Sicurezza
Monsignor Andrea Pio Cristiani scrive alle famiglie di Fucecchio
Altolà ai Testimoni di Geova:«Troppo insistenti, ora basta»
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Una sede dei testimoni di Geova e a destra monsignor Andrea Pio CristianiL'arciprete della Collegiata contro il gruppo nato nella frazione di Massarella: noi li facciamo entrare in casa, loro invece ci chiudono le porte
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FUCECCHIO. A monsignor Andrea Pio Cristiani, arciprete della Collegiata, non va giù il comportamento dei Testimoni di Geova, e reagisce, risentito e duro, con una lettera ai parrochiani, allegata all'ultimo numero di "Voce dell'unità pastorale". Lo fa nei confronti di un gruppo storico, tra i primi della zona, nato nella frazione Massarella e poi sviluppatosi a macchia d'olio. Accusandoli addirittura di fondamentalismo. Oggi, i Testimoni di Geova sono proprietari di un edificio, nella frazione Botteghe, che ospita più sale molto frequentate.
«Da più parti - scrive monsignor Cristiani - mi viene detto che i Testimoni di Geova si sono fatti più insistenti e che entrano nelle case, con la pretesa di insegnare a leggere la Bibbia. Purtroppo alla nostra gentilezza non corrisponde la loro: quando passiamo per l'acqua santa, neppure aprono le porte delle loro case». E li accusa di fondamentalismo perché prendono le Sacre Scritture alla lettera, sottolineando che il loro modo di leggere la Bibbia è erroneo perché nega l'Incarnazione di Dio e quindi la storicità della rivelazione cristiana. Ignorerebbero insomma che la parola di Dio è stata espressa in un linguaggio umano ed è stata redatta da autori umani che si esprimevano secondo le coordinate storico-culturali in cui erano inseriti.
Monsignor Cristiani sottolinea che i Testimoni di Geova respingono «ogni corretta interpretazione, contestualizzazione e analisi storico-critica». Il che porterebbe a «stravolgere la genuina comunicazione che la Bibbia vuole fare con il suo linguaggio antico». E qui, l'arciprete entra nel ben noto precetto del sangue, caro ai Testimoni di Geova, affermando che «purtroppo, è costato la vita a tanti di loro». Deriva dall'Antico Testamento, che proibisce di toccare e mangiare il sangue di una creatura vivente, perché nel linguaggio e nella cultura d'Oriente, il sangue rappresentava la vita. «Il senso reale di quel divieto - annota monsignor Cristiani - era di rispettare e tutelare la vita». E oggi si potrebbe leggere come un invito alla trasfusione del sangue proprio perché essa conserva la vita. Li accusa anche di essere molto disinvolti e liberi nello stravolgere passi essenziali per la fede al solo scopo di salvaguardare le loro teorie. «La loro versione della bibbia, intitolata "Traduzione del nuovo mondo delle Sacre Scritture" - dice - è costellata di vistose manipolazioni rispetto ai testi originali».
«Da più parti - scrive monsignor Cristiani - mi viene detto che i Testimoni di Geova si sono fatti più insistenti e che entrano nelle case, con la pretesa di insegnare a leggere la Bibbia. Purtroppo alla nostra gentilezza non corrisponde la loro: quando passiamo per l'acqua santa, neppure aprono le porte delle loro case». E li accusa di fondamentalismo perché prendono le Sacre Scritture alla lettera, sottolineando che il loro modo di leggere la Bibbia è erroneo perché nega l'Incarnazione di Dio e quindi la storicità della rivelazione cristiana. Ignorerebbero insomma che la parola di Dio è stata espressa in un linguaggio umano ed è stata redatta da autori umani che si esprimevano secondo le coordinate storico-culturali in cui erano inseriti.
Monsignor Cristiani sottolinea che i Testimoni di Geova respingono «ogni corretta interpretazione, contestualizzazione e analisi storico-critica». Il che porterebbe a «stravolgere la genuina comunicazione che la Bibbia vuole fare con il suo linguaggio antico». E qui, l'arciprete entra nel ben noto precetto del sangue, caro ai Testimoni di Geova, affermando che «purtroppo, è costato la vita a tanti di loro». Deriva dall'Antico Testamento, che proibisce di toccare e mangiare il sangue di una creatura vivente, perché nel linguaggio e nella cultura d'Oriente, il sangue rappresentava la vita. «Il senso reale di quel divieto - annota monsignor Cristiani - era di rispettare e tutelare la vita». E oggi si potrebbe leggere come un invito alla trasfusione del sangue proprio perché essa conserva la vita. Li accusa anche di essere molto disinvolti e liberi nello stravolgere passi essenziali per la fede al solo scopo di salvaguardare le loro teorie. «La loro versione della bibbia, intitolata "Traduzione del nuovo mondo delle Sacre Scritture" - dice - è costellata di vistose manipolazioni rispetto ai testi originali».
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