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Termometro a -8, è allerta ghiacciosull'agricoltura il fantasma del 1985

Francesco Turchi
I lungarni ieri mattina coperti dal manto nevoso
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I lungarni ieri mattina coperti dal manto nevoso

La protezione civile invita a mettersi in viaggio soltanto se è necessario. L'appello: evitate il turismo della neve, intralcia gli interventi

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EMPOLI. «Probabilmente è passata l'emergenza neve. Ma ci aspettano ancora 36 ore di passione a causa del ghiaccio». Dario Parrini, sindaco di Vinci e delegato del Circondario alla protezione civile, snocciola numeri e nomi messi in campo per fronteggiare la nevicata e limitare i disagi sulle strade. Ma è anche pienamente consapevole che non è il caso di esultare: «Le previsioni meteo relative al Circondario sono impietose: la temperatura scenderà anche di 8 gradi sotto lo zero».

Il pensiero va alle strade ghiacciate e ai problemi connessi. Ma c'è anche un altro aspetto, tutt'altro che secondario, che Parrini non vuole tralasciare: «Si parla di -8, ma se la temperatura dovesse scendere ancora e raggiungere i -10, le conseguenze per l'agricoltura potrebbero essere devastanti».

Tuttavia, almeno da questo punto di vista, non resta altro che aspettare e sperare: «Vediamo. La protezione civile ha lanciato l'allerta meteo fino a lunedì notte nelle province di Prato, Arezzo, Pistoia e Firenze. La nostra mente corre indietro nel tempo, al 1985, quando la colonnina di mercurio fece segnare -22: in quell'occasione il nostro patrimonio agricolto venne praticamente azzerata».

Insomma, la neve è un problema (notevole) che sta per passare in secondo piano. Ora l'attenzione si sposta sul ghiaccio: «Anche in questo caso - sottolinea Parrini - come è già accaduto nelle ultime ore, confidiamo nella collaborazione dei cittadini, che ci hanno dato una grossa mano: coi soli mezzi a disposizione degli enti non saremmo riusciti a garantire una viabilità accettabile».

Il delegato del Circondario usa bastone e carota con la cittadinanza. Infatti, se da una parte chi ha messo a disposizione pale e mezzi agricoli ha facilitato l'operato degli addetti ai lavori, dall'altra c'è anche chi mettendosi alla guida per il semplice gusto di fare un giro con l'auto in mezzo alla neve, ha intralciato le operazione dei mezzi spalaneve e spargisale: «L'invito che faccio è di stare a casa nei limiti del possibile. Il turista della neve non fa altro che rendere ancora più difficile il compito di chi deve garantire la sicurezza sulle strade».

L'appello è dunque quello di sempre, ma non va preso come il solito ritornello: «Mettetevi alla guida solo se è strettamente necessario e soltanto se avete le catene a bordo o i pneumatici termici. Lo ripetiamo sempre perché evidentemente c'è ancora troppa gente che ignora l'invito». Il messaggio è chiaro: facciamo il possibile, ma dateci una mano «anche perché qui da noi siamo molto preparati ma sul piano teorico, non su quello pratico: l'ultima emergenza di questo genere risale al 2005.

Se il meccanismo si mette in moto una volta ogni 4-5 anni, è chiaro che possono verificarsi dei problemi. Tuttavia credo che il nostro operato sia stato fin qui buono. Ringrazio in particolar modo chi ha tirato le fila, la nostra task force per questo tipo di emergenze: i coordinatori Roberto Malquori e Giacomo Miele e i tecnici Paolo Collodel, Lucia Sabatini e Cristina Ancillotti».

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