Lutto
FUCECCHIO
Condannato per abuso ediliziol'artista "padre" di Eloisa
Francesco Turchi
◗
A fianco la statua Eloisa Nell’altra foto l’artista Arturo CarmassiL'installazione della sua creatura nel Parco Corsini fu al centro di forti polemiche
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FUCECCHIO. Arturo Carmassi è stato condannato a 4 mesi di carcere (pena sospesa) e dovrà pagare una multa di 8mila euro per un abuso edilizio: secondo il tribunale di Empoli il "padre" della discussa Eloisa, che domina Fucecchio dal Parco Corsini, ha trasformato il suo laboratorio in abitazione.
Il fatto risale al 2007, che è proprio l'anno in cui l'opera (57 tonnellate di marmo bianco di Carrara) venne installata all'interno del Parco Corsini, scatenando roventi polemiche, che tennero banco per mesi e non si placarono neanche dopo l'inaugurazione, avvenuta a maggio dell'anno successivo.
Eloisa (nome scelto dall'artista perché familiare ai giovani) venne commissionata nel 2003 dall'allora sindaco Florio Talini, che voleva da Carmassi un'opera che sancisse la rinascita del Parco Corsini. L'artista di fama internazionale accettò con entusiasmo, «fiero di realizzare qualcosa per la sua città: Arrivando dalla porta, dal basso, sarà un bell'impatto: il contrasto tra il blocco bianco, così mosso e la rigidità delle torri».
Proprio due anni fa, insieme ad Eloisa, arrivò in municipio una segnalazione anonima, ma molto dettagliata: «Carmassi vive nel suo laboratorio, che assomiglia molto a una casa».
Da lì scattarono gli accertamenti nella residenza di via Ramoni a Torre, frazione di Fucecchio. Il sopralluogo confermò che l'artista si era praticamente trasferito nel suo laboratorio, aumentandone la volumetria. Una tesi che non è stata negata ieri dallo stesso Carmassi: «Quando ho venduto la mia casa, non me la sono sentita di andare ad abitare altrove. Ci sono troppe cose che mi legano a Fucecchio. Non volevo andare altrove e così mi sono trasferito nello studio». Ma apportando qualche modifica di troppo all'edificio.
La cosa non deve essere piaciuta a tutti (un po' come Eloisa) e un suo avversario (o più di uno), ha pensato di segnalarla all'amministrazione comunale fucecchiese, che dopo aver verificato la situazione ordinò la demolizione di ciò che era stato realizzato in maniera abusiva. La vicenda arrivò addirittura in consiglio comunale, per volontà del consigliere Sollazzi, che chiese lumi all'amministrazione comunale sul rispetto dell'ordinanza.
Ora è arrivata la sentenza del tribunale: «Preferisco non dilungarmi su questa storia. La sentenza? Se c'è stata me ne daranno comunicazione».
Il fatto risale al 2007, che è proprio l'anno in cui l'opera (57 tonnellate di marmo bianco di Carrara) venne installata all'interno del Parco Corsini, scatenando roventi polemiche, che tennero banco per mesi e non si placarono neanche dopo l'inaugurazione, avvenuta a maggio dell'anno successivo.
Eloisa (nome scelto dall'artista perché familiare ai giovani) venne commissionata nel 2003 dall'allora sindaco Florio Talini, che voleva da Carmassi un'opera che sancisse la rinascita del Parco Corsini. L'artista di fama internazionale accettò con entusiasmo, «fiero di realizzare qualcosa per la sua città: Arrivando dalla porta, dal basso, sarà un bell'impatto: il contrasto tra il blocco bianco, così mosso e la rigidità delle torri».
Proprio due anni fa, insieme ad Eloisa, arrivò in municipio una segnalazione anonima, ma molto dettagliata: «Carmassi vive nel suo laboratorio, che assomiglia molto a una casa».
Da lì scattarono gli accertamenti nella residenza di via Ramoni a Torre, frazione di Fucecchio. Il sopralluogo confermò che l'artista si era praticamente trasferito nel suo laboratorio, aumentandone la volumetria. Una tesi che non è stata negata ieri dallo stesso Carmassi: «Quando ho venduto la mia casa, non me la sono sentita di andare ad abitare altrove. Ci sono troppe cose che mi legano a Fucecchio. Non volevo andare altrove e così mi sono trasferito nello studio». Ma apportando qualche modifica di troppo all'edificio.
La cosa non deve essere piaciuta a tutti (un po' come Eloisa) e un suo avversario (o più di uno), ha pensato di segnalarla all'amministrazione comunale fucecchiese, che dopo aver verificato la situazione ordinò la demolizione di ciò che era stato realizzato in maniera abusiva. La vicenda arrivò addirittura in consiglio comunale, per volontà del consigliere Sollazzi, che chiese lumi all'amministrazione comunale sul rispetto dell'ordinanza.
Ora è arrivata la sentenza del tribunale: «Preferisco non dilungarmi su questa storia. La sentenza? Se c'è stata me ne daranno comunicazione».
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