Sicurezza
EMPOLI
Crisi, 200 mila euro di aiuti
Francesca Gori
◗
Sono tantissimi i lavoratori che hanno perso il postoTra le misure per sostenere chi non ha più un posto corsi di formazione e un fondo per le imprese del territorio
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Qualche toppa qua e là il Circondario sta cercando di metterla. Per arginare una crisi che sta mangiando posti di lavoro, vita e speranze. E per creare nuovi strumenti utili a trovare una nuova occupazione.
I numeri dei cassaintegrati in deroga, a leggerli, fanno paura davvero. Fa paura sapere che le aziende piccole, quelle con meno di quindici dipendenti, avevano chiesto questo ammortizzatore sociale per 811 dipendenti il 7 settembre. E che ieri, il numero era già salito a 1.292 richieste. Che fare? Fermarsi a guardare e basta? «No, assolutamente - dice Giovanni Occhipinti, delegato del circondario allo Sviluppo economico e alla formazione - bisogna mettere in campo quegli strumenti che in qualche modo arginino questa deriva. Ma ora ci troviamo a dover gestire una vera e propria emergenza». Occupazionale sì. Ma che rischia di diventare - e lo sta già facendo - sociale. Con tre progetti, uno per la formazione di chi è rimasto senza lavoro, un secondo per dare un po' di respiro alle imprese, il terzo per finanziare gli ammortizzatori sociali.
La formazione. Quasi ventimila euro sono già stati investiti. Per mettere in piedi dei seminari sulle tecniche di ricerche di lavoro. Per insegnare a chi è rimasto senza un posto come e dove si può andare a chiedere lavoro. E anche come si fa a scrivere un curriculum. Altri 40 mila euro saranno impiegati, in accordo con la Regione, per fare formazione in quattro settori produttivi. In quello dell'edilizia, in quello del risparmio energetico, in quello del ciclo dei rifiuti e anche in quello agro-alimentare. Perché in questi quattro comparti la crisi ha ancora il fiato corto. Che ci sia bisogno di formazione, il Circondario lo sa bene. E tra gli stumenti anti-crisi messi in campo ci sono anche i corsi di formazione organizzati da una decina di agenzie formative del territorio che offrono gratuitamente (sia per l'ente che per i lavoratori disoccupati o cassaintegrati), due posti disponibili per ogni corso di formazione. I corsi già individuati, in totale, saranno una cinquantina circa.
Aiuti alle imprese. Qualche tempo fa comunque, il Circondario ha stanziato centomila euro per aiutare le imprese in crisi. Fondi che vengono concessi per non chiudere. Questi fondi però verranno concessi soltanto a quelle aziende che hanno presentato un piano di concertazione con le parti sociali e con i sindacati.
Cassa integrazione. Una voce questa, che sta mangiando il 50% delle risorse a disposizione del Circondario. Un milione e mezzo di euro circa del Fondo sociale europeo che va a finire nel pacchetto anti-crisi, quello che il governo aveva detto di finanziare con 8 miliardi di euro. I soldi sono quelli del Circondario, appunto. Soldi che servono a pagare la cassa integrazione in deroga a quelle aziende che hanno meno di quindici dipendenti. A quelle piccole imprese che tirano ancora a campare, che hanno cominciato un'azione di vera e propria resistenza.
I numeri dei cassaintegrati in deroga, a leggerli, fanno paura davvero. Fa paura sapere che le aziende piccole, quelle con meno di quindici dipendenti, avevano chiesto questo ammortizzatore sociale per 811 dipendenti il 7 settembre. E che ieri, il numero era già salito a 1.292 richieste. Che fare? Fermarsi a guardare e basta? «No, assolutamente - dice Giovanni Occhipinti, delegato del circondario allo Sviluppo economico e alla formazione - bisogna mettere in campo quegli strumenti che in qualche modo arginino questa deriva. Ma ora ci troviamo a dover gestire una vera e propria emergenza». Occupazionale sì. Ma che rischia di diventare - e lo sta già facendo - sociale. Con tre progetti, uno per la formazione di chi è rimasto senza lavoro, un secondo per dare un po' di respiro alle imprese, il terzo per finanziare gli ammortizzatori sociali.
La formazione. Quasi ventimila euro sono già stati investiti. Per mettere in piedi dei seminari sulle tecniche di ricerche di lavoro. Per insegnare a chi è rimasto senza un posto come e dove si può andare a chiedere lavoro. E anche come si fa a scrivere un curriculum. Altri 40 mila euro saranno impiegati, in accordo con la Regione, per fare formazione in quattro settori produttivi. In quello dell'edilizia, in quello del risparmio energetico, in quello del ciclo dei rifiuti e anche in quello agro-alimentare. Perché in questi quattro comparti la crisi ha ancora il fiato corto. Che ci sia bisogno di formazione, il Circondario lo sa bene. E tra gli stumenti anti-crisi messi in campo ci sono anche i corsi di formazione organizzati da una decina di agenzie formative del territorio che offrono gratuitamente (sia per l'ente che per i lavoratori disoccupati o cassaintegrati), due posti disponibili per ogni corso di formazione. I corsi già individuati, in totale, saranno una cinquantina circa.
Aiuti alle imprese. Qualche tempo fa comunque, il Circondario ha stanziato centomila euro per aiutare le imprese in crisi. Fondi che vengono concessi per non chiudere. Questi fondi però verranno concessi soltanto a quelle aziende che hanno presentato un piano di concertazione con le parti sociali e con i sindacati.
Cassa integrazione. Una voce questa, che sta mangiando il 50% delle risorse a disposizione del Circondario. Un milione e mezzo di euro circa del Fondo sociale europeo che va a finire nel pacchetto anti-crisi, quello che il governo aveva detto di finanziare con 8 miliardi di euro. I soldi sono quelli del Circondario, appunto. Soldi che servono a pagare la cassa integrazione in deroga a quelle aziende che hanno meno di quindici dipendenti. A quelle piccole imprese che tirano ancora a campare, che hanno cominciato un'azione di vera e propria resistenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
