Attenzione
tagli
Più di sessanta poltrone a rischio
Marco Pagli
Se i tagli saranno inseriti nella finanziaria 2011, dalle prossime elezioni nell'Empolese Valdelsa ci saranno 46 seggi in meno
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EMPOLI. Il taglio delle poltrone di consiglieri e assessori comunali rimane un incubo per gli amministratori locali. Il provvedimento, che era stato inserito nella Finanziaria 2010, nei giorni scorsi è stato congelato dal Governo dopo le proteste dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, ma sarà inserito - così giura il ministro della semplificazione Calderoli - nella manovra del 2011. Per i Comuni del circondario, dove consiglio e giunta saranno rinnovati solo nel 2014 (a meno di improvvisi e imprevedibili ribaltoni), si profila una maxi riduzione. Il risultato: la perdita di 64 poltrone tra consiglieri e assessori. La cautela in questi casi è d'obbligo, ma se i commi 184 e 185 della Finanziaria, come ha assicurato il governo Berlusconi, saranno "scongelati" e riproposti il prossimo anno il taglio sarà pesante e investirà aspetti rilevanti del sistema politico locale.
Consiglieri.
La riduzione prevista per il consiglio comunale è del venti per cento. Un quinto degli attuali rappresentanti politici, insomma, non siederebbe più nell'assemblea cittadina. Negli undici comuni il taglio sarebbe di 46 posti, su un totale di 214. Ma vediamo nel dettaglio cosa succederebbe nei vari municipi. A Empoli, unico comune sopra i trentamila abitanti, si passerebbe da 30 a 24 consiglieri. Mentre a Fucecchio, Certaldo, Castelfiorentino, Vinci, Montespertoli e Montelupo Fiorentino, comuni che hanno più di diecimila abitanti e il cui consiglio è composto da 20 membri, la scure taglierebbe 4 posti e si scenderebbe a 16 consiglieri. Infine Montaione, Gambassi Terme, Cerreto Guidi e Capraia e Limite, che hanno meno di diecimila abitanti e le cui assemblee sono composte da 16 rappresentanti, finirebbero col contare su appena 12 posti in consiglio.
Una cura dimagrante, quella che si prospetta, che farebbe risparmiare gettoni e indennità di presenza, ma che allo stesso tempo intaccherebbe le piccole democrazie locali. Tanto per cominciare sarebbe più serrata la lotta per entrare nell'assemblea, sia tra le diverse liste che all'interno degli stessi schieramenti, e la caccia alla preferenza si farebbe ancora più sfrenata. Questo aspetto, inoltre, sarebbe ancora più rilevante nei comuni sotto i quindicimila abitanti, dove gli assessori continuerebbero a sedere in consiglio.
Ma questi non sono gli unici cambiamenti annunciati: altra considerazione da fare è quella che riguarda la differenza numerica tra maggioranza e opposizione, che si ridurrebbe (a Empoli, ad esempio, il rapporto che oggi è 18-12, nella prossima legislatura sarebbe 14-10) rendendo più pesante il valore di ogni voto. Ma questo meccanismo rischia anche di precludere l'accesso al consiglio comunale ai gruppi più piccoli, che magari hanno un solo rappresentante.
Assessori.
Per loro il numero massimo non corrisponderebbe più a un terzo, ma ad un quarto dei consiglieri. E tenendo conto della riduzione di questi ultimi, il taglio sarebbe ancora più marcato: meno 18, su un totale di 60. In questo caso il risparmio di finanze pubbliche sarebbe certo maggiore, visto che l'indennità degli assessori è più alta rispetto a quella dei consiglieri, ma lo snellimento comporterà anche una notevole sovrapposizione di deleghe su poche persone. Ma vediamo il dettaglio delle varie giunte: Empoli, unico caso nella zona, non subirà cambiamenti dal momento che tutt'ora dei 10 assessori di cui potrebbe dotarsi ne sono stati nominati soltanto 6 (in attesa che la delega all'urbanistica venga ridistribuita, dopo la rinuncia di Luigi Nigi). Fucecchio, Certaldo, Castelfiorentino, Vinci e Montelupo dovrebbero, invece, passare da 6 a 4. Montespertoli da 5 a 4, Gambassi da 6 a 3, Limite da 5 a 3, mentre Montaione e Limite da 4 a 3.
Nel Circondario.
L'ente che raggruppa gli undici comuni dell'area, dovrebbe evitare la scure di Tremonti e Calderoni. Nel provvedimento, infatti, si parla solo di Comuni e Province. Anche perché la giunta del Circondario è formata dai sindaci, che non ricevono alcuna indennità per questo. Una riduzione potrebbe esserci nel consiglio, che attualmente conta su 36 membri (gli stessi della Provincia di Firenze), ma non sarà imposta dall'alto. «Se verranno tagliati in Provincia - spiega Alfiero Ciampolini, direttore del Circondario - potremmo ridurli anche noi, ma la decisione spetta solo all'assemblea».
Direttori generali
e difensori civici.
