EDILIZIA SOSTENIBILE
Nuove regole per le casesaranno più ecologiche e aumenteranno di valore
Francesco Turchi
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Anche Empoli adotterà il nuovo regolamento per l’ediliziaRistrutturare sì, ma strizzando l'occhio all'ambiente: in una prima fase si spende qualcosa in più (il 10% circa, anche se i tecnici non si sbilanciano», ma a lavori conclusi, la casa "bio" può valere anche un 15-20% in più. Le variabili sono molte e vanno dalla grandezza dell'edificio, alle sue condizioni e a che livello ecosostenibile la si vuol portare
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EMPOLI. Ristrutturare sì, ma strizzando l'occhio all'ambiente: in una prima fase si spende qualcosa in più (il 10% circa, anche se i tecnici non si sbilanciano», ma a lavori conclusi, la casa "bio" può valere anche un 15-20% in più. Le variabili sono molte e vanno dalla grandezza dell'edificio, alle sue condizioni e a che livello ecosostenibile la si vuol portare. Ma sicuramente da oggi in poi, ogni intervento deve seguire il Regolamento per l'edilizia bio-ecosostenibile.
Il documento sarà adottato a breve dai 15 comuni dell'Asl 11. Da quel momento diventerà obbligatorio costruire nuovi fabbricati (e per alcuni requisiti anche ristrutturare quelli esistenti), rispettando una serie di regole: recuperare le acque piovane e quelle dei lavandini; porre attenzione all'orientamento della casa in modo che il sole e l'ombra contribuiscano al benessere di chi ci abita; minimizzare l'inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico, costruire con materiali non pericolosi per la salute, possibilmente provenienti da aree vicine (filiera corta) e recuperabili in caso di demolizione, ricorrere alle energie rinnovabili, aumentare gli spazi verdi ecc. «Si tratta - spiega l'architetto del Comune di Montelupo, Riccardo Manetti - di garantire la qualità: crediamo che questo aspetto, specialmente nei piccoli centri, sia fondamentale. Ci siamo confrontati anche con gli operatori: prima si tendeva a comprare qualsiasi tipo di casa. Ma ora la situazione sta cambiando. In tanti cercano qualità e prestazioni, che non necessariamente possono essere garantiti soltanto dalle nuove costruzioni».
Il regolamento semmai guarda con particolare attenzione alle ristrutturazioni: «Puntare sulla bio-edilizia - sottolinea Manetti - significa assicurarsi un risparmio notevole nella gestione del fabbricato: si può calcolare in un 30%; ma anche meno spreco di acqua, più illuminazione, maggiore ventilazione e in generale un comfort superiore, grazie a determinati serramenti, impianti con certe caratteristiche». Ma il compito del Regolamento non è quello di fornire una certificazione, come spiega Maria Grazia Petronio, dirigente di Igiene e sanità pubblica dell'Asl 11: «Qui si parla anche di comfort: un bunker non disperde energia, tanto per fare un esempio, però non garantisce neanche il benessere. Noi invece abbiamo lavorato nell'ottica di privilegiare la salubrità degli ambienti interni e la salute dei cittadini».
L'architetto Patrizia Mazzoni invita a fare una riflessione: «Credo che chi compra non deve guardare soltanto al costo dell'acquisto e della ristrutturazione della casa: bisogna pensare anche ai costi di gestione: manutenzione, riscaldamento, raffreddamento. E poi c'è da fare i conti con il futuro: di questo passo le risorse mancheranno presto. Serve un cambio di rotta».
Il documento sarà adottato a breve dai 15 comuni dell'Asl 11. Da quel momento diventerà obbligatorio costruire nuovi fabbricati (e per alcuni requisiti anche ristrutturare quelli esistenti), rispettando una serie di regole: recuperare le acque piovane e quelle dei lavandini; porre attenzione all'orientamento della casa in modo che il sole e l'ombra contribuiscano al benessere di chi ci abita; minimizzare l'inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico, costruire con materiali non pericolosi per la salute, possibilmente provenienti da aree vicine (filiera corta) e recuperabili in caso di demolizione, ricorrere alle energie rinnovabili, aumentare gli spazi verdi ecc. «Si tratta - spiega l'architetto del Comune di Montelupo, Riccardo Manetti - di garantire la qualità: crediamo che questo aspetto, specialmente nei piccoli centri, sia fondamentale. Ci siamo confrontati anche con gli operatori: prima si tendeva a comprare qualsiasi tipo di casa. Ma ora la situazione sta cambiando. In tanti cercano qualità e prestazioni, che non necessariamente possono essere garantiti soltanto dalle nuove costruzioni».
Il regolamento semmai guarda con particolare attenzione alle ristrutturazioni: «Puntare sulla bio-edilizia - sottolinea Manetti - significa assicurarsi un risparmio notevole nella gestione del fabbricato: si può calcolare in un 30%; ma anche meno spreco di acqua, più illuminazione, maggiore ventilazione e in generale un comfort superiore, grazie a determinati serramenti, impianti con certe caratteristiche». Ma il compito del Regolamento non è quello di fornire una certificazione, come spiega Maria Grazia Petronio, dirigente di Igiene e sanità pubblica dell'Asl 11: «Qui si parla anche di comfort: un bunker non disperde energia, tanto per fare un esempio, però non garantisce neanche il benessere. Noi invece abbiamo lavorato nell'ottica di privilegiare la salubrità degli ambienti interni e la salute dei cittadini».
L'architetto Patrizia Mazzoni invita a fare una riflessione: «Credo che chi compra non deve guardare soltanto al costo dell'acquisto e della ristrutturazione della casa: bisogna pensare anche ai costi di gestione: manutenzione, riscaldamento, raffreddamento. E poi c'è da fare i conti con il futuro: di questo passo le risorse mancheranno presto. Serve un cambio di rotta».
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