Il Tirreno

Empoli

Sovigliana

Muore a 23 anni durante una gara

Fabio Fazio e più a destra il punto di via Pietramarina dove il giovane corridore si è accasciato
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Fabio Fazio e più a destra il punto di via Pietramarina dove il giovane corridore si è accasciato

CICLISMO IN LUTTO Tragedia al Gran Premio Città di Vinci: sospesa la corsa, annullati gli spettacoli della Fiera di Luglio

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di Francesca Gori
SOVIGLIANA. A quella gara non avrebbe dovuto partecipare. Perché il suo nome non era nell'elenco degli iscritti. Ma la passione per le due ruote non lo aveva tenuto lontano da quelle salite. Il suo cuore ha ceduto a 23 anni quando mancava un giro e mezzo all'arrivo.
Fabio Fazio aveva compiuto 23 anni esattamente un mese fa. Era arrivato a Vinci per correre con i colori della Neri Lucchini promociclo da Vignola, dove abitava con la famiglia. Una passione vera, quella per il ciclismo. Il ragazzo, che era nato in Sicilia, ieri pomeriggio non aveva voluto rinunciare a saltare in sella alla bici. Due ciclisti della sua squadra avevano deciso di non partire, e lui, iscritto all'ultimo minuto, ha indossato il numero 20, il numero che sarebbe toccato al compagno Federico Borrella.
Il ragazzo è partito con il gruppo, per correre i 122,5 chilometri di gara. Ma quando è arrivato a Sant'Ansano, in via Pietramarina, ha capito che qualcosa non andava, e si è staccato dal gruppo. Ha fatto in tempo a fermarsi sul ciglio della strada, a dire ad alcuni ciclisti che non stava bene. Poi si è accasciato. Su una strada in discesa, dopo una salita. Il personale di gara ha chiamato il 118, e i medici hanno tentato il tutto e per tutto per strapparlo alla morte. Cinquanta minuti di rianimazione. Poi, quando ormai il battito del polso era diventato così flebile da non poter essere più sentito, la corsa verso il San Giuseppe. Ma il suo cuore non ce l'ha fatta, e all'ospedale il Fabio Fazio è arrivato già morto. Il gran premio, la gara per dilettanti alla quale stava partecipando Fabio Fazio è stata subito interrotta e il sindaco Parrini ha deciso di annullare tutte le manifestazioni della Fiera di Luglio in programma ieri sera. Davanti alla porta del pronto soccorso c'erano i dirigenti Neri Lucchini di Lamporecchio, che hanno dovuto mettere da parte per qualche minuto il loro dolore e dare la notizia alla famiglia che ieri in serata è arrivata a Empoli. Il ragazzo, che gareggiava nella categoria dilettanti elite under 23, non era salito in sella alla sua bici per vincere. «Al ritiro - racconta Giuliano Baronti, titolare della Neri sottoli - era stato tutta la mattina a scherzare e a dare coraggio ai suoi compagni di squadra. Sapeva che non avrebbe vinto la gara, non ci aveva nemmeno mai pensato. Ma voleva esserci, voleva stare sulle due ruote per appagare questa sua grande passione». Fabio Fazio è morto così, in sella alla sua bicicletta. Su una strada in discesa, lontana centinaia di chilometri da casa sua. La maglia con i colori della sua squadra addosso. Il magistrato non ha disposto l'autopsia. Sarà il medico legale del San Giuseppe a effettuare un esame esterno della salma del ciclista.

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