Sovigliana
Rapina a mano armata per pochi euro
Rapina nel pomeriggio alla filiale della Cassa di risparmio di Firenze, in via Silvio Pellico a Sovigliana. Una rapina consumata inpochi minuti anche se magro è stato il bottino, poco più di mille euro, che i due banditi hanno portato a casa
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Empoli. Rapina nel pomeriggio alla filiale della Cassa di risparmio di Firenze, in via Silvio Pellico a Sovigliana. Una rapina consumata inpochi minuti anche se magro è stato il bottino, poco più di mille euro, che i due banditi hanno portato a casa. È la terza che si consuma nella nostra zona dall’inizio del mese. Dopo il doppio colpo - il primo fallito, il secondo invece riuscito - alla filiale della Banca dell’Etruria e del Lazio di via Cellini a Empoli.
Sono tre rapine molto diverse tra loro. Nella prima i banditi hanno lavorato durante la notte, entrando nella banca da una finestra secondaria, e hanno atteso l’arrivo degli impiegati per entrare in azione. Nel secondo caso, invece, hanno utilizzato un sistema spettacolare: con un furgone rubato hanno spaccato la vetrata sul retro della banca, irrompendo in tre e portando via più di ottantamila euro. Stavolta la tecnica che è stata scelta è stata più semplice: alle 15,30 i due sono entrati come clienti qualsiasi e hanno minacciato i sei dipendenti e i tre clienti che erano presenti. Probabilmente uno di loro impugnava una pistola giocattolo. Le nove persone sono state fatte entrare nell’ufficio della direttrice e i due hanno preso i soldi che erano nei cassetti senza aprire la cassaforte. In tutto 1.066 euro.
Poi sono fuggiti a bordo di una vecchia Fiat Panda. Da capire la direzione di fuga che hanno preso. I due malviventi, dalle prime testimonianze raccolte, sarebbero italiani, uno più alto e l’altro più basso. Nelle prime due rapine - fanno capire gli inquirenti - è molto probabile che si tratti della stessa banda. Gli autori del colpo di ieri pomeriggio, invece, sono quasi certamente altri. Le indagini - che sono state affidate alla polizia - sono comunque in corso per studiare fisionomia e movimenti di tutti i banditi coinvolti in queste tre rapine. Hanno tutti agito con il volto coperto da cappelli, sciarpe e - nel caso di ieri pomeriggio - anche da un naso finto che uno dei due portava. Tuttavia gli elementi per essere riconosciuti ci sono, sia perché sono stati immortalati dalle telecamere a circuito chiuso delle banche sia perché impiegati e clienti hanno potuto vederli da vicino.
Sono tre rapine molto diverse tra loro. Nella prima i banditi hanno lavorato durante la notte, entrando nella banca da una finestra secondaria, e hanno atteso l’arrivo degli impiegati per entrare in azione. Nel secondo caso, invece, hanno utilizzato un sistema spettacolare: con un furgone rubato hanno spaccato la vetrata sul retro della banca, irrompendo in tre e portando via più di ottantamila euro. Stavolta la tecnica che è stata scelta è stata più semplice: alle 15,30 i due sono entrati come clienti qualsiasi e hanno minacciato i sei dipendenti e i tre clienti che erano presenti. Probabilmente uno di loro impugnava una pistola giocattolo. Le nove persone sono state fatte entrare nell’ufficio della direttrice e i due hanno preso i soldi che erano nei cassetti senza aprire la cassaforte. In tutto 1.066 euro.
Poi sono fuggiti a bordo di una vecchia Fiat Panda. Da capire la direzione di fuga che hanno preso. I due malviventi, dalle prime testimonianze raccolte, sarebbero italiani, uno più alto e l’altro più basso. Nelle prime due rapine - fanno capire gli inquirenti - è molto probabile che si tratti della stessa banda. Gli autori del colpo di ieri pomeriggio, invece, sono quasi certamente altri. Le indagini - che sono state affidate alla polizia - sono comunque in corso per studiare fisionomia e movimenti di tutti i banditi coinvolti in queste tre rapine. Hanno tutti agito con il volto coperto da cappelli, sciarpe e - nel caso di ieri pomeriggio - anche da un naso finto che uno dei due portava. Tuttavia gli elementi per essere riconosciuti ci sono, sia perché sono stati immortalati dalle telecamere a circuito chiuso delle banche sia perché impiegati e clienti hanno potuto vederli da vicino.
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