Il Tirreno

Empoli

LA POLEMICA

Barricati in casa per la Fi-Pi-Li

Marco Fani
A destra un’immagine del tratto empolese della Fi-Pi-Li in un momento di traffico intenso Accanto i pannelli anti-rumore che sono stati sì montati ma soltanto zona di via della Viuccia
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A destra un’immagine del tratto empolese della Fi-Pi-Li in un momento di traffico intenso Accanto i pannelli anti-rumore che sono stati sì montati ma soltanto zona di via della Viuccia

Una strada in mezzo alla campagna costeggiata da alberi da frutto e campi coltivati. Un angolo di paradiso alle porte della città, trasformatosi però in un incubo quotidiano per dodici famiglie, costrette a convivere con il rumore assordante di camion, auto e moto

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EMPOLI. Una strada in mezzo alla campagna costeggiata da alberi da frutto e campi coltivati. Un angolo di paradiso alle porte della città, trasformatosi però in un incubo quotidiano per dodici famiglie, costrette a convivere con il rumore assordante di camion, auto e moto in transito sul cavalcavia della superstrada (lato direzione Firenze) a pochi metri di distanza dalle loro case.

In via Pratella i residenti sono esausti. Hanno raccolto e inviato 40 firme alla Regione, chiedendo l'installazione dei pannelli antirumore. «Abitiamo a meno di un chilometro dallo svincolo di Empoli Est e siamo esasperati - spiega il portavoce del gruppo, Emanuele Licitra - negli ultimi anni, complice l'aumento del traffico, il rumore della Fi-Pi-Li è diventato assordante. Di notte è impossibile dormire con le finestre aperte, ma anche di giorno la situazione è insostenibile. Sono più di vent'anni che aspettiamo l'installazione dei pannelli antirumore, ma nessuno ha provveduto a metterli. Ora il limite di sopportazione è stato superato».

I residenti hanno anche interpellato il Comune di Empoli. «Secondo cui - prosegue Licitra - i pannelli risultano installati in questo tratto. Un paradosso che purtroppo non è confermato dai fatti. Tre anni fa abbiamo anche inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno alla Direzione generale delle politiche territoriali e ambientali della Regione, spiegando i nostri disagi e chiedendo l'installazione dei pannelli». E la risposta, arrivata nel giugno del 2006, sembrava giustificare la preoccupazione dei residenti. «La Regione tramite l'Arpat - prosegue Licitra - effettuò i rilievi fonometrici e dalla misurazione risultava un superamento, la notte, di 3,7 decibel rispetto ai limiti di legge. Nella risposta si annunciava un intervento di adeguamento e messa in sicurezza che prevedeva il risanamento della pavimentazione stradale con la realizzazione di uno strato superficiale drenante-fonoassorbente. Un intervento, secondo la Regione, che avrebbe dovuto riportare il livello entro i limiti».

Senza barriere, dunque. «L'asfalto è stato fatto - aggiunge il portavoce - ma il rumore continua a essere assordante e c'è anche chi ha deciso di piantare una siepe sotto il cavalcavia, nella speranza che crescendo possa almeno attenuarlo. E magari funzionare anche da barriera contro le particelle di scarico delle vetture». Ma c'è anche chi, esasperato, ha deciso di mettere in vendita la propria casa. «Il valore immobiliare delle nostre abitazioni è fortemente penalizzato da questa situazione - prosegue Licitra - ma un nostro vicino ha deciso di lasciare via Pratella. Quando le case furono realizzate, 30 anni fa, la Fi-Pi-Li non c'era. Oggi per avere un po' di pace bisogna barricarsi in casa, ma d'estate è impossibile».

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