Sicurezza
CERTALDO
Costretti a giurare dal notaioper poter restaurare la beata
Giacomo Bertelli
Sull corpo di beata Giulia, santa di Certaldo, ci stanno lavorando alcuni restauratori. Ma prima di iniziare il restauro hanno dovuto giurare da un notaio di fronte a un emissario del vescovo. Una prassi disposta dal Vaticano che vuole tutelarsi contro le profanazioni
2 MINUTI DI LETTURA
CERTALDO. Sull corpo di beata Giulia, santa di Certaldo, ci stanno lavorando alcuni restauratori. Ma prima di iniziare il restauro hanno dovuto giurare da un notaio di fronte a un emissario del vescovo. Una prassi disposta dal Vaticano che vuole tutelarsi contro le profanazioni.
Una salvaguardia, disposta per prassi in tutti i restauri di questo tipo, per tutelarsi contro la possibilità che siano asportate parti delle relique della santa. Il delegato del vescovo di Firenze è stato padre Francesco Romano.
Il corpo della beata ora non si trova più nella chiesa di SS. Jacopo e Filippo, i restauratori lavorano altrove, ma vi tornerà presto, a settembre, quando verrà organizzata la sua festa.
Le ossa sono in un buono stato di conservazione, eccetto quelle dei piedi che, come è stato spiegato, saranno legate con supporti metallici.
Sarà poi sostituito il vestito che risale al 1800 e che viene considerato troppo lussuoso per il tenore di vita che ebbe la beata. Il confezionamento di un nuovo abito è stato affidato alle suore agostiniane di Lecceto, vicino a Siena. L'intenzione del proposto Pierfrancesco Amati è quello di spostare il corpo della beata dinanzi all'altare maggiore. Questo con l'obiettivo di tener d'occhio le spoglie della beata ed evitare furti o danneggiamenti, come quelli avvenuti negli anni Settanta quando sparirono alcuni sigilli.
Nel corso dei secoli, la sepoltura della beata, molto cara ai certaldesi, ha visto notevoli trasformazioni. Attualmente i suoi resti si trovano ancora nella chiesa dei Santi Jacopo e Filippo in una nicchia di recente costruzione (risale agli anni Sessanta), all'incirca nello stesso punto in cui era stato eretto il primo altare nel 1372. Sopra questa nicchia è stata posta la predella quattrocentesca dove sono illustrati episodi della sua vita.
Ogni anno, la prima domenica di settembre, il paese celebra la sua festa con una processione che dal borgo medievale si snoda fin nella parte bassa del paese per concludersi nella propositura di San Tommaso.
Il mercoledì successivo di nuovo si svolge una processione che riaccompagna l'urna con i resti mortali della beata dalla propositura fino alla chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, in Certaldo Alto. Originariamente la festa veniva celebrata il 9 gennaio, giorno della morte come avviene per tutti i santi riconosciuti dalla chiesa cattolica. Ma a causa dei rigori dell'inverno la festa venne spostata alla prima domenica di settembre, per avere una maggiore partecipazione di persone e poter più degnamente festeggiare la santa patrona. Da qualche anno sono sorti anche i "Cavalieri di beata Giulia", un gruppo che segue le attività parrocchiali e più da vicino il culto della beata patrona.
Una salvaguardia, disposta per prassi in tutti i restauri di questo tipo, per tutelarsi contro la possibilità che siano asportate parti delle relique della santa. Il delegato del vescovo di Firenze è stato padre Francesco Romano.
Il corpo della beata ora non si trova più nella chiesa di SS. Jacopo e Filippo, i restauratori lavorano altrove, ma vi tornerà presto, a settembre, quando verrà organizzata la sua festa.
Le ossa sono in un buono stato di conservazione, eccetto quelle dei piedi che, come è stato spiegato, saranno legate con supporti metallici.
Sarà poi sostituito il vestito che risale al 1800 e che viene considerato troppo lussuoso per il tenore di vita che ebbe la beata. Il confezionamento di un nuovo abito è stato affidato alle suore agostiniane di Lecceto, vicino a Siena. L'intenzione del proposto Pierfrancesco Amati è quello di spostare il corpo della beata dinanzi all'altare maggiore. Questo con l'obiettivo di tener d'occhio le spoglie della beata ed evitare furti o danneggiamenti, come quelli avvenuti negli anni Settanta quando sparirono alcuni sigilli.
Nel corso dei secoli, la sepoltura della beata, molto cara ai certaldesi, ha visto notevoli trasformazioni. Attualmente i suoi resti si trovano ancora nella chiesa dei Santi Jacopo e Filippo in una nicchia di recente costruzione (risale agli anni Sessanta), all'incirca nello stesso punto in cui era stato eretto il primo altare nel 1372. Sopra questa nicchia è stata posta la predella quattrocentesca dove sono illustrati episodi della sua vita.
Ogni anno, la prima domenica di settembre, il paese celebra la sua festa con una processione che dal borgo medievale si snoda fin nella parte bassa del paese per concludersi nella propositura di San Tommaso.
Il mercoledì successivo di nuovo si svolge una processione che riaccompagna l'urna con i resti mortali della beata dalla propositura fino alla chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, in Certaldo Alto. Originariamente la festa veniva celebrata il 9 gennaio, giorno della morte come avviene per tutti i santi riconosciuti dalla chiesa cattolica. Ma a causa dei rigori dell'inverno la festa venne spostata alla prima domenica di settembre, per avere una maggiore partecipazione di persone e poter più degnamente festeggiare la santa patrona. Da qualche anno sono sorti anche i "Cavalieri di beata Giulia", un gruppo che segue le attività parrocchiali e più da vicino il culto della beata patrona.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
