Sicurezza
La vittima si è appuntata su un foglio il numero di targa dell’aggressore, 22 anni
Violenta la prostituta che lo rifiutaGiovane condannato a 5 anni e 6 mesi
Federico Lazzotti
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I carabinieri di Grosseto (foto Bf9Lo stupro si è consumato in una piazzola nella zona di Punta Ala. Il colpevole è stato arrestato dopo due ore dai carabinieri
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GROSSETO. Ha rifiutato un rapporto a pagamento con un uomo di colore. «Non vado con gli africani», ha risposto quando le è stato chiesto il prezzo. Per punizione è stata violentata lungo l'Aurelia, in mezzo al bosco, a due passi dal paradiso di Punta Ala, mentre la stragrande maggioranza delle persone era seduta a tavola per il pranzo.
La donna, 33 anni, nata in Nigeria, ma domiciliata a Livorno, ha urlato per chiedere aiuto. Il suo aguzzino - secondo la querela della vittima - l'avrebbe aggredita e minacciata con un coltello togliendole due cellulari dalla borsa per evitare che chiamasse i soccorsi e rubandole pure trenta euro. Nonostante questo, la vittima è riuscita a divincolarsi e mettere in fuga l'aggressore con l'aiuto di un'altra donna. Infine, ha avuto freddezza di prendere un biglