Il dolore
tre i giovani denunciati
Mura imbrattate in centro con scritte per Cucchi
Sono stati sorpresi nella notte nel centro ad attaccare manifesti per la morte di Stefano Cucchi, il detenuto trentenne arrestato a Roma per droga il 16 ottobre scorso e poi morto il 22 all'ospedale Sandro Pertini per cause da chiarire
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EMPOLI. Sono stati sorpresi nella notte nel centro ad attaccare manifesti per la morte di Stefano Cucchi, il detenuto trentenne arrestato a Roma per droga il 16 ottobre scorso e poi morto il 22 all'ospedale Sandro Pertini per cause da chiarire.
Scritte e manifesti sono stati trovati vicino alla Collegiata, in piazza Farinata degli Uberti, e in via Roma, all'altezza dell'ex ospedale San Giuseppe.
A essere denunciati dalla polizia per deturpamento di edifici pubblici sono stati due empolesi e uno residente a Vinci di 30, 29 e 25 anni.
Secondo quanto è stato spiegato dalla polizia i tre avrebbero scritto una frase della canzone "Un blasfemo" di Fabrizio De André: «Non mi uccise la morte ma due guardie bigotte, mi cercarono l'anima a forza di botte».
E poi ancora sui manifesti il contenuto era: «1978-2009 Stefano Cucchi assassinato dallo Stato».
E infine: «Stefano vive», «Stato assassino», «Giustizia per Cucchi e tutti gli altri». Ai tre giovani, che sono stati bloccati intorno alle 3 tra sabato e domenica, gli agenti del commissariato hanno sequestrato circa cinquanta manifesti, colla, pennello e una bomboletta spray di colore rosso.
La polizia sta accertando se i tre denunciati abbiano partecipato alla manifestazione che si è svolta sabato a Roma per la morte di Stefano Cucchi.
Altra scritta, durante la notte, è comparsa alla sede dei vigili urbani di Vinci, a Sovigliana (via Battisti). La scritta trovata ieri mattina é «Andate a Kabul». (a.f.)
Scritte e manifesti sono stati trovati vicino alla Collegiata, in piazza Farinata degli Uberti, e in via Roma, all'altezza dell'ex ospedale San Giuseppe.
A essere denunciati dalla polizia per deturpamento di edifici pubblici sono stati due empolesi e uno residente a Vinci di 30, 29 e 25 anni.
Secondo quanto è stato spiegato dalla polizia i tre avrebbero scritto una frase della canzone "Un blasfemo" di Fabrizio De André: «Non mi uccise la morte ma due guardie bigotte, mi cercarono l'anima a forza di botte».
E poi ancora sui manifesti il contenuto era: «1978-2009 Stefano Cucchi assassinato dallo Stato».
E infine: «Stefano vive», «Stato assassino», «Giustizia per Cucchi e tutti gli altri». Ai tre giovani, che sono stati bloccati intorno alle 3 tra sabato e domenica, gli agenti del commissariato hanno sequestrato circa cinquanta manifesti, colla, pennello e una bomboletta spray di colore rosso.
La polizia sta accertando se i tre denunciati abbiano partecipato alla manifestazione che si è svolta sabato a Roma per la morte di Stefano Cucchi.
Altra scritta, durante la notte, è comparsa alla sede dei vigili urbani di Vinci, a Sovigliana (via Battisti). La scritta trovata ieri mattina é «Andate a Kabul». (a.f.)
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