Il Tirreno

Empoli

è uno degli ultimi maestri d’ascia d’Italia

Un Geppetto di 80 anni in grado di realizzare sogni che galleggiano sul mare

Filippo Cioni
La realizzazione di uno scafo in un cantiere navale sopra Mario Cecchi con il sindaco Enrico Sostegni
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La realizzazione di uno scafo in un cantiere navale sopra Mario Cecchi con il sindaco Enrico Sostegni

A 79 anni continua a tenersi stretto, a far sopravvivere un lavoro che già lo spietato internet, nuova voce del popolo, declassa a mestiere di un tempo. Mario Cecchi resiste al passare degli anni, alla tecnologia che vorrebbe togliergli ciò che ha imparato da ragazzo e che si è portato dietro per una vita. Mario è un maestro d'ascia, uno dei pochi, pochissimi, rimasti in Italia

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LIMITE. A 79 anni continua a tenersi stretto, a far sopravvivere un lavoro che già lo spietato internet, nuova voce del popolo, declassa a mestiere di un tempo. Mario Cecchi resiste al passare degli anni, alla tecnologia che vorrebbe togliergli ciò che ha imparato da ragazzo e che si è portato dietro per una vita. Mario è un maestro d'ascia, uno dei pochi, pochissimi, rimasti in Italia.

Una figura a metà tra l'artigiano e l'artista, dalle sfumature romantiche che nasconde anni di fatica e sudore per non sbagliare le dimensioni di uno scafo neppure di un millimetro. E' questo quel che fa ancora alla soglia degli 80, lavora il legno per trasformarlo in nave. Lo scoviamo a Limite, culla di una tradizione navale che resiste al tempo, dove è nato nel 1930. «Amore per le barche, esperienza, perizia e competenza sono il sale di questa antica professione - racconta - tutti elementi maturati nel tempo, sotto la guida di maestri esperti». La costruzione e il restauro delle barche segue tecniche lontane, tradizione e istinto. Uno spiraglio di tradizione nella modernità, è questo Mario che da poco ha concluso a Limite un corso per giovani apprendisti che vorrebbeo emularlo, capire da lui, quel Geppetto che dal tronco tira fuori il suo Pinocchio gallegiante, come si fa. Mario Cecchi è un veterano. I primi colpi di ascia molto giovane. «A 12 anni andavo dietro ai carpentieri di Limite, avevo sete di imparare. Ho iniziato così, ai Cantieri Picchiotti, che non ho abbandonato per diversi anni anche una volta che si sono trasferiti a Viareggio». Dalle sue mani sono nate decine e decine di navi, la sua bravura gli è valsa il diploma di maestro. La Spezia e Lavagna sono ora le sue città.

Oltre 60 navi date alla luce nella prima, almeno una quarantina quelle costruite nella seconda città ligure. «Vorrei si trovasse un modo - conclude Mario - di avvicinare i ragazzi a questo lavoro, così da scongiurare la fine di un mestiere. Ho accettato con estremo entusiasmo di insegnare ai giovani di Limite, abbiamo tracciato due barchini e in loro ho visto una gioia che mi fa ben sperare. E' a loro che dico di salvare una tradizione di Limite e dell'Italia».

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di Redazione web