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I libri per la scuola costano il 3% in piùrispetto a un anno fa

Elisa Bigazzi
I libri per la scuola costano il 3% in piùrispetto a un anno fa

Al liceo linguistico i rincari più pesanti: per i testi delle prime si arriva a 400 euro, vocabolari esclusi

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EMPOLI. Nonostante l'inflazione scesa sotto zero, il caro-libri torna puntualmente a svuotare le tasche delle famiglie, con un aumento complessivo del 2/3 per cento rispetto allo scorso anno. L'inizio della scuola si avvicina e i genitori si dovranno rassegnare a spendere anche 400 euro (vocabolari esclusi) per comprare i libri ai loro figli.
Nelle scuole medie-inferiori si spendono 286 euro nelle prime classi, 211 in seconda e 127 in terza. Per quanto riguarda la scuola media-superiore, la spesa si distingue fra istituti tecnici e licei ed è maggiore nelle prime e nelle terze classi. I testi scolastici costano circa 250/300 euro nelle prime e terze degli istituti tecnici empolesi (Fermi, istituto tecnico per geometri, Ferraris, istituto professionale). Si spendono, invece, 320/360 euro nelle classi prime e terze dei licei (liceo classico, scientifico e psicopedagogico), fino ad arrivare ai 400 euro necessari per il liceo linguistico.
Alla spesa per i testi scolastici, va poi aggiunta la spesa per i vocabolari. Al liceo linguistico, per esempio, in prima si devono acquistare i vocabolari di italiano, latino, inglese, tedesco e anche un vocabolario monolingua. Ogni vocabolario ha un prezzo medio di 70/80 euro e si raggiunge, quindi, fra libri di testo e vocabolari, un costo complessivo di 700 euro.
La stangata sui libri è quindi assicurata. «Inoltre - come ci spiegano dalla libreria Rinascita - i tetti stabiliti dal ministero sono spesso sforati con una serie di escamotage e nella pratica si assiste all'aumento del costo complessivo di qualche decina di euro». Molte delle liste distribuite nelle scuole incorporano i libri consigliati: non obbligatori, quindi, e che potrebbero essere acquistati a discrezione dello studente. Questo, però, vale solo sulla carta, visto che in alcuni casi, come per i vocabolari di lingua o i testi di religione, lo strumento è indispensabile per lo studente.
«La novità di quest'anno - continuano dalla Rinascita - è il cosidetto libro on line, introdotto con la riforma Gelmini. Si tratta di testi riguardanti varie materie, come dire, "incompleti", in quanto, per diminuire la spesa d'acquisto, si evita la stampa di una parte del manuale. La parte mancante può essere scaricata da internet». E' il caso dei libri di matematica che non comprendono i laboratori: le pagine con gli esercizi si trovano su internet. «Il libro on line - puntualizzano dalla Rinascita - in realtà non rappresenta un vero e proprio risparmio: consideriamo, infatti, i costi di accesso ad internet, la carta e l'inchiostro per stampare le dispense e soprattutto il fatto che il libro pubblicato per intero sarebbe costato pochi euro in più. Un problema che deriva dai libri on line può essere, inoltre, il fatto che non tutti hanno la possibilità di collegarsi a internet. Il rischio è che si venga a creare una scuola di serie A e una di serie B, con disparità fra i ragazzi che hanno la possibilità di usufruire del collegamento al web direttamente da casa e quelli che invece non dispongono di questo servizio».

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