Il Tirreno

Empoli

OPERE PUBBLICHE E INCARICHI

Quattro rischiano il processo

La villa di Claudio Castellacci
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La villa di Claudio Castellacci

Diciassette le persone che rischiano di andare a processo per l'operazione "Affari sporchi", condotta dalla procura di Lucca sui project financing a Camaiore. Fra loro l'ex dirigente ai lavori pubblici di Camaiore, Claudio Castellacci di Cerreto

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EMPOLI. Diciassette le persone che rischiano di andare a processo per l'operazione "Affari sporchi", condotta dalla procura di Lucca sui project financing a Camaiore. Fra loro l'ex dirigente ai lavori pubblici di Camaiore, Claudio Castellacci di Cerreto. Sono indagati poi altri tre empolesi: suo figlio Francesco, titolare della St Engineering di Empoli, Maurizio Mitola, collaboratore della stessa società di consulenza, e l'ingegnere Stefano Marrucci.
Escono dall'inchiesta il sindaco Giampaolo Bertola e l'allora comandante della polizia municipale Giovanni Dal Tozzotto: il loro nome non compare nell'avviso di fine indagini messo a punto in queste settimane dal sostituto procuratore Domenico Manzione.
Secondo l'impianto accusatorio della procura il sistema dei project "taroccati" ruotava intorno a Castellacci, indagato per corruzione, concussione, falso in atto pubblico, turbativa d'asta e peculato. Esemplare - secondo l'accusa - quanto avvenuto nel caso del maxi-project per il Pontile e i parcheggi sotterranei: Castellacci avrebbe preparato tutti gli atti in maniera che l'associazione d'impresa fra Varia costruzioni, Quadrifoglio (ditta di Brunello Pardini) e Giuseppe Bigicchi risultasse prima soggetto promotore (anche tramite l'omesso avviso pubblico) poi realizzatore delle opere. Il tutto - secondo l'accusa - ricevendo in cambio oltre 200.000 euro versati sul conto corrente della St Engineering (sequestrato dal Gip), intestata al figlio di Castellacci, Francesco, ma che in realtà sarebbe stata gestita di fatto dal padre.
Un meccanismo simile, con Castellacci nella doppia veste di dirigente comunale e consulente di fatto dei privati, sarebbe stato adottato - secondo la Procura - anche nelle procedure del project per la riqualificazione dell'ex BussolaDomani. La società Consorzio Stabile di Milano, infatti, sarebbe riuscita a diventare promoter e realizzatore del progetto grazie ai "buoni uffici" di Castellacci. Infine, la St Engineering avrebbe avuto incarichi dal Consorzio Stabile. Per questo capo di imputazione (corruzione e turbativa d'asta) sono indagati, tra gli altri, Claudio e Francesco Castellacci, e Maurizio Mitola. Il terzo progetto incriminato è quello per i poli scolastici. Per questo la ditta appaltatrice (l'Unieco di Reggio Emilia) avrebbe preso accordi con Castellacci per "sottostimare" la perizia giurata degli immobili avuti come contropartita per i plessi scolastici. Una manovra che - secondo la Procura - avrebbe portato sul conto della St altri 100.000 euro. Per questi fatti sono indagati, oltre a Castellacci e Stefano Marrucci, anche Giampaolo Ferrari, Luigi Guidetti e Luigi Pierotti, dirigenti di Unieco. Le accuse sono corruzione e falso in atto pubblico. Un altro filone riguarda gli incarichi affidati a firma di Castellacci. Molti - secondo l'accusa - finiti all'empolese Marrucci come collaudatore di opere pubbliche. Altri, per la gestione del verde pubblico (750mila euro dal 2002 al 2008), andati alla ditta dei fratelli Riccardo e Mario Chiti. In cambio di questi, i Chiti avrebbero curato il giardino della villa di Castellacci a Cerreto. Tutti questi personaggi risultano indagati.
Una volta trascorsi i venti giorni per presentare memorie e documenti e richieste di indagine da parte degli accusati la Procura dovrà chiedere i rinvii a giudizio. Da quel momento, la "palla" passerà al giudice per l'udienza preliminare.

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