Attenzione
LA TRAGEDIA
«Maledetto quell'allenamento...»
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La bicicletta del giovane corridore finita nel fosso. Più a destra la Panda con la quale si è scontrato portata via da un carroattrezzi«Era il primo allenamento della stagione. È accaduto tutto in pochi secondi. Frenate di questo tipo ne facciamo ad ogni uscita, ma stavolta è stata maledetta: Antony ha toccato la mia ruota posteriore ed è finito nell'altra corsia»
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VINCI. Simone Bernardini tirava il gruppetto sulla provinciale di Mercatale, ed è sotto choc per la tragedia, così come tutto il Gs Mastromarco e il mondo del pedale.
Intanto a Stabbia, dove la notizia della tragedia si è diffusa fin dalle primissime ore del pomeriggio, c'è chi stenta a credere a quello che è successo. Antony Orsani, cresciuto ciclisticamente in paese, era ormai considerato uno stabbiese a tutti gli effetti, amato al di là dei grandi meriti sportivi. Qui aveva iniziato la sua carriera, scoperto dall'occhio esperto dei fratelli Vezzosi: «Un giorno - racconta Ivo - andammo a portare dei mobili ai suoi genitori e lui era lì con una vecchia bici. Aveva 12 anni e un bel fisico da ciclista. Gli dissi che l'avrei fatto correre in una squadra vera e fu così. Ha iniziato coi G6 e ci ha regalato tante soddisfazioni. L'ho visto per l'ultima volta venerdì sera. Era un ragazzo estroverso, che sapeva farsi voler bene».
Giovanni Cascio aveva corso insieme ad Antony da piccolo: «Era un ragazzo simpatico. Usciva spesso a Stabbia, era un tipo che sapeva stare con gli altri. Rideva sempre, penso che a tutti mancherà».
Nel pomeriggio i ragazzi del paese hanno fatto la spola con l'obitorio dell'ospedale San Giuseppe di Empoli, per salutare per l'ultima volta il loro amico che non c'è più. «C'eravamo tutti - dice ancora Giovanni - non solo i suoi compagni di squadra, ma anche tutti i ragazzi che lo incontravano al bar o in paese».
Antony, insieme a Simone Antonini e Mirko Ulivieri, era uno dei simboli dello sport stabbiese. Tanto che nel mese di luglio la società aveva festeggiato in paese il suo titolo italiano a cronometro. «Per noi era un ragazzo del paese - dice Luciano Benvenuti, segretario del Gruppo sportivo locale - era cresciuto a Stabbia. Era un ragazzo estroso, conosciuto da tutti: ci hanno chiamato anche dalla Sicilia per avere notizie dell'accaduto».
Nonostante non abitasse lontano, viveva nella foresteria a Stabbia messa a disposizione dalla società. «Per questo la sera usciva in paese - spiega il dirigente - in gelateria o al bar. Aveva un carattere esuberante, per lui era facile fare amicizia».
All'inizio di quest'anno aveva avuto problemi al cuore, aveva iniziato la stagione con un mese di ritardo. «Eravamo stati in apprensione per le sue condizioni di salute - conclude Luciano Benvenuti - gli siamo stati dietro passo dopo passo in tutti i controlli, ma non ci saremmo mai aspettati una notizia del genere».
S.B. - A.F.
Intanto a Stabbia, dove la notizia della tragedia si è diffusa fin dalle primissime ore del pomeriggio, c'è chi stenta a credere a quello che è successo. Antony Orsani, cresciuto ciclisticamente in paese, era ormai considerato uno stabbiese a tutti gli effetti, amato al di là dei grandi meriti sportivi. Qui aveva iniziato la sua carriera, scoperto dall'occhio esperto dei fratelli Vezzosi: «Un giorno - racconta Ivo - andammo a portare dei mobili ai suoi genitori e lui era lì con una vecchia bici. Aveva 12 anni e un bel fisico da ciclista. Gli dissi che l'avrei fatto correre in una squadra vera e fu così. Ha iniziato coi G6 e ci ha regalato tante soddisfazioni. L'ho visto per l'ultima volta venerdì sera. Era un ragazzo estroverso, che sapeva farsi voler bene».
Giovanni Cascio aveva corso insieme ad Antony da piccolo: «Era un ragazzo simpatico. Usciva spesso a Stabbia, era un tipo che sapeva stare con gli altri. Rideva sempre, penso che a tutti mancherà».
Nel pomeriggio i ragazzi del paese hanno fatto la spola con l'obitorio dell'ospedale San Giuseppe di Empoli, per salutare per l'ultima volta il loro amico che non c'è più. «C'eravamo tutti - dice ancora Giovanni - non solo i suoi compagni di squadra, ma anche tutti i ragazzi che lo incontravano al bar o in paese».
Antony, insieme a Simone Antonini e Mirko Ulivieri, era uno dei simboli dello sport stabbiese. Tanto che nel mese di luglio la società aveva festeggiato in paese il suo titolo italiano a cronometro. «Per noi era un ragazzo del paese - dice Luciano Benvenuti, segretario del Gruppo sportivo locale - era cresciuto a Stabbia. Era un ragazzo estroso, conosciuto da tutti: ci hanno chiamato anche dalla Sicilia per avere notizie dell'accaduto».
Nonostante non abitasse lontano, viveva nella foresteria a Stabbia messa a disposizione dalla società. «Per questo la sera usciva in paese - spiega il dirigente - in gelateria o al bar. Aveva un carattere esuberante, per lui era facile fare amicizia».
All'inizio di quest'anno aveva avuto problemi al cuore, aveva iniziato la stagione con un mese di ritardo. «Eravamo stati in apprensione per le sue condizioni di salute - conclude Luciano Benvenuti - gli siamo stati dietro passo dopo passo in tutti i controlli, ma non ci saremmo mai aspettati una notizia del genere».
S.B. - A.F.
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