Il Tirreno

Empoli

L’ALLARME DELL’ASL

Sempre più persone sono sieropositivema non lo sanno

La sede dell’Asl 11 e più sopra il laboratorio di diagnostica
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La sede dell’Asl 11 e più sopra il laboratorio di diagnostica

Ha cambiato volto, non miete più vittime e soprattutto non uccide più alcune categorie di persone. Ma è ancora allarme Aids. Perché anche nel circondario sono tanti quelli che hanno contratto il virus Hiv e non lo sanno. L'Istituto superiore di sanità dice che sono un quinton della popolazione adulta

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EMPOLI. Ha cambiato volto, non miete più vittime e soprattutto non uccide più alcune categorie di persone. Ma è ancora allarme Aids. Perché anche nel circondario sono tanti quelli che hanno contratto il virus Hiv e non lo sanno. L'Istituto superiore di sanità dice che sono un quinton della popolazione adulta. E questa stima, anche nel territorio dell'Asl 11, non è distante dalla realtà.

Circa 400 i sieropositivi, una trentina i nuovi casi registrati nell'ultimo anno. Settanta invece le persone malate, quelle in cui l'infezione Hiv si è conclamata. In questo caso, i nuovi ammalati sono stati nell'ultimo anno 5. E per la maggior parte, i nuovi contagiati sono eterosessuali, con un'età media che va dai 30 ai 35 anni. Ma c'è anche un'altra fascia d'età che si sta affacciando prepotentemente. Quella degli uomini tra i 50 e 60 anni. Che forti di prestazioni sessuali all'altezza della situazione grazie agli effetti del Viagra, si concedono qualche libertà sessuale in più. Non protetta. «Sono soprattutto gli eterosessuali ormai a rischiare il contagio - spiega Paolo Filidei, responsabile dell'unità di malattie infettive dell'Asl 11 - e spesso molti di loro, che hanno avuto rapporti sessuali non protetti e non si sono sottoposti al test, non sanno nemmeno di aver contratto il virus Hiv». Per togliersi ogni dubbio, visto che per molti l'argomento pare essere ancora tabù, l'Asl 11 ha studiato un servizio che permette ai cittadini di sottoposri al test per l'Hiv gratuitamente e nel completo anonimato. E i numeri confermano che questo servizio funziona, perchè soltanto l'anno scorso si sono rivolti all'Asl 176 cittadini. Uomini, ma anche donne, che sono una delle categorie in aumento. «Spesso le persone non sono consapevoli di un rischio specifico - aggiunge Filidei - e evitano di sottoporsi al test. Ma questo è un comportamento ad alto rischio. Perchè sono diversi i casi di partner contagiati, perchè i rispettivi hanno avuto qualche rapporto sessuale non protetto in famiglia». Nel territorio dell'Asl 11, come nel resto d'Italia, di Aids non si muore più. Le terapie ci sono e funzionano. Ma avere rapporti sessuali senza utilizzare il preservativo sembra ancora essere una di quelle abitudini dure a morire. «Un'abitudine davvero rischiosa - dice Filidei - che può creare problemi davvero seri a moltissime persone».
Fra.Go.

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