Sicurezza
AMBIENTE AI RAGGI X
L'Arno adesso è più pulitoma gli argini d'Orme e Pesa sono invasi dai rifiuti
Filippo Cioni
Lo diciamo subito. Quello che ci si presenta davanti è uno scenario molto migliore rispetto allo scorso febbraio, quando armati di macchina fotografica documentammo la situazione critica in cui versavano alberi, piante e spazi attrezzati lungo gli argini dell'Arno
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Lo diciamo subito. Quello che ci si presenta davanti è uno scenario molto migliore rispetto allo scorso febbraio, quando armati di macchina fotografica documentammo la situazione critica in cui versavano alberi, piante e spazi attrezzati lungo gli argini dell'Arno. Allora scattammo e riportammo sul giornale di metri e metri di vegetazione imprigionata dall'immondizia portata dalle piene e dalla mano dell'uomo.
A distanza di sette mesi abbiamo compiuto lo stesso percorso, da Empoli a Limite fino a Montelupo Fiorentino. Ci siamo sentiti sollevati, la battaglia contro lo sporco si appresta ad essere vinta, ma in ogni caso rimangono ancora alcune zone dove la ramazza dello spazzino evidentemente non si è fatta vedere. E anche questa volta, armati della stessa macchina fotografica, abbiamo provveduto a documentarle.
In verità, però, ci siamo spinti anche sugli affluenti dell'Arno, come l'Orme. Promosso, ma non le sponde che si trovano nella zona dello stadio, almeno quelle che passano sotto il piccolo ponte che si attraversa per raggiungere l'impianto sportivo. Già da tempo lì la situazione non è certamnente delle migliori.
Già lunedì, in un nostro primo sopralluogo, notammo proprio sotto il passaggio ammassi di rifiuti. Trasportati dalla piena del fiume o buttati a morire là dall'inciviltà della gente, si notano subito. Basta affacciarsi per vederli, come una bicicletta vecchia e arrugginita, cartoni o lattine.
Ieri la situazione era anche peggiore, certo era da poco passato il mercato settimanale, ma lo scenario che si presentava ai nostri occhi non era invitante. Teloni, sacchetti di plastica in quantità industriale. E' così ogni giovedì.
Il buonumore ci è tornato percorrendo gli argini lungo Empoli, da via Alzaia (nella zona dell'ospedale San Giuseppe) giù fino all'abitato della Tinaia. A febbraio lo sporco invadeva tutto, adesso di lui rimane solo qualche straccio. Bisogna arrivare a Montelupo Fiorentino perché la macchina fotografica torni a lavorare.
Sotto i piloni del ponte che collega la città della ceramica con Capraia i rifiuti ci sono ancora, ma curiosi non ci accontentiamo e diamo un'occhiata più profonda: documentiamo anche la situazione della Pesa. Le sponde sono diventate più accoglienti, spuntano anche i cartelli del consorzio di bonifica delle Colline del Chianti che, come promesso, è intervenuto. Almeno fino al ponte in pieno centro abitato.
Le scalette per scendere sull'argine sono ingombre di sporcizia, cartoni e bottiglie si ammassano lungo il letto, ora in secca, del torrente. C'è anche un odore che non invita ad andare oltre, a fare una passeggiata. E' questa l'area che risulta ancora più vicina agli standard di sette mesi fa. Ma il nostro, in generale, è un giudizio tutto sommato positivo.
Al termine del nostro sopralluogo possiamo dire che abbiamo un sorriso che non potevamo avere in quel freddo inverno: anche se qualcosa rimane da fare, soprattutto negli affluenti Orme e Pesa, ci sentiamo - come abbiamo detto - di nuovo più vicini ai nostri fiumi.
A distanza di sette mesi abbiamo compiuto lo stesso percorso, da Empoli a Limite fino a Montelupo Fiorentino. Ci siamo sentiti sollevati, la battaglia contro lo sporco si appresta ad essere vinta, ma in ogni caso rimangono ancora alcune zone dove la ramazza dello spazzino evidentemente non si è fatta vedere. E anche questa volta, armati della stessa macchina fotografica, abbiamo provveduto a documentarle.
In verità, però, ci siamo spinti anche sugli affluenti dell'Arno, come l'Orme. Promosso, ma non le sponde che si trovano nella zona dello stadio, almeno quelle che passano sotto il piccolo ponte che si attraversa per raggiungere l'impianto sportivo. Già da tempo lì la situazione non è certamnente delle migliori.
Già lunedì, in un nostro primo sopralluogo, notammo proprio sotto il passaggio ammassi di rifiuti. Trasportati dalla piena del fiume o buttati a morire là dall'inciviltà della gente, si notano subito. Basta affacciarsi per vederli, come una bicicletta vecchia e arrugginita, cartoni o lattine.
Ieri la situazione era anche peggiore, certo era da poco passato il mercato settimanale, ma lo scenario che si presentava ai nostri occhi non era invitante. Teloni, sacchetti di plastica in quantità industriale. E' così ogni giovedì.
Il buonumore ci è tornato percorrendo gli argini lungo Empoli, da via Alzaia (nella zona dell'ospedale San Giuseppe) giù fino all'abitato della Tinaia. A febbraio lo sporco invadeva tutto, adesso di lui rimane solo qualche straccio. Bisogna arrivare a Montelupo Fiorentino perché la macchina fotografica torni a lavorare.
Sotto i piloni del ponte che collega la città della ceramica con Capraia i rifiuti ci sono ancora, ma curiosi non ci accontentiamo e diamo un'occhiata più profonda: documentiamo anche la situazione della Pesa. Le sponde sono diventate più accoglienti, spuntano anche i cartelli del consorzio di bonifica delle Colline del Chianti che, come promesso, è intervenuto. Almeno fino al ponte in pieno centro abitato.
Le scalette per scendere sull'argine sono ingombre di sporcizia, cartoni e bottiglie si ammassano lungo il letto, ora in secca, del torrente. C'è anche un odore che non invita ad andare oltre, a fare una passeggiata. E' questa l'area che risulta ancora più vicina agli standard di sette mesi fa. Ma il nostro, in generale, è un giudizio tutto sommato positivo.
Al termine del nostro sopralluogo possiamo dire che abbiamo un sorriso che non potevamo avere in quel freddo inverno: anche se qualcosa rimane da fare, soprattutto negli affluenti Orme e Pesa, ci sentiamo - come abbiamo detto - di nuovo più vicini ai nostri fiumi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
