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VIOLENZA SESSUALE

Cerreto sotto chocTempesti: non voglio la caccia all'uomo

Sara Bruni
Il sindaco di Cerreto Guidi Carlo Tempesti
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Il sindaco di Cerreto Guidi Carlo Tempesti

Come un fulmine a ciel sereno. La notizia della presunta violenza ai danni di una 14enne cerretese ha fatto rapidamente il giro del paese. Tanto lo sdegno che trapela dalle parole della gente: «È impossibile pensare che una simile brutalità sia accaduta a due passi da noi. Incredibile credere che a uno dei nostri ragazzi sia toccata in sorte una cosa simile»

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CERRETO GUIDI. Come un fulmine a ciel sereno. La notizia della presunta violenza ai danni di una 14enne cerretese ha fatto rapidamente il giro del paese. Tanto lo sdegno che trapela dalle parole della gente: «È impossibile pensare che una simile brutalità sia accaduta a due passi da noi. Incredibile credere che a uno dei nostri ragazzi sia toccata in sorte una cosa simile».

L'uomo arrestato con l'accusa di violenza sessuale è un cittadino marocchino di 34 anni, regolare in Italia. «Il fatto di essere extracomunitario o italiano poco c'entra - dice qualcuno - resta l'atto gravissimo». Altri invece sono di ben altro avviso e non lo nascondono. Ma come spesso accade in questi casi, il rischio è di andare finire nelle sabbie mobili dell'intolleranza.
«Nel comune di Cerreto - fanno notare con una buona dose di amarezza alcuni paesani - si sono registrati negli ultimi tempi diversi fatti di cronaca con protagonisti cittadini soprattutto cinesi: sarebbe forse il caso di controllare di più e meglio coloro che ogni giorno convivono coi nostri figli e nipoti. Probabilmente un episodio di questo tipo si poteva anche evitare».

C'è da dire che la comunità marocchina a Cerreto Guidi è molto ben integrata e non si erano registrati finora episodi negativi degni di nota. Per non scatenare una caccia all'uomo e riportare gli animi su un fronte più sereno interviene anche il sindaco Carlo Tempesti. «Abbiamo piena fiducia in coloro che devono accertare la verità di questa vicenda - dice il primo cittadino cerretese - e siamo certi che debba essere tutelata nella miglior maniera possibile la ragazza che si è trovata coinvolta finché l'accaduto non sarà definito».

Dello stesso avviso anche don Donato Agostinelli, parroco del capoluogo da sempre impegnato sul fronte dell'aggregazione giovanile con il Movimento Shalom. «Il mio primo pensiero va alla ragazza - dice il parroco - e alla sua famiglia. Per loro ci sarà sicuramente la solidarietà di tutta la nostra comunità». Ma non si deve generalizzare, altrimenti si rischia lo scontro: «Sia chiaro tuttavia - conclude don Donato - che lo sbaglio di un singolo non può e non deve compromettere i rapporti della nostra comunità cerretese con quella marocchina presente da noi».

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