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L'Asl: è arrivata la pandemia

L’influenza A colpisce soprattutto i ragazzi perché è un virus nuovo nei cui confronti la popolazione più giovane non è immunizzata
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L’influenza A colpisce soprattutto i ragazzi perché è un virus nuovo nei cui confronti la popolazione più giovane non è immunizzata

Sanità Negli ultimi giorni si registra un'ondata di malattie febbrili che colpiscono soprattutto i giovani

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EMPOLI. Negli ultimi giorni si stanno registrando molti casi di malattie febbrili che colpiscono soggetti giovani. Per questo tante scuole, in particolare medie ed elementari, stanno facendo i conti con una percentuale di assenze che oscilla tra il 30 e il 40 per cento. In molti casi, è la stessa Asl ad affermarlo, si tratta di ragazzi che hanno contratto il virus dell'influenza A.

La pandemia, insomma, è cominciata. Ma, come sottolinea l'azienda sanitaria locale, non ci sono motivi di particolare preoccupazione. Al punto che - come spiega il dottor Paolo Filidei qui a fianco - ormai il tampone per accertare il tipo di virus contratto non viene eseguito quasi più, anche perché la malattia si sta presentando in forme senza particolari complicazioni.

«In alcuni casi - si legge in un comunicato dell'Asl - è stata fatta una diagnosi specifica di nuova influenza A/H1N1, ed è del tutto presumibile che si sia all'inizio di una ondata epidemica, come si sta rilevando in altri paesi europei. La cosa non deve, però, suscitare allarmismi, in quanto la nuova influenza è sostanzialmente un'influenza come tutte le altre, e quindi le misure da prendere, sia a livello di prevenzione che di cura, sono le stesse che già da sempre si sono attuate in periodi di epidemia influenzale. Unica differenza, essendo un virus nuovo nei cui confronti la popolazione specie giovane non è ancora immunizzata, è che si possono avere tassi di incidenza molto più elevati, cioè è possibile che ampi strati di popolazione si ammalino contemporaneamente».

Da tenere anche presente - sottolinea ancora l'Asl - che, come tutte le influenze, anche quella da H1N1 è nella stragrande maggioranza di casi una malattia che si risolve nel giro di pochi giorni con il semplice riposo o terapie sintomatiche, e che le complicanze gravi sono estremamente rare. Ad ogni modo, già da alcuni mesi l'organizzazione sanitaria regionale e locale si è attrezzata per fronteggiare aumentate richieste assistenziali, sia a livello territoriale che ospedaliero.

In presenza di febbre e sintomi respiratori, quindi, è possibile che possa trattarsi di nuova influenza, ma le norme da adottare restano comunque le stesse.
1) Rivolgersi telefonicamente al proprio medico per spiegare la situazione e seguire le sue indicazioni. Sarà il medico curante a valutare la necessità di una visita e a fornire indicazioni sulle cure necessarie. Nella maggior parte dei casi è sufficiente assumere comuni antipiretici e restare a riposo: l'utilizzo di altri farmaci quali antibiotici o antivirali deve in ogni caso essere valutato dal medico.
2) Evitare di recarsi al pronto soccorso: la stragrande maggioranza dei casi è trattabile a domicilio e l'eventuale necessità di cure ospedaliere deve essere valutata da medico curante o guardia medica.
3) Evitare di andare al lavoro o a scuola, per non rischiare di aggravare il proprio stato di salute e di trasmettere l'infezione agli altri, e attendere almeno 24 ore dalla completa guarigione prima di riprendere le normali attività.
4) Seguire le comuni norme igieniche, in particolare: lavarsi le mani più volte al giorno, ed in particolare dopo aver tossito, starnutito o essersi soffiati il naso; utilizzare un fazzoletto di carta davanti a naso e bocca in caso di starnuti o colpi di tosse; arieggiare spesso i luoghi di vita e lavoro. Per il lavaggio delle mani, utilizzare acqua e sapone: i detergenti a base di alcool sono utili in situazioni di mancanza di acqua.
5) Non consigliabile fare il test per la diagnosi virologica in quanto i test rapidi in commercio non hanno elevati livelli di sensibilità e comunque anche se il test risulta positivo non cambiano le indicazioni da mettere in atto.

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