Sicurezza
EMPOLI
Sessanta a casa per un anno
Marco Fani
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A sinistra una delle ultime assembleeUn fatturato dimezzato del 50% porterà al taglio di quasi metà dei dipendenti. È crisi nera all'azienda Testi.
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EMPOLI. Un fatturato dimezzato del 50% porterà al taglio di quasi metà dei dipendenti. È crisi nera all'azienda Testi. Ieri mattina i lavoratori hanno continuato lo sciopero, mentre per domani è previsto un nuovo incontro tra sindacati e vertici aziendali. L'ultimo vertice, tanto atteso, si è risolto con una doccia fredda per i lavoratori.
L'azienda ha annunciato che dei 155 dipendenti attualmente in organico, 60 finiranno in cassa integrazione straordinaria per dodici mesi. La speranza dei vertici è che la crisi possa attenuarsi e che con la ripresa si possa prospettare la possibilità di non dover procedere ad un taglio così drastico dell'organico. Ma la preoccupazione è sopra i livelli di guardia. E il sindacato è in prima linea per difendere i posti di lavoro. «L'azienda - spiega Cesare De Sanctis della Fiom-Cgil - ci ha comunicato che visto il dimezzamento del fatturato intende aprire una cassa integrazione straordinaria per 60 lavoratori. Da parte nostra stiamo studiando varie soluzioni affinché si possa limitare questo numero. Come abbiamo già detto ai vertici, siamo assolutamente disponibili ad affrontare una trattativa. Tra le nostre proposte ci sono stati anche i contratti di solidarietà. E per domani è in programma un nuovo incontro».
Le difficoltà per l'azienda che produce gioielli di pietre e acciaio con il marchio Rebecca sono iniziate alcuni mesi fa quando non sono stati rinnovati i contratti a termine. Poi sono seguiti i problemi per i pagamenti dei fornitori. Una situazione difficile che riguarda anche altre aziende dell'Empolese-Valdelsa che ha visto anche l'interesse del sindaco di Empoli Luciana Cappelli, che ha incontrato direttamente i vertici della Testi spa, in merito alla crisi che sta interessando l'azienda, cercando di sensibilizzare la proprietà che si è detta disponibile «a limitare al minimo le eventuali conseguenze derivanti dalla crisi».
La cassa integrazione straordinaria può essere richiesta dalle aziende sia per ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione aziendale, ma anche nei casi di crisi di particolare rilevanza sociale (oltre che casi di dichiarazione di fallimento). Ne possono beneficiare operai, intermedi, impiegati e quadri. Sono esclusi apprendisti e i lavoratori in contratto di formazione lavoro. A quella straordinaria vi possono accedere le imprese con più di 15 dipendenti, come è appunto nel caso della Testi spa.
L'azienda ha annunciato che dei 155 dipendenti attualmente in organico, 60 finiranno in cassa integrazione straordinaria per dodici mesi. La speranza dei vertici è che la crisi possa attenuarsi e che con la ripresa si possa prospettare la possibilità di non dover procedere ad un taglio così drastico dell'organico. Ma la preoccupazione è sopra i livelli di guardia. E il sindacato è in prima linea per difendere i posti di lavoro. «L'azienda - spiega Cesare De Sanctis della Fiom-Cgil - ci ha comunicato che visto il dimezzamento del fatturato intende aprire una cassa integrazione straordinaria per 60 lavoratori. Da parte nostra stiamo studiando varie soluzioni affinché si possa limitare questo numero. Come abbiamo già detto ai vertici, siamo assolutamente disponibili ad affrontare una trattativa. Tra le nostre proposte ci sono stati anche i contratti di solidarietà. E per domani è in programma un nuovo incontro».
Le difficoltà per l'azienda che produce gioielli di pietre e acciaio con il marchio Rebecca sono iniziate alcuni mesi fa quando non sono stati rinnovati i contratti a termine. Poi sono seguiti i problemi per i pagamenti dei fornitori. Una situazione difficile che riguarda anche altre aziende dell'Empolese-Valdelsa che ha visto anche l'interesse del sindaco di Empoli Luciana Cappelli, che ha incontrato direttamente i vertici della Testi spa, in merito alla crisi che sta interessando l'azienda, cercando di sensibilizzare la proprietà che si è detta disponibile «a limitare al minimo le eventuali conseguenze derivanti dalla crisi».
La cassa integrazione straordinaria può essere richiesta dalle aziende sia per ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione aziendale, ma anche nei casi di crisi di particolare rilevanza sociale (oltre che casi di dichiarazione di fallimento). Ne possono beneficiare operai, intermedi, impiegati e quadri. Sono esclusi apprendisti e i lavoratori in contratto di formazione lavoro. A quella straordinaria vi possono accedere le imprese con più di 15 dipendenti, come è appunto nel caso della Testi spa.
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