La manifestazione
FIBBIANA
Increduli gli amici: era espertissimo
Francesco Turchi
«Stefano era un esperto delle Apuane. Non so se quel tratto del Macina l'avesse già fatto. Ma questo non significa niente. Lui era bravo». Simone Calamai è uno dei compagni di avventura di Tombelli
3 MINUTI DI LETTURA
FIBBIANA. «Stefano era un esperto delle Apuane. Non so se quel tratto del Macina l'avesse già fatto. Ma questo non significa niente. Lui era bravo». Simone Calamai è uno dei compagni di avventura di Tombelli.
I due, insieme ad altri amici, avevano anche realizzato un sito internet, dove sono raccolti aneddoti e foto delle loro scalate, oltre ai curriculum dei protagonisti: www.gliaccordati.it.
Simone è andato di corsa ad Arni appena ha capito che era successo qualcosa di tragico. Ha sperato fino alla fine che il suo amico "Cresta" fosse soltanto ferito, anche se nel suo cuore sapeva che difficilmente avrebbe rivisto Tombelli: «L'avevo visto alcuni giorni fa. Poi in settimana mi aveva chiamato e mi aveva detto che sarebbe andato sul Macina».
Una telefonata come tante, tra due amici che condividono una grande passione: «Ci conoscevamo da molti anni. Poi abbiamo scoperto di avere questo hobby in comune e il rapporto si è intensificato. Stefano era una persona molto tranquilla che viveva per la famiglia e la montagna».
Calamai è stato tra i primi a far scattare l'allarme: «Quando domenica pomeriggio la moglie non l'ha visto rientrare - racconta - ci ha avvertiti. Con gli altri amici e attraverso un ragazzo che conosciamo che abita a Gallicano, aiutato da due guide alpine, abbiamo cercato di capire dove era andato. Poi alle 21.30 hanno individuato la sua macchina e si è messa in moto il meccanismo delle ricerche. Stamani sono andato lassù».
Ma ben presto il terribile presagio ha trovato conferma.
Tra gli "accordati", di cui "Il Cresta" Stefano era uno dei fondatori, c'è anche Giovanni Morichetti: «Non l'ho mai fatto quel tratto, ma a quanto mi risulta non è difficilissimo. Questo però vuol dire ben poco, perché in montagna basta un niente per precipitare senza via di scampo: può succedere di tutto. Mentre sei su un sentiero come durante una scalata. Un malore anche lieve, un anello che si sfila, un pezzo di roccia che cade giù. Ma non parliamo di montagna assassina: è un luogo comune sbagliato. La montagna non è assassina».
Giovanni ha la voce spezzata dalla commozione: «Stefano era un amicone. Era bello trascorrere del tempo con lui. Ed era bravo tecnicamente. Aveva una grande passione per la montagna e per i cani. Aveva anche un husky».
Poi Morichetti rivolge un pensiero alla moglie di Stefano, Letizia: «Certe volte ci accompagnava in montagna. Mi dispiace tantissimo per questa tragedia che l'ha colpita».
Stefano Tombelli, lavorava alla Twin Disc di Limite, dove la notizia della morte dell'operaio è arrivata ieri intorno all'ora di pranzo: «Era un gran lavoratore - dice il manager Bartolomeo Ruggero - con l'hobby della montagna, del quale parlava spesso anche con noi». Ieri mattina Stefano avrebbe dovuto presentarsi a lavoro: «Ci hanno avvertito che era disperso. Poi dopo alcune ore è arrivata la tragica notizia. Stefano era un uomo tranquillo, entusiasta del suo lavoro e innamorato delle escursioni. Una persona squisita e benvoluta all'interno dell'azienda.
Quasi tutti i weekend li dedicava alla montagna. E spesso andava anche da solo».
La notizia della tragedia si è sparsa nella tarda mattinata di ieri, gettando nello sconforto la comunità di Fibbiana nel Comune di Montelupo Fiorentino, dove Stefano viveva con la moglie Letizia.
I due, insieme ad altri amici, avevano anche realizzato un sito internet, dove sono raccolti aneddoti e foto delle loro scalate, oltre ai curriculum dei protagonisti: www.gliaccordati.it.
Simone è andato di corsa ad Arni appena ha capito che era successo qualcosa di tragico. Ha sperato fino alla fine che il suo amico "Cresta" fosse soltanto ferito, anche se nel suo cuore sapeva che difficilmente avrebbe rivisto Tombelli: «L'avevo visto alcuni giorni fa. Poi in settimana mi aveva chiamato e mi aveva detto che sarebbe andato sul Macina».
Una telefonata come tante, tra due amici che condividono una grande passione: «Ci conoscevamo da molti anni. Poi abbiamo scoperto di avere questo hobby in comune e il rapporto si è intensificato. Stefano era una persona molto tranquilla che viveva per la famiglia e la montagna».
Calamai è stato tra i primi a far scattare l'allarme: «Quando domenica pomeriggio la moglie non l'ha visto rientrare - racconta - ci ha avvertiti. Con gli altri amici e attraverso un ragazzo che conosciamo che abita a Gallicano, aiutato da due guide alpine, abbiamo cercato di capire dove era andato. Poi alle 21.30 hanno individuato la sua macchina e si è messa in moto il meccanismo delle ricerche. Stamani sono andato lassù».
Ma ben presto il terribile presagio ha trovato conferma.
Tra gli "accordati", di cui "Il Cresta" Stefano era uno dei fondatori, c'è anche Giovanni Morichetti: «Non l'ho mai fatto quel tratto, ma a quanto mi risulta non è difficilissimo. Questo però vuol dire ben poco, perché in montagna basta un niente per precipitare senza via di scampo: può succedere di tutto. Mentre sei su un sentiero come durante una scalata. Un malore anche lieve, un anello che si sfila, un pezzo di roccia che cade giù. Ma non parliamo di montagna assassina: è un luogo comune sbagliato. La montagna non è assassina».
Giovanni ha la voce spezzata dalla commozione: «Stefano era un amicone. Era bello trascorrere del tempo con lui. Ed era bravo tecnicamente. Aveva una grande passione per la montagna e per i cani. Aveva anche un husky».
Poi Morichetti rivolge un pensiero alla moglie di Stefano, Letizia: «Certe volte ci accompagnava in montagna. Mi dispiace tantissimo per questa tragedia che l'ha colpita».
Stefano Tombelli, lavorava alla Twin Disc di Limite, dove la notizia della morte dell'operaio è arrivata ieri intorno all'ora di pranzo: «Era un gran lavoratore - dice il manager Bartolomeo Ruggero - con l'hobby della montagna, del quale parlava spesso anche con noi». Ieri mattina Stefano avrebbe dovuto presentarsi a lavoro: «Ci hanno avvertito che era disperso. Poi dopo alcune ore è arrivata la tragica notizia. Stefano era un uomo tranquillo, entusiasta del suo lavoro e innamorato delle escursioni. Una persona squisita e benvoluta all'interno dell'azienda.
Quasi tutti i weekend li dedicava alla montagna. E spesso andava anche da solo».
La notizia della tragedia si è sparsa nella tarda mattinata di ieri, gettando nello sconforto la comunità di Fibbiana nel Comune di Montelupo Fiorentino, dove Stefano viveva con la moglie Letizia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
