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Empoli

la protesta

No alle sagre nel fine settimana

Francesca Gori
No alle sagre nel fine settimana

Troppe sagre. E i ristoranti rischiano il collasso. Perchè i fatturati nei mesi di giugno e luglio si sono assottigliati. Anche del 40%. Quasi dimezzati. A fare da megafono ai ristoratori e ai baristi del circondario è la Confesercenti

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EMPOLI. Troppe sagre. E i ristoranti rischiano il collasso. Perchè i fatturati nei mesi di giugno e luglio si sono assottigliati. Anche del 40%. Quasi dimezzati. A fare da megafono ai ristoratori e ai baristi del circondario è la Confesercenti. Che ha preso carta e penna, o meglio il pc, e ha inviato una lettera a Paola Rossetti, sindaco delegato al Turismo del Circondario. Per spiegare che tutto quel fiorire di sagre e feste all'aperto sono sì un piacevole diversivo nelle sere d'estate, ma che troppe iniziative di questo tipo stanno mettendo in ginocchio i ristoratori che aspettavano per tutto l'anno i mesi di giugno e luglio per far quadrare i bilanci. Le lamentele dei ristoratori quindi sono arrivate dritte sul tavolo del sindaco delegato al Turismo. Lamentele che la Confesercenti ha sposato con convinzione. «Il punto è che di queste sagre e feste all'aperto ce ne sono davvero troppe - dice Claudia Palmieri, resposnabile di Assoturismo Confesercenti Empolese Valdelsa - e soprattutto occupano nel cartellone estivo tutti i fine settimana dei mesi di giugno e luglio». Con qualche strascico anche ad agosto e a settembre. «Sappiamo che non possono essere vietate - aggiunge - e che sarebbe anche ingiusto farlo, soprattutto per le associazioni di volontariato che le organizzano e che spesso utilizzano i soldi ricavati per servizi e iniziative sociali. Ma se mettono in crisi un settore come quello della ristorazione nel circondario, si rischia di fare un danno ancora maggiore». La Confesercenti, che si è fatta portavoce della protesta dei ristoratori, ha anche già qualche soluzione da proporre durante uno dei prossimi incontri con il sindaco delegato al Turismo del Circondario. «Non possiamo certo pretendere che le sagre e le feste non vengano organizzate - dice Palmieri - ma almeno il Circondario potrebbe pensare ad un cartellone di questi eventi. Un calendario che lasci liberi qualche fine settimana durante i mesi estivi e soprattutto una diluizione della presenza delle sagre nei vari comuni». Il ragionamento e la richiesta sono lineari: se c'è una sagra a Cerreto, bisognerebbe evitare che ce ne fosse anche una a Certaldo o a Empoli. «In questo modo le persone dovrebbero spostarsi di più - dice la responsabile di Assoturismo - e magari qualche volta opterebbero anche per una cena al ristorante. La nostra idea non è certo quella di non far organizzare le sagre alle associazioni o ai partiti. Il punto è che di sagre e manifestazioni di quel tipo ce ne sono davvero troppe». E soprattutto durano troppi giorni. «Basti pensare alla festa del Pd - dice Claudia Palmieri - dove il ristorante è rimasto aperto un mese intero. E' una festa che esiste da sempre ma anche in questo caso sarebbe bene intervenire appunto sulle serate di apertura».

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