Attenzione
ANNIVERSARI
Festeggia 90 annil'antica bottega di Sovigliana
Paolo Santini
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Il titolare Nino Marcocci esibisce la licenza commerciale del 1919Passeggiando per via Empolese a Sovigliana, in certe ore del giorno, si ha ancora l'impressione di essere immersi in un borgo senza tempo, dai ritmi legati al placido scorrere del fiume, soprattutto in estate. Questa strada serba gelosamente memoria di località industriosa, con botteghe artigiane di ogni genere
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VINCI. Passeggiando per via Empolese a Sovigliana, in certe ore del giorno, si ha ancora l'impressione di essere immersi in un borgo senza tempo, dai ritmi legati al placido scorrere del fiume, soprattutto in estate. Questa strada serba gelosamente memoria di località industriosa, con botteghe artigiane di ogni genere, testimonianza di un tempo in cui questo era luogo di passaggio obbligato, per chi proveniva dalle campagne intorno a Vinci, per recarsi a Empoli. Una lunga via affollata con artigiani indaffarati doveva essere quella in cui, nel lontano 1919, decise di aprire una bottega di stoffe per abiti Augusto Morelli.
Era il 25 settembre, e il buon Augusto, dopo lungo penare, aveva ottenuto dal sindaco l'agognata licenza d'esercizio per la vendita di generi di consumo. Aveva realizzato il sogno di aprire una rivendita di merceria proprio in via della Villa, così si chiamava allora via Empolese. Nella vicina Empoli intanto, dall'economia di guerra del primo conflitto mondiale, erano nate le prime confezioni; il settore dell'abbigliamento cominciava a tirare, ma la crisi del 1929 era alle porte, poi verranno le sanzioni, l'autarchia, la guerra e le distruzioni. Ma la bottega di Augusto rimase aperta anche allora, fra mille difficoltà, e oggi è sempre lì, in via Empolese, a dirci che a volte i sogni non svaniscono.
Augusto lasciò la bottega alla figlia Vincenza e, nel 1972, Vincenza fece lo stesso con il figlio Giovanni, per tutti "Nino", attuale titolare del negozio. «Il negozio è rimasto in famiglia, - esclama con la voce rotta dall'emozione "Nino" Marcocci - e probabilmente finirà con me. Oggi però è giornata di festa, il nostro negozio festeggia 90 anni di attività. Ha visto le tante trasformazioni del paese, le tante crisi, ed è sopravvissuto. Tagliare questo traguardo è una soddisfazione immensa».
Dunque un compleanno d'eccezione, per un negozio di abbigliamento e biancheria che costituisce un pezzo di storia, un patrimonio di affetti per tutti i soviglianesi, un luogo di ritrovo, carico di umanità, dove è ancora possibile conoscere l'identità della Sovigliana che fu. Questa è la merceria di "Cencia", come la chiamano affettuosamente i soviglianesi, laddove il diminutivo sta per Vincenza.
Alla festa per il 90º anniversario sono entrate e uscite tante persone: colpisce la familiarità con la quale Nino e sua moglie conversano con i clienti, che oggi sono soprattutto amici e si trovano qui per fare gli auguri. Colpisce soprattutto il fatto che, quando se ne vanno, sfilando davanti allo splendido abito nero di nozze in mostra datato 1902, in tanti esclamano: «grazie, grazie di tutto». Ecco, in quel «grazie di tutto» è racchiusa l'essenza di un rapporto consolidatosi fra il paese, la sua gente, e quella bottega, le persone avvicendatesi dietro a quel banco, un'intimità fatta di rapporti umani veri, di legami d'altri tempi, un'atmosfera di amicizia e cordialità che nei freddi centri commerciali è merce sconosciuta.
Si commuove Nino, davanti a queste manifestazioni d'affetto, al via vai di persone che anima la sua bottega. Lui, per celebrare la ricorrenza, ha voluto allestire una bella vetrina ornata da tante foto d'epoca, alcune familiari, per dire che oggi, dopo 90 anni, c'erano proprio tutti nella bottega di "Cencia".
Era il 25 settembre, e il buon Augusto, dopo lungo penare, aveva ottenuto dal sindaco l'agognata licenza d'esercizio per la vendita di generi di consumo. Aveva realizzato il sogno di aprire una rivendita di merceria proprio in via della Villa, così si chiamava allora via Empolese. Nella vicina Empoli intanto, dall'economia di guerra del primo conflitto mondiale, erano nate le prime confezioni; il settore dell'abbigliamento cominciava a tirare, ma la crisi del 1929 era alle porte, poi verranno le sanzioni, l'autarchia, la guerra e le distruzioni. Ma la bottega di Augusto rimase aperta anche allora, fra mille difficoltà, e oggi è sempre lì, in via Empolese, a dirci che a volte i sogni non svaniscono.
Augusto lasciò la bottega alla figlia Vincenza e, nel 1972, Vincenza fece lo stesso con il figlio Giovanni, per tutti "Nino", attuale titolare del negozio. «Il negozio è rimasto in famiglia, - esclama con la voce rotta dall'emozione "Nino" Marcocci - e probabilmente finirà con me. Oggi però è giornata di festa, il nostro negozio festeggia 90 anni di attività. Ha visto le tante trasformazioni del paese, le tante crisi, ed è sopravvissuto. Tagliare questo traguardo è una soddisfazione immensa».
Dunque un compleanno d'eccezione, per un negozio di abbigliamento e biancheria che costituisce un pezzo di storia, un patrimonio di affetti per tutti i soviglianesi, un luogo di ritrovo, carico di umanità, dove è ancora possibile conoscere l'identità della Sovigliana che fu. Questa è la merceria di "Cencia", come la chiamano affettuosamente i soviglianesi, laddove il diminutivo sta per Vincenza.
Alla festa per il 90º anniversario sono entrate e uscite tante persone: colpisce la familiarità con la quale Nino e sua moglie conversano con i clienti, che oggi sono soprattutto amici e si trovano qui per fare gli auguri. Colpisce soprattutto il fatto che, quando se ne vanno, sfilando davanti allo splendido abito nero di nozze in mostra datato 1902, in tanti esclamano: «grazie, grazie di tutto». Ecco, in quel «grazie di tutto» è racchiusa l'essenza di un rapporto consolidatosi fra il paese, la sua gente, e quella bottega, le persone avvicendatesi dietro a quel banco, un'intimità fatta di rapporti umani veri, di legami d'altri tempi, un'atmosfera di amicizia e cordialità che nei freddi centri commerciali è merce sconosciuta.
Si commuove Nino, davanti a queste manifestazioni d'affetto, al via vai di persone che anima la sua bottega. Lui, per celebrare la ricorrenza, ha voluto allestire una bella vetrina ornata da tante foto d'epoca, alcune familiari, per dire che oggi, dopo 90 anni, c'erano proprio tutti nella bottega di "Cencia".
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