Sicurezza
I NOSTRI SOLDI
Conto in banca? Anche a 100 euro
Francesco Turchi
Benvenuti nella giungla empolese delle banche: sono infatti almeno una quindicina gli istituti bancari presenti in città. Alcuni sono radicati sul territorio, altri provano a inserirsi o a restarci, anche se con questi chiari di luna non è semplice
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EMPOLI. Ognuno di loro ha una vasta gamma di prodotti dal nome accattivante, con l'obiettivo dichiarato di andare il più possibile incontro alle esigenze di ogni singolo cittadino-utente, che sia esso un lavoratore dipendente, un libero professionista o un imprenditore; che sia in grado di gestire le operazioni bancarie direttamente da casa, attraverso internet o che invece abbia maggior dimestichezza con lo sportello.
In questo labirinto fatto di realtà locali e nazionali, di Easy, Small, Identikit e pure Revolution, ci siamo dotati di un esempio-bussola per provare a orientarci.
Abbiamo fatto finta di essere una famiglia empolese, che si siede davanti al computer di casa e si collega ai siti internet di alcune delle banche presenti in città, per informarsi sulle offerte in merito a un conto corrente, da utilizzare per l'accreditamento dello stipendio di lavoratore dipendente, per il pagamento delle utenze e delle varie spese legate alla vita di tutti i giorni.
I dati sono (quasi) tutti disponibili su internet: in alcuni casi in forma precisa e diretta, in altri meno.
Ma c'è un dato che emerge subito in tutta la sua chiarezza. La maggior parte delle volte il conto corrente costa più di 100 euro l'anno per il solo mantenimento: al canone trimestrale (che proiettato sui 12 mesi spesso raggiunge da solo la soglia), bisogna infatti aggiungere i 34,20 euro di imposta di bollo che vanno allo Stato ogni anno e che gravano quasi sempre (ad esclusione della Bcc Cambiano che prevede il rimborso) nelle tasche del cliente.
In questo labirinto fatto di realtà locali e nazionali, di Easy, Small, Identikit e pure Revolution, ci siamo dotati di un esempio-bussola per provare a orientarci.
Abbiamo fatto finta di essere una famiglia empolese, che si siede davanti al computer di casa e si collega ai siti internet di alcune delle banche presenti in città, per informarsi sulle offerte in merito a un conto corrente, da utilizzare per l'accreditamento dello stipendio di lavoratore dipendente, per il pagamento delle utenze e delle varie spese legate alla vita di tutti i giorni.
I dati sono (quasi) tutti disponibili su internet: in alcuni casi in forma precisa e diretta, in altri meno.
Ma c'è un dato che emerge subito in tutta la sua chiarezza. La maggior parte delle volte il conto corrente costa più di 100 euro l'anno per il solo mantenimento: al canone trimestrale (che proiettato sui 12 mesi spesso raggiunge da solo la soglia), bisogna infatti aggiungere i 34,20 euro di imposta di bollo che vanno allo Stato ogni anno e che gravano quasi sempre (ad esclusione della Bcc Cambiano che prevede il rimborso) nelle tasche del cliente.
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