La manifestazione
Allarme degrado
Ex Gozzini, è allarme degrado
Luciano Gianfranceschi
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Alcuni scorci che testimoniano lo stato di grave degrado in cui versano le ex officine Gozzini a Santa Croce, per le quali il progetto di trasformazione in un’area residenziale di lusso non è mai decollatoLA SANTA CROCE ABBANDONATA Viaggio nel desolante panorama offerto dal complesso delle vecchie officine
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SANTA CROCE. La vicina zona residenziale, rispetto a via san Vito, angolo via Curtatone, è soprannominata Hollywood. Una stridente ragione in più, per gli abitanti, di protestare osservando l'ex complesso delle officine Gozzini in pieno degrado. La porta d'accesso agli uffici è stata murata, per evitare intrusioni, il cancello dello stabilimento è arrugginito, i muri presi di mira dai graffitari.
Inoltre, l'adiacente capannone è spalancato, probabilmente perché forzato e qualcuno lo usa come rifugio soprattutto la notte.
Ci sono infatti i resti maleodoranti di chi vi soggiorna, nonostante le finestre senza i vetri, rotti, con almeno un tetto sulla testa. A terra, vecchi materassi, coperte sporche, forse raccolte dai cassonetti e arrotolate per un ulteriore uso, quaderni e giocattoli rotti che potrebbero far pensare alla presenza anche di ragazzi, un pozzetto senza più copertura, in un angolo un'automobile incendiata di cui resta lo scheletro annerito, piccioni che entrano ed escono, talpe che si aggirano tra rifiuti d'ogni genere.
«Le proteste sono arrivate anche in municipio - conferma il sindaco Osvaldo Ciaponi - e ho sollecitato alla polizia municipale un rapporto sulla situazione, per prendere i provvedimenti conseguenti alla messa in sicurezza se sussistono pericoli per l'incolumità pubblica. Soltanto in tal caso possiamo intervenire, perché anche se per un certo periodo ne abbiamo avuto la custodia giudiziaria, l'area è privata essendo stata acquistata ad un'asta giudiziaria qualche anno fa. E' un'area cui teniamo molto, perché vicina al centro, e non distante dalla nuova piscina, mentre sulla sponda dell'Arno è in progetto un parco fluviale».
La nuova proprietà annunciò, nel luglio 2008, grandi progetti su questi 35mila metri quadrati. Ma ora sarebbero sopraggiunte difficoltà per la grave crisi economica che ha già causato tanti danni nel Valdarno. A quanto fu prospettato, l'acquisizione era passata all'impresa costruzione Pagliai di Empoli, che contava di farci una zona residenziale con 230 appartamenti signorili. Restava da mettere insieme alcuni investitori, per l'ingente spesa. Confermò l'architetto Salvatore Re, di Pisa: «Su quella vasta area sorgerà una superficie commerciale di 1.500 metri quadrati, su tre piani. E un'altra, residenziale di 19mila metri quadrati, su quattro piani. Perché fuggire sulle colline? Si sta vicino al centro cittadino e alla superstrada. Non casette brutte, ma le migliori esteticamente. E funzionali al piacere di viverci: si vede l'Arno dalla finestra, si ha un giardino pensile, mentre le auto stanno nel parcheggio interrato. Un condominio di lusso, sorvegliato da una sbarra e dal portiere. E con il collegamento a internet al piano terra che avrà luminose vetrate, si può anche lavorare. Mentre la pausa, con i figli o i nipoti è tra il verde, a piedi fino al fiume. Quanto agli edifici, saranno rifiniti in legno sulla facciata: il legno come i bottali della Gozzini, come la natura».
Inoltre, l'adiacente capannone è spalancato, probabilmente perché forzato e qualcuno lo usa come rifugio soprattutto la notte.
Ci sono infatti i resti maleodoranti di chi vi soggiorna, nonostante le finestre senza i vetri, rotti, con almeno un tetto sulla testa. A terra, vecchi materassi, coperte sporche, forse raccolte dai cassonetti e arrotolate per un ulteriore uso, quaderni e giocattoli rotti che potrebbero far pensare alla presenza anche di ragazzi, un pozzetto senza più copertura, in un angolo un'automobile incendiata di cui resta lo scheletro annerito, piccioni che entrano ed escono, talpe che si aggirano tra rifiuti d'ogni genere.
«Le proteste sono arrivate anche in municipio - conferma il sindaco Osvaldo Ciaponi - e ho sollecitato alla polizia municipale un rapporto sulla situazione, per prendere i provvedimenti conseguenti alla messa in sicurezza se sussistono pericoli per l'incolumità pubblica. Soltanto in tal caso possiamo intervenire, perché anche se per un certo periodo ne abbiamo avuto la custodia giudiziaria, l'area è privata essendo stata acquistata ad un'asta giudiziaria qualche anno fa. E' un'area cui teniamo molto, perché vicina al centro, e non distante dalla nuova piscina, mentre sulla sponda dell'Arno è in progetto un parco fluviale».
La nuova proprietà annunciò, nel luglio 2008, grandi progetti su questi 35mila metri quadrati. Ma ora sarebbero sopraggiunte difficoltà per la grave crisi economica che ha già causato tanti danni nel Valdarno. A quanto fu prospettato, l'acquisizione era passata all'impresa costruzione Pagliai di Empoli, che contava di farci una zona residenziale con 230 appartamenti signorili. Restava da mettere insieme alcuni investitori, per l'ingente spesa. Confermò l'architetto Salvatore Re, di Pisa: «Su quella vasta area sorgerà una superficie commerciale di 1.500 metri quadrati, su tre piani. E un'altra, residenziale di 19mila metri quadrati, su quattro piani. Perché fuggire sulle colline? Si sta vicino al centro cittadino e alla superstrada. Non casette brutte, ma le migliori esteticamente. E funzionali al piacere di viverci: si vede l'Arno dalla finestra, si ha un giardino pensile, mentre le auto stanno nel parcheggio interrato. Un condominio di lusso, sorvegliato da una sbarra e dal portiere. E con il collegamento a internet al piano terra che avrà luminose vetrate, si può anche lavorare. Mentre la pausa, con i figli o i nipoti è tra il verde, a piedi fino al fiume. Quanto agli edifici, saranno rifiniti in legno sulla facciata: il legno come i bottali della Gozzini, come la natura».
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