, il negozio di abbigliamento di Gino Pacilli, il commerciante di Empoli che nei giorni scorsi aveva esposto un cartello alla porta del suo esercizio vietando l'ingresso ai cittadini di nazionalità cinese "che non parlano italiano".
LE IMMAGINI "Ingresso vietato ai razzisti"
I muri e le tre vetrate del negozio che si trova all'angolo fra via Roma e via Giovanni da Empoli sono stati riempiti di scritte realizzate con uno spray di colore azzurro. Due le scritte sui muri: "Lui non è razzista" con una freccia che indica l' interno del negozio, poi "Chiuso per razzismo", mentre sulle vetrate del negozio si legge "Vietato l'ingresso ai razzisti", "Cosa Lorda" e anche "Empoli è antirazzista".
Il cartello esposto dal negoziante da sabato a lunedì scorso ha creato grande scalpore a Empoli facendo insorgere tutte le forze politiche di centrosinistra e parte della cittadinanza, ma anche il Pdl aveva stigmatizzato l'episodio cercando però di comprendere i motivi che hanno portato un commerciante a un tale gesto.
Il negoziante si era detto "sorpreso" per l'ampia eco che aveva prodotto quel cartello e aveva cercato di spiegare: "Mi scuso se ho offeso la comunità cinese - aveva detto - il cartello non ha basi razziste ed è riferito solo a persone maleducate che entrano nel mio negozio e mi fanno perdere tempo. Non era mia intenzione offendere nessuno e non era rivolto alla comunità cinese intera".
LE IMMAGINI "Ingresso vietato ai razzisti"
I muri e le tre vetrate del negozio che si trova all'angolo fra via Roma e via Giovanni da Empoli sono stati riempiti di scritte realizzate con uno spray di colore azzurro. Due le scritte sui muri: "Lui non è razzista" con una freccia che indica l' interno del negozio, poi "Chiuso per razzismo", mentre sulle vetrate del negozio si legge "Vietato l'ingresso ai razzisti", "Cosa Lorda" e anche "Empoli è antirazzista".
Il cartello esposto dal negoziante da sabato a lunedì scorso ha creato grande scalpore a Empoli facendo insorgere tutte le forze politiche di centrosinistra e parte della cittadinanza, ma anche il Pdl aveva stigmatizzato l'episodio cercando però di comprendere i motivi che hanno portato un commerciante a un tale gesto.
Il negoziante si era detto "sorpreso" per l'ampia eco che aveva prodotto quel cartello e aveva cercato di spiegare: "Mi scuso se ho offeso la comunità cinese - aveva detto - il cartello non ha basi razziste ed è riferito solo a persone maleducate che entrano nel mio negozio e mi fanno perdere tempo. Non era mia intenzione offendere nessuno e non era rivolto alla comunità cinese intera".
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