Finanza
FUCECCHIO
Prima campanella e tante polemiche
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Alunni di una scuola maternaPrimo giorno di scuola ieri anche a Fucecchio. Il suono della campanella, però, non placa le polemiche che da più parti si sono alzate dopo le novità introdotte dalla legge Gelmini
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FUCECCHIO. Primo giorno di scuola ieri anche a Fucecchio. Il suono della campanella, però, non placa le polemiche che da più parti si sono alzate dopo le novità introdotte dalla legge Gelmini.
«I disagi causati da questa riforma - afferma Emma Donnini, assessore alla pubblica istruzione del Comune di Fucecchio - sono molti e difficili da sopportare. I pesanti tagli stabiliti dalla legge hanno posto all'attenzione di tutti, soprattutto delle famiglie, la mancanza di un adeguato numero di insegnanti e di personale ausiliario, tecnico e amministrativo».
Anche in consiglio comunale, intervenendo nella discussione sulla scuola, l'assessore ha manifestato grande preoccupazione per la situazione in cui versa il sistema educativo nazionale. «Si apre l'anno scolastico - ha detto - e 41 famiglie non potranno accompagnare i loro bambini a scuola. Il ministero non ha fornito il personale docente alle sezioni già approvate dalla delibera regionale del mese di gennaio. In tutta la regione Toscana sono ben 750 i bambini privati del diritto all'educazione».
Dal ministero, a fronte della richiesta di integrazione di insegnanti e di personale Ata a Fucecchio, è arrivata risposta negativa in quanto la scuola dell'infanzia non è considerata scuola dell'obbligo. «Per fortuna - ricorda l'assessore - sarà il decisivo intervento della Regione Toscana, con una misura mai verificatasi prima, che ci permetterà, grazie a uno stanziamento di almeno 2 milioni di euro (per le 33 sezioni di scuola materna nella regione rimaste senza insegnanti), di garantire il servizio a tutte queste famiglie. Tuttavia il costante aumento demografico costituisce motivo di seria preoccupazione anche per gli anni scolastici a venire».
Ma le scuole materne non sono le uniche ad accusare i gravi disagi secondo l'assessore. «Dobbiamo sottolineare - conclude Donnini - che a tutto questo si aggiunge la carenza di insegnanti di sostegno fatta registrare nelle scuole medie inferiori a discapito dell'efficacia della continuità educativa e senza dimenticare l'innalzamento del numero massimo di studenti per classe con un sovraffollamento delle classi che comporta un inevitabile calo nella qualità dell'insegnamento. In questo caso il Ministero ha addirittura negato l'avvenuto taglio al personale docente, mentre è evidente che la scuola italiana è stata privata delle risorse indispensabili al più elementare funzionamento».
«I disagi causati da questa riforma - afferma Emma Donnini, assessore alla pubblica istruzione del Comune di Fucecchio - sono molti e difficili da sopportare. I pesanti tagli stabiliti dalla legge hanno posto all'attenzione di tutti, soprattutto delle famiglie, la mancanza di un adeguato numero di insegnanti e di personale ausiliario, tecnico e amministrativo».
Anche in consiglio comunale, intervenendo nella discussione sulla scuola, l'assessore ha manifestato grande preoccupazione per la situazione in cui versa il sistema educativo nazionale. «Si apre l'anno scolastico - ha detto - e 41 famiglie non potranno accompagnare i loro bambini a scuola. Il ministero non ha fornito il personale docente alle sezioni già approvate dalla delibera regionale del mese di gennaio. In tutta la regione Toscana sono ben 750 i bambini privati del diritto all'educazione».
Dal ministero, a fronte della richiesta di integrazione di insegnanti e di personale Ata a Fucecchio, è arrivata risposta negativa in quanto la scuola dell'infanzia non è considerata scuola dell'obbligo. «Per fortuna - ricorda l'assessore - sarà il decisivo intervento della Regione Toscana, con una misura mai verificatasi prima, che ci permetterà, grazie a uno stanziamento di almeno 2 milioni di euro (per le 33 sezioni di scuola materna nella regione rimaste senza insegnanti), di garantire il servizio a tutte queste famiglie. Tuttavia il costante aumento demografico costituisce motivo di seria preoccupazione anche per gli anni scolastici a venire».
Ma le scuole materne non sono le uniche ad accusare i gravi disagi secondo l'assessore. «Dobbiamo sottolineare - conclude Donnini - che a tutto questo si aggiunge la carenza di insegnanti di sostegno fatta registrare nelle scuole medie inferiori a discapito dell'efficacia della continuità educativa e senza dimenticare l'innalzamento del numero massimo di studenti per classe con un sovraffollamento delle classi che comporta un inevitabile calo nella qualità dell'insegnamento. In questo caso il Ministero ha addirittura negato l'avvenuto taglio al personale docente, mentre è evidente che la scuola italiana è stata privata delle risorse indispensabili al più elementare funzionamento».
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