La scure del Governo, se saranno ripristinati i provvedimenti per ora bloccati, non si abbatterà solo su consigli e giunte comunali. A farne le spese saranno anche i direttori generali e i difensori civici. Per quanto riguarda i primi, nel circondario Empolese Valdelsa soltanto Certaldo (Mario Gamberuci) e Fucecchio (Roberto Vezzosi) ne hanno uno. Nel resto dei municipi le sue funzioni sono assolte dal segretario generale o dal sindaco stesso.
Per quanto riguarda i difensori civici, figure di garanzia che hanno il compito di aiutare i cittadini a difendere i propri diritti nei confronti della pubblica amministrazione, l'incaricato unico per tutti i comuni della zona è l'avvocato Luca Cecconi.
Consiglieri.
La riduzione prevista per il consiglio comunale è del venti per cento. Un quinto degli attuali rappresentanti politici, insomma, non siederebbe più nell'assemblea cittadina. Negli undici comuni il taglio sarebbe di 46 posti, su un totale di 214. Ma vediamo nel dettaglio cosa succederebbe nei vari municipi. A Empoli, unico comune sopra i trentamila abitanti, si passerebbe da 30 a 24 consiglieri. Mentre a Fucecchio, Certaldo, Castelfiorentino, Vinci, Montespertoli e Montelupo Fiorentino, comuni che hanno più di diecimila abitanti e il cui consiglio è composto da 20 membri, la scure taglierebbe 4 posti e si scenderebbe a 16 consiglieri. Infine Montaione, Gambassi Terme, Cerreto Guidi e Capraia e Limite, che hanno meno di diecimila abitanti e le cui assemblee sono composte da 16 rappresentanti, finirebbero col contare su appena 12 posti in consiglio.
Una cura dimagrante, quella che si prospetta, che farebbe risparmiare gettoni e indennità di presenza, ma che allo stesso tempo intaccherebbe le piccole democrazie locali. Tanto per cominciare sarebbe più serrata la lotta per entrare nell'assemblea, sia tra le diverse liste che all'interno degli stessi schieramenti, e la caccia alla preferenza si farebbe ancora più sfrenata. Questo aspetto, inoltre, sarebbe ancora più rilevante nei comuni sotto i quindicimila abitanti, dove gli assessori continuerebbero a sedere in consiglio.
Ma questi non sono gli unici cambiamenti annunciati: altra considerazione da fare è quella che riguarda la differenza numerica tra maggioranza e opposizione, che si ridurrebbe (a Empoli, ad esempio, il rapporto che oggi è 18-12, nella prossima legislatura sarebbe 14-10) rendendo più pesante il valore di ogni voto. Ma questo meccanismo rischia anche di precludere l'accesso al consiglio comunale ai gruppi più piccoli, che magari hanno un solo rappresentante.
Assessori.
Per loro il numero massimo non corrisponderebbe più a un terzo, ma ad un quarto dei consiglieri. E tenendo conto della riduzione di questi ultimi, il taglio sarebbe ancora più marcato: meno 18, su un totale di 60. In questo caso il risparmio di finanze pubbliche sarebbe certo maggiore, visto che l'indennità degli assessori è più alta rispetto a quella dei consiglieri, ma lo snellimento comporterà anche una notevole sovrapposizione di deleghe su poche persone. Ma vediamo il dettaglio delle varie giunte: Empoli, unico caso nella zona, non subirà cambiamenti dal momento che tutt'ora dei 10 assessori di cui potrebbe dotarsi ne sono stati nominati soltanto 6 (in attesa che la delega all'urbanistica venga ridistribuita, dopo la rinuncia di Luigi Nigi). Fucecchio, Certaldo, Castelfiorentino, Vinci e Montelupo dovrebbero, invece, passare da 6 a 4. Montespertoli da 5 a 4, Gambassi da 6 a 3, Limite da 5 a 3, mentre Montaione e Limite da 4 a 3.
Nel Circondario.
L'ente che raggruppa gli undici comuni dell'area, dovrebbe evitare la scure di Tremonti e Calderoni. Nel provvedimento, infatti, si parla solo di Comuni e Province. Anche perché la giunta del Circondario è formata dai sindaci, che non ricevono alcuna indennità per questo. Una riduzione potrebbe esserci nel consiglio, che attualmente conta su 36 membri (gli stessi della Provincia di Firenze), ma non sarà imposta dall'alto. «Se verranno tagliati in Provincia - spiega Alfiero Ciampolini, direttore del Circondario - potremmo ridurli anche noi, ma la decisione spetta solo all'assemblea».
Direttori generali
e difensori civici.
La scure del Governo, se saranno ripristinati i provvedimenti per ora bloccati, non si abbatterà solo su consigli e giunte comunali. A farne le spese saranno anche i direttori generali e i difensori civici. Per quanto riguarda i primi, nel circondario Empolese Valdelsa soltanto Certaldo (Mario Gamberuci) e Fucecchio (Roberto Vezzosi) ne hanno uno. Nel resto dei municipi le sue funzioni sono assolte dal segretario generale o dal sindaco stesso.
Per quanto riguarda i difensori civici, figure di garanzia che hanno il compito di aiutare i cittadini a difendere i propri diritti nei confronti della pubblica amministrazione, l'incaricato unico per tutti i comuni della zona è l'avvocato Luca Cecconi.
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