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Quattro strade a rischio

Francesca Gori
Quattro strade a rischio

Quattro strade provinciali pericolose per l'attraversamento degli animali selvatici. Cinghiali e caprioli soprattutto, che si sono riprodotti così tanto da finire dove non dovrebbero stare

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EMPOLI. Quattro strade provinciali pericolose per l'attraversamento degli animali selvatici. Cinghiali e caprioli soprattutto, che si sono riprodotti così tanto da finire dove non dovrebbero stare. Nei campi coltivati, ma anche vicini alle strade. Che ogni tanto attraversano provocando incidenti, a volte anche gravi. Novanta, dal 2001, quelli censiti dall'Università di Firenze.
La Provincia, visti i numeri, ha deciso di correre ai ripari. Aumentando la cartellonistica stradale che segnala il pericolo attraversamento, invitando gli automobilisti a utilizzare gli abbaglianti che tengono lontani gli animali dalla strada, ma anche pensando ad un progetto innovativo, che dovrebbe risolvere definitivamente il prolema.

La mappa. Le strade provinciali dove si sono verificati il maggior numero di incidenti sono la Volterrana, che collega Firenze a Volterra attraversando Montespertoli, Castelfiorentino e Gambassi Terme, la provinciale di Val d'Orme che collega Empoli a Castelfiorentino, la Samminiatese che va da Montaione a San Miniato e la Virginio che attraversa Certaldo e Montespertoli. Zone di campagna, dove la presenza degli ungulati negli anni, ha creato non pochi problemi agli automobilisti.

Gli incidenti. Le cifre non sono enormi. Ma fare una stima esatta di quanti siano stati negli ultimi anni gli incidenti avvenuti su queste strade per l'attraversamento degli animali selvatici è difficile da dire. Perché tanti non vengono denunciati. All'ufficio provinciale che raccoglie questi dati, ne risultano 70 negli ultimi cinque anni. All'Università di Firenze, che sta facendo uno studio ad hoc per la Provincia su questo fenomeno, ne risultano invece 90 negli ultimi sette anni. Numeri che si discostano di poco, ma che non danno comunque la vera entità del fenomeno. «Tanti di questi incidenti - spiega Laura Cantini, vicepresidente della Provincia con delega alla caccia - non vengono denunciati, soprattutto quando non sono gravi e non ci sono feriti. Ma se parliamo con chi vive in Valdelsa, ci rendiamo ben conto che il fenomeno sta assumendo una dimensione preoccupante. E che gli interventi sono necessari, come quelli sulla selezione dei capi per evitare che vengano distrutte le coltivazioni».

Abbaglianti accesi. Sulle quattro strade provinciali sono già stati aumentati i cartelli stradali che segnalano la possibilità di attraversamento degli animali selvatici. E a breve sarà pronta anche una campagna pubblicitaria che invita gli automobilisti a viaggiare a velocità molto basse ma anche ad utilizzare gli abbaglianti, soprattutto la notte. «Quando gli animali che si trovano vicini alle strade - spiega il vicepresidente della Provincia - vedono le luci degli abbaglianti, tornano indietro, tendono a scappare. E questo, insieme al rispetto dei limiti di velocità, è il primo dispositivo di sicurezza da utilizzare».

Catarifrangenti e caccia di selezione. Ma l'idea della Provincia, oltre a quella di di consigliare l'utilizzazione degli abbaglianti e potenziare la cartellonistica stradale, è contenuta in un progetto che, risorse permettendo, potrebbe essere realizzata a breve. L'installazione di catarifrangenti in quei tratti di strade che sono maggiormente interessate dal fenomeno. Un sistema questo che è stato adottato già da altre regioni del Nord Italia e che ha dato i suoi frutti. In quel caso, sarebbero i catarifrangenti a far riflettere la luce dei fari delle auto e tenere lontani gli animali. «E poi rimane la caccia di selezione - aggiunge Laura Cantini - che serve a ristabilire l'equilibrio nelle zone boschive della Valdelsa. Ci sono troppi animali che stanno provocando danni alle coltivazioni, ma anche ai boschi».

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