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QUANTO COSTA

Perché conviene la "bio-ristrutturazione"

Sopra un cantiere e a destra un impianto fotovoltaico
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Sopra un cantiere e a destra un impianto fotovoltaico

Fare una ristrutturazione seguendo i criteri di bioedilizia (o comunque "eco") conviene. Per tanti motivi, a cominciare dal risparmio e dall'uso razionale delle risorse primarie, fino ad arrivare alla riduzione dei consumi energetici. La conferma arriva dagli addetti ai lavori: la spesa per l'idraulico, l'impresario edile e l'elettricista è complessivamente superiore di un 10%

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EMPOLI. Fare una ristrutturazione seguendo i criteri di bioedilizia (o comunque "eco") conviene. Per tanti motivi, a cominciare dal risparmio e dall'uso razionale delle risorse primarie, fino ad arrivare alla riduzione dei consumi energetici.
La conferma arriva dagli addetti ai lavori: la spesa per l'idraulico, l'impresario edile e l'elettricista è complessivamente superiore di un 10%, ma i soldi sborsati in più per dare una mano all'ambiente e alla nostra salute si recuperano in pochi anni.

Ma ecco i numeri. Nel Circondario una ristrutturazione "tradizionale" può costare 8-900 euro al metro quadrato: dipende naturalmente dalle condizioni dell'edificio e dal "listino" dell'impresa edile.

Se si decide di fare un intervento ecologico, prendendo tutti quegli accorgimenti che ci permettono di rispettare l'ambiente e garantirci un miglior comfort, la spesa sale a circa 1.000 euro al metro quadrato. Insomma, chi deve ristrutturare un appartamento di 100 mq, andrà a spendere 80-90mila euro per l'intervento tradizionale o 100mila per quello bio, ma poi si ritroverà in mano una casa rivalutata del 15%.

La forbice rispetto ad alcuni anni fa è nettamente più stretta, ma alcune differenze di costi tuttavia permangono.

Tanto per fare qualche esempio: una caldaia può costare 1.600 euro, ma se ne scegliamo a condensazione, che è quella più ecologica, si può arrivare anche a 3.500 euro, ma con un risparmio garantito sul consumo del 30%. Per quanto riguarda il riscaldamento radiante a parete, costa il 15% in più rispetto agli impianti coi classici termosifoni (8mila euro caldaia compresa in un appartamento di 100 metri quadrati); ma a fare la differenza ci può essere anche l'intonaco esterno: quello termico costa 35 euro/mq anziché 17 €/mq.

E poi c'è l'impianto fotovoltaico: quello da 1 kw, che soddisfa mediamente le esigenze di due persone, costa 17-20mila euro: ma la cifra viene completamente ammortizzata in 10 anni, tra incentivi e risparmio sulla bolletta.

E per chi non vuole disturbare l'inquilino del piano di sotto, c'è il tappeto antirumore: con 6/7 euro al metro quadrato e addio al problema del calpestio. Ma la lista potrebbe proseguire. Magari con i serramenti, tanto per fare un altro esempio.

Secondo quanto sostengono i promotori del regolamento, l'edilizia sostenibile riduce il fabbisogno energetico negli edifici fino al punto che la cifra che deriva dai risparmi accumulati in 30 anni, si può avvicinare decisamente a quella dell'acquisto dell'appartamento.
F.T.

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