Sicurezza
FUCECCHIO
Troppi prelievi di acquai pesci del Padule rischiano di morire
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Nelle due foto sopra, le immagini della morìa dei pesci nel canale Usciana la scorsa estateVenticinquemila metri cubi di acqua in meno al giorno. Che potrebbe causare una nuova morìa dei pesci. A lanciare l'allarme è l'Arpat, che sta monitorando da giorni il Canale del Capannone, quello del Terzo e l'Usciana
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FUCECCHIO. Venticinquemila metri cubi di acqua in meno al giorno. Che potrebbe causare una nuova morìa dei pesci. A lanciare l'allarme è l'Arpat, che sta monitorando da giorni il Canale del Capannone, quello del Terzo e l'Usciana. Il canale del Padule rischia quindi, a causa dell'emungimento dell'acqua del Capannone a Ponte Buggianese, di restare di nuovo a secco.
A far scendere paurosamente la portata del Capannone probabilmente è stato l'emungimento delle acque da parte di agricoltori e vivaisti della zona di Ponte Buggianese che si sono trovati a dover fare i conti con la siccità di questi giorni e hanno pensato bene di prendere l'acqua direttamente dai canali.
Le acque del Capannone, ossigenate al Porto di Stillo, ritornano verso il monte richiamando nello stesso canale una parte delle acque del Canale del Terzo che hanno un contenuto d'ossigeno disciolto molto basso. E senza acqua e senza ossigeno, i due canali che si uniscono e danno vita all'Usciana, rappresentano una vera e propria bomba ecologica.
Una bomba che, se non verrà disinnescata, potrebbe causare di nuovo la morìa dei pesci nell'Usciana, nonostante che il canale sia stato dotato di due impianti di ossigenazione.
A farne le spese quindi, oltre all'intero ecosistema del Padule, i pesci che vivono nell'Usciana: lucci, anguille, carpe. E' l'amministrazione questa volta a fare la voce grossa. E a chiedere soprattutto alle autorità competenti, un'attenzione maggiore nei confronti di chi, con l'autorizzazione alla mano o in manera abusiva, emunge l'acqua dei canali. «Ci sono enti e istituzioni che hanno il dovere di vigilare e anche di fermare chi emunge l'acqua - dice Massimo Talini, assessore all'Ambiente del Comune di Fucecchio - perchè l'emungimento dell'acqua dal canale, anche se agricoltori, vivaisti e cacciatori hanno le autorizzazioni per farlo, è possibile solo quando la portata dell'acqua è sufficiente. Quando ci sono periodi di siccità come ora, le attività dovrebbero dotarsi di pozzi profondi per poter avere sempre una fonte di approvvigionamento idrico».
A far scendere paurosamente la portata del Capannone probabilmente è stato l'emungimento delle acque da parte di agricoltori e vivaisti della zona di Ponte Buggianese che si sono trovati a dover fare i conti con la siccità di questi giorni e hanno pensato bene di prendere l'acqua direttamente dai canali.
Le acque del Capannone, ossigenate al Porto di Stillo, ritornano verso il monte richiamando nello stesso canale una parte delle acque del Canale del Terzo che hanno un contenuto d'ossigeno disciolto molto basso. E senza acqua e senza ossigeno, i due canali che si uniscono e danno vita all'Usciana, rappresentano una vera e propria bomba ecologica.
Una bomba che, se non verrà disinnescata, potrebbe causare di nuovo la morìa dei pesci nell'Usciana, nonostante che il canale sia stato dotato di due impianti di ossigenazione.
A farne le spese quindi, oltre all'intero ecosistema del Padule, i pesci che vivono nell'Usciana: lucci, anguille, carpe. E' l'amministrazione questa volta a fare la voce grossa. E a chiedere soprattutto alle autorità competenti, un'attenzione maggiore nei confronti di chi, con l'autorizzazione alla mano o in manera abusiva, emunge l'acqua dei canali. «Ci sono enti e istituzioni che hanno il dovere di vigilare e anche di fermare chi emunge l'acqua - dice Massimo Talini, assessore all'Ambiente del Comune di Fucecchio - perchè l'emungimento dell'acqua dal canale, anche se agricoltori, vivaisti e cacciatori hanno le autorizzazioni per farlo, è possibile solo quando la portata dell'acqua è sufficiente. Quando ci sono periodi di siccità come ora, le attività dovrebbero dotarsi di pozzi profondi per poter avere sempre una fonte di approvvigionamento idrico».
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