Il Tirreno

Empoli

LA SENTENZA

Medico condannato a risarcire

Francesco Nocentini
Medicinali all’interno di una farmacia
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Medicinali all’interno di una farmacia

Lo Stato presenta il conto a Ranieri Torri, 51 anni, medico in servizio a Castelfranco di Sotto ma residente a Santa Croce. La sezione regionale della Corte dei Conti lo ha condannato a rifondere il danno erariale causato dall'aver prescritto, a pazienti inconsapevoli, farmaci venduti dalla moglie, informatrice scientifica di una importante industria farmaceutica

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FIRENZE. Tremila euro da versare nelle casse della Asl 11 di Empoli, oltre al pagamento delle spese processuali.
Lo Stato presenta il conto a Ranieri Torri, 51 anni, medico in servizio a Castelfranco di Sotto ma residente a Santa Croce. La sezione regionale della Corte dei Conti lo ha condannato a rifondere il danno erariale causato dall'aver prescritto, a pazienti inconsapevoli, farmaci (di classe A, a totale carico del servizio sanitario nazionale) venduti dalla moglie (ora diventata ex), informatrice scientifica di una importante industria farmaceutica.

Lui e la ex moglie, 46 anni, di Vinci, erano stati denunciati dai carabinieri del Nas alla procura di Firenze con l'accusa di falso e truffa al servizio sanitario nazionale. Gli atti erano stati inviati anche alla magistrature contabile che ha sede nel capoluogo toscano e che proprio in questi giorni ha emesso il suo verdetto.

Complessivamente, sono 128 le ricette mediche prescritte illecitamente tra il 2003 e il 2004 per un danno erariale che il procuratore Claudio Galtieri ha quantificato in 11mila e 514 euro. La corte ha scelto di applicare uno "sconto" sia perché sulle ricette emesse prima del 12 agosto 2003 è intervenuta la prescrizione, sia perché, come si legge nelle motivazioni della sentenza, sono stati presi in considerazione anche i «margini di errore che le dichiarazioni rese dai pazienti possono avere avuto».

Una scelta che non ha impedito ai giudici di sottolineare che «l'attività istruttoria, ampiamente documentata in atti, espletata dai carabinieri del Nas, ha evidenziato fatti e circostanze idonei a integrare presunzioni gravi, precise e concordanti circa l'inutilità delle prescrizioni mediche effettuate dal convenuto». In particolare, scrive il giudice relatore, «il tenore delle dichiarazioni acquisite avvalora la tesi accusatoria».

Nella ricostruzione degli inquirenti le ricette riguardavano pazienti che non hanno avevano mai assunto tali medicinali, mentre in altre situazioni la verifica ha permesso ai carabinieri di accertare che, a fronte di singole ed effettive prescrizioni, poi ne sono succedute altre, analoghe, tutte e sempre redatte all'insaputa dell'assistito. La successiva spedizione delle ricette, sempre secondo le accuse, avveniva a cura della donna presso farmacie non del luogo ma distanti dalla residenza del paziente. L'inchiesta ha interessato farmacie di Empoli, Vinci e Fucecchio. Durante le indagini erano state eseguite perquisizioni nelle residenze del medico e dell'informatrice scientifica e negli studi professionali degli indagati, oltre al sequestro delle 128 ricette mediche che gli investigatori ritenevano prescritte in maniera illecita. Sulla vicenda dovrà ora esprimersi il tribunale penale del capoluogo toscano.

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