La manifestazione
Empoli
Malumori e tensioni, Pd dilaniato
Marco Pagli
◗
Sotto Brenda Barnini e Giancarlo Faenzi, la prima segretaria Pd di Empoli e il secondo a livello di circondario Empolese ValdelsaA due mesi dalle comunali forti malumori scuotono il Pd. C'è il congresso sì, ma a infiammare il popolo democratico sono soprattutto i problemi del partito a livello locale.
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. A due mesi dalle comunali forti malumori scuotono il Pd. C'è il congresso sì, ma a infiammare il popolo democratico sono soprattutto i problemi del partito a livello locale. Addirittura la sezione di Santa Maria, tra le più grandi a Empoli, attacca la dirigenza e chiede un immediato cambio di rotta. E ai piani alti in molti parlano di frizioni tra via del Papa e via Fabiani.
«Sopravvissuti. A livello nazionale perchè, pur avendo perso milioni di voti, Berlusconi non ha vinto. A Empoli perchè per 70 voti non siamo andati al ballottaggio che, per la nostra città, sarebbe stata una sconfitta storica». Così comincia il documento redatto qualche giorno fa dalla sezione del Pd di Santa Maria (nella foto il circolo), che con 176 iscritti è il circolo più grande in città. E continua: «è la seconda volta che il nostro candidato perde oltre il 10% dei voti. Siamo scontenti di come funzionano gli organismi del partito a livello locale, sia l'assemblea comunale che quella territoriale del Pd. Sono assemblee pletoriche e poco partecipate. Chiediamo di sperimentare modalità di gestione delle assemblee che ne facciano momento di reale dibattito e strumento per prendere decisioni, piuttosto che solo un momento di informazione su decisioni già prese».
Sulla stessa lunghezza d'onda l'ex assessore Massimo Matteoli, che inchioda il partito ad una realtà dei fatti dura. «Non vorrei che il congresso del Pd - dice - faccia andare in secondo piano il dibattito e la riflessione sulla nostra sconfitta, perchè di sconfitta si deve parlare. Il Pd a Empoli dimostra due preoccupanti debolezze: la prima nel voto politico, dal momento che alle europpe perde ben oltre la media nazionale. La seconda a livello amministrativo, poichè non riesce a trasformare il buon governo della città in una fonte di consenso».
Reazioni pesanti che mettono in dubbio la gestione del partito. Ma allo stesso tempo denunciano un bisogno forte di rianalizzare il voto di giugno che non ha provocato in questi due mesi il dibattito che ci si aspettava dopo risultati così deludenti. «Fino ad ora si è parlato poco del voto come partito e la base non lo ha accettato - cerca di spiegare Piero Bartalucci, presidente della sezione di Santa Maria - la nostra provocazione va considerata in questo senso, come uno stimolo per la riflessione tra gli iscritti e non solo. Per recuperare il terreno perduto bisogna aprirsi alla società, senza paura del confronto».
Ma oltre alle frizioni "in verticale", tra base e dirigenza, sono in molti che ne individuano diverse anche "in orizzontale", in particolare tra il sindaco Luciana Cappelli e la segretaria empolese Brenda Barnini. E tensioni tra le varie "correnti". A pochi giorni dal voto Brenda Barnini aveva richiamato i vertici del partito ad una maggiore concretezza e umiltà dopo i risultati delle urne. E in tanti avevano indicato il destinatario della raccomandazioni nel sindaco, che non ha mai commentato pubblicamente la sua perdita di consenso rispetto alle elezioni precedenti. Altri segnali di scollatura sono emersi durante l'ultimo consiglio comunale quando era in programma la discussione e l'approvazione del programma di governo di Luciana Cappelli. In questa occasione la segretaria Pd ha presentato un ordine del giorno integrativo al programma, che introduce due commissioni (su centro storico e giovani) non previste nel documento del sindaco. Una manovra che ha insospettito molti, anche all'interno del partito stesso, facendo pensare a una sorta di testa a testa politico tra le due "prime donne" empolesi.
«Sopravvissuti. A livello nazionale perchè, pur avendo perso milioni di voti, Berlusconi non ha vinto. A Empoli perchè per 70 voti non siamo andati al ballottaggio che, per la nostra città, sarebbe stata una sconfitta storica». Così comincia il documento redatto qualche giorno fa dalla sezione del Pd di Santa Maria (nella foto il circolo), che con 176 iscritti è il circolo più grande in città. E continua: «è la seconda volta che il nostro candidato perde oltre il 10% dei voti. Siamo scontenti di come funzionano gli organismi del partito a livello locale, sia l'assemblea comunale che quella territoriale del Pd. Sono assemblee pletoriche e poco partecipate. Chiediamo di sperimentare modalità di gestione delle assemblee che ne facciano momento di reale dibattito e strumento per prendere decisioni, piuttosto che solo un momento di informazione su decisioni già prese».
Sulla stessa lunghezza d'onda l'ex assessore Massimo Matteoli, che inchioda il partito ad una realtà dei fatti dura. «Non vorrei che il congresso del Pd - dice - faccia andare in secondo piano il dibattito e la riflessione sulla nostra sconfitta, perchè di sconfitta si deve parlare. Il Pd a Empoli dimostra due preoccupanti debolezze: la prima nel voto politico, dal momento che alle europpe perde ben oltre la media nazionale. La seconda a livello amministrativo, poichè non riesce a trasformare il buon governo della città in una fonte di consenso».
Reazioni pesanti che mettono in dubbio la gestione del partito. Ma allo stesso tempo denunciano un bisogno forte di rianalizzare il voto di giugno che non ha provocato in questi due mesi il dibattito che ci si aspettava dopo risultati così deludenti. «Fino ad ora si è parlato poco del voto come partito e la base non lo ha accettato - cerca di spiegare Piero Bartalucci, presidente della sezione di Santa Maria - la nostra provocazione va considerata in questo senso, come uno stimolo per la riflessione tra gli iscritti e non solo. Per recuperare il terreno perduto bisogna aprirsi alla società, senza paura del confronto».
Ma oltre alle frizioni "in verticale", tra base e dirigenza, sono in molti che ne individuano diverse anche "in orizzontale", in particolare tra il sindaco Luciana Cappelli e la segretaria empolese Brenda Barnini. E tensioni tra le varie "correnti". A pochi giorni dal voto Brenda Barnini aveva richiamato i vertici del partito ad una maggiore concretezza e umiltà dopo i risultati delle urne. E in tanti avevano indicato il destinatario della raccomandazioni nel sindaco, che non ha mai commentato pubblicamente la sua perdita di consenso rispetto alle elezioni precedenti. Altri segnali di scollatura sono emersi durante l'ultimo consiglio comunale quando era in programma la discussione e l'approvazione del programma di governo di Luciana Cappelli. In questa occasione la segretaria Pd ha presentato un ordine del giorno integrativo al programma, che introduce due commissioni (su centro storico e giovani) non previste nel documento del sindaco. Una manovra che ha insospettito molti, anche all'interno del partito stesso, facendo pensare a una sorta di testa a testa politico tra le due "prime donne" empolesi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
