Il Tirreno

Empoli

l’imposta non doveva essere applicata

Tia, bloccati i rimborsi dell'IvaPubliambiente in attesa di chiarimenti

Marco Fani
Publiambiente sta aspettando un pronunciamento del governo
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Publiambiente sta aspettando un pronunciamento del governo

Nonostante una sentenza della Corte costituzionale del 24 luglio scorso che ha stabilito che la Tia è un tributo e non soggetta all'applicazione dell'Iva, Publiambiente non procederà con i rimborsi ai cittadini. Almeno per il momento. Mantenendo l'applicazione dell'Iva anche nelle prossime bollette

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EMPOLI. Nonostante una sentenza della Corte costituzionale del 24 luglio scorso che ha stabilito che la Tia è un tributo e non soggetta all'applicazione dell'Iva, Publiambiente non procederà con i rimborsi ai cittadini. Almeno per il momento. Mantenendo l'applicazione dell'Iva anche nelle prossime bollette. Una situazione che fa discutere e che ha provato anche diverse interrogazioni nei consigli comunali dei comuni del Circondario. In realtà si tratta di una vicenda complessa, che vede in ballo milioni di euro. Per questo l'ente gestore della raccolta dei rifiuti sta aspettando che il legislatore faccia chiarezza sulla situazione. Con la sentenza della Corte costituzionale, infatti, è stato stabilito che la tariffa d'igiene ambientale (Tia) è una tassa a tutti gli effetti e che pertanto ha natura tributaria e non tariffaria.

Una situazione che ha spalancato le porte agli utenti per chiedere il rimborso dell'Iva al 10% pagata negli ultimi dieci anni. «Attendiamo chiarimenti dal governo - spiega il direttore di Publiambiete Paolo Regini - e l'auspicio è che presto si possa fare maggiore chiarezza sulla vicenda. La Corte costituzionale si è espressa definendo la Tia un tributo, ma di fatto questa interpretazione spetta esclusivamente alla Cassazione, il cui indirizzo era stato opposto, cioè che Tia dovesse essere sottoposta ad Iva, in quanto tariffa. In questo contesto è impossibile poter procedere con i rimborsi o decidere di non applicare l'Iva. Il rischio sarebbe di essere tacciati come evasori fiscali».

Per restituire l'Iva sarebbe necessario procedere con un procedimento a ritroso degli ultimi dieci anni, in quanto il 10% applicato alla Tia diventerebbe ora un costo per l'azienda. E così valutare quali potrebbero essere i margini per intervenire nelle future bollette. «Sarebbe necessario - prosegue Regini - ricalcolare completamente l'ammontare degli importi pagati dagli utenti negli ultimi dieci anni. E si tratta di un'operazione molto complicata».

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