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LE IDEE DEI NUOVI SINDACI
Mangani: voglio darea Montespertoli tante scuole nuove
Riccardo Cardellicchio
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Il sindaco Giulio ManganiDopo quelle ai sindaci di Vinci, Capraia e Limite, Certaldo e Montelupo Fiorentino, proseguiamo le interviste ai primi cittadini del circondario eletti un paio di mesi fa per capire quale impronta intendono dare al loro mandato amministrativo
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MONTESPERTOLI. Dopo quelle ai sindaci di Vinci, Capraia e Limite, Certaldo e Montelupo Fiorentino, proseguiamo le interviste ai primi cittadini del circondario eletti un paio di mesi fa per capire quale impronta intendono dare al loro mandato amministrativo. Stavolta abbiamo incontrato il nuovo sindaco di Montespertoli, il giovane (appena trantadue anni) Giulio Mangani, anche lui esponente del Partito democratico, l'unico - insieme a Giovanni Occhipinti di Castelfiorentino - che è alla prima esperienza alla guida dell'amministrazione comunale.
Montespertoli gravita più su Firenze e il Chianti che sull'Empolese Valdelsa. Una scelta per necessità (affinità economiche) o per volontà politica, nel senso che si sente stretto nel Circondario?
«Montespertoli effettivamente è una realtà policentrica che dal punto di vista culturale, storico e sociale attinge indifferentemente dalla tradizione fiorentina, empolese e valdelsana. Noi facciamo parte in maniera convinta del Circondario Empolese Valdelsa, in quanto politicamente esiste la necessità di fare sistema con i Comuni a noi più vicini. In questo senso il Circondario dell'Empolese Valdelsa rappresenta il mezzo migliore per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi».
Montespertoli, negli ultimi anni, ha avuto uno sviluppo considerevole, cedendo - secondo alcuni - alla pressione abitativa esercitata dai fiorentini in fuga dal capoluogo toscano. E c'è chi sostiene che sta pagando un prezzo troppo alto per vantaggi minimi.
«Montespertoli fino agli anni Ottanta era una zona depressa, senza prospettive di sviluppo. Allora fu deciso di dare una spinta demografica forte che ha portato gradualmente agli attuali quattordicimila abitanti. Adesso il paese è moderno, sviluppato economicamente e socialmente. Forse il tutto è avvenuto troppo velocemente, ed infatti il nostro intento è dilazionare la futura espansione e armonizzare lo sviluppo di Montespertoli. Non a caso il piano strutturale che verrà approvato a settembre si muoverà su queste direttrici».
Passate le elezioni, ora si è costretti a fare i conti con la realtà, che supera il programma sottoposto al giudizio degli elettori. Si tratta, in sostanza, di buoni propositi da mettere a confronto con la realtà, caratterizzata da ristrettezze non insignificanti. Sicché, come altrove, si avrà a che fare con bilanci all'osso. In questo quadro, non certo esaltante, a cosa Montespertoli non può rinunciare assolutamente?
«Non potremmo mai rinunciare agli investimenti per creare edifici scolastici nuovi e al passo coi tempi. Nel 2010 termineremo l'asilo nido della Casaccia e l'elementare di Montagnana, e progetteremo la scuola primaria di Martignana. Il nostro principale obiettivo della legislatura infatti è dare al paese nuove scuole: scuole medie, scuole primarie, scuole materne e asili nido».
Il Circondario. E' una domanda che facciamo a tutti. Una sorta di referendum. Chiediamo, in sostanza, che senso ha così com'è, con un'assemblea di nominati e non eletti direttamente, senza poteri decisionali. Oggi - si fa notare - c'è bisogno dell'unione dei Comuni, perché da soli si va poco lontani, ma non per modo di dire. Meglio andare verso un consorzio o più consorzi, capaci di garantire i servizi principali. Non c'è bisogno - s'aggiunge - d'un cimitero degli elefanti. Lei che cosa ne pensa?
«Non sono d'accordo. Il Circondario dell'Empolese Valdelsa è l'ente di secondo livello che in assoluto costa di meno ai cittadini, essendo per così dire ottimizzato dal punto di vista politico e strutturale. Sicuramente l'istituzione ha bisogno di rilanciarsi, e per far questo ogni amministrazione comunale dovrebbe rinunciare a parte della propria autonomia per raggiungere traguardi ed obiettivi di più ampio respiro. Tanti servizi ad esempio potrebbero essere gestiti meglio e con meno costi se centralizzati. Il Circondario ha saputo recepire bene deleghe e funzioni provenienti dall'amministrazione provinciale o dalla Regione Toscana, molto meno bene quando si è trattato di accentrare mansioni che appartengono ai vari Comuni. Secondo me il Circondario dell'Empolese Valdelsa non deve essere un "fortino", o una "gabbia" chiusa in se stessa, ma deve sapersi aprire all'esterno per giocare un ruolo sempre più decisivo. Comunque credo che questo soggetto possa rappresentare un modello importante per coprire le funzioni che al momento gli altri enti di secondo livello stanno trascurando».
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