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Empoli

EMPOLI

Senza stipendio 2.600 dipendenti Asl

Dipendenti dell’Asl e a sinistra Luca Pasqualetti
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Dipendenti dell’Asl e a sinistra Luca Pasqualetti

Oltre duemilaseicento dipendenti dell'Asl 11 senza stipendio. E centinaia di famiglie che ricevono l'assegno di sostegno del servizio sociale dell'azienda sanitaria che ancora non hanno ricevuto i soldi

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EMPOLI. Oltre duemilaseicento dipendenti dell'Asl 11 senza stipendio. E centinaia di famiglie che ricevono l'assegno di sostegno del servizio sociale dell'azienda sanitaria che ancora non hanno ricevuto i soldi. L'accredito della busta paga, atteso dai lavoratori giovedì, ancora non c'è stato. L'allarme lanciato dalla Cgil è stato confermato dall'Asl. Che ammette quindi che quegli stipendi e quegli assegni non sono stati pagati. Ma non ne spiega il motivo.

Una situazione, quella denunciata dalla Funzione pubblica Cgil che pare ripetersi da mesi. Da due, se non da tre. E che ha mandato su tutte le furie i dipendenti rimasti senza stipendio. O meglio, i dipendenti che, per avere la loro busta paga, dovranno aspettare ancora qualche giorno. «Chi ha preso degli impegni economici- dice Luca Pasqualetti, segretario della funzione pubblica Cgil - come il pagamento del mutuo, rischia di rimanere scoperto. Non è giusto che siano i lavoratori a pagare per gli sbagli altrui. L'Asl dovrebbe farsi carico degli eventuali costi di scoperto bancario, dovrebbe pagare gli interessi sui conti correnti dei lavoratori».

Ma la preoccupazione del sindacato non riguarda soltanto i lavoratori dipendenti dell'azienda sanitaria. «Sono state tante le segnalazioni di persone che ricevono l'assegno dei servizi sociali dell'Asl - aggiunge - che sono rimaste senza aiuti. Il problema, in questo caso, è ancora più grave. Perché sono famiglie che hanno bisogno e che senza quei soldi non possono nemmeno fare la spesa». Qualche centinaio di famiglie che aspettavano l'assegno che però non è arrivato. Come i dipendenti, che lo stipendio lo avrebbero dovuto ricevere giovedì ma che dovranno aspettare ancora qualche giorno.

L'Asl dal canto suo non ha spiegato i motivi di questi ritardi. Ha soltanto confermato che la situazione rappresentata dalla Cgil è vera. Ha confermato quindi che duemilaseicento famiglie, tante quante sono i dipendenti dell'azienda sanitaria, non hanno ancora ricevuto l'accredito della busta paga. «Eppure i lavoratori - prosegue Pasqualetti - ogni giorno svolgono il loro lavoro, entrano in orario, offrono un servizio. Non è giusto che paghino per l'errore commesso da qualcuno che invece il suo lavoro non lo ha fatto fino in fondo». Perché chi si ritrova con il conto in rosso e le bollette da pagare, ci rimetterà anche dei soldi. Quelli degli interessi per lo scoperto di conto. Soldi che per la Cgil dovrebbero essere restituiti ai dipendenti dell'Asl dall'azienda stessa. Anche se la preoccupazione maggiore riguarda proprio quelle famiglie che sono rimaste senza l'assegno sociale. «La mancata erogazione di questi soldi - aggiunge il segretario della funzione pubblica - mette a repentaglio la tenuta di molte famiglie. L'Asl dovrà dare delle risposte chiare su questa situazione, ma soprattutto dovrà fare in modo che non si ripeta questa situazione».

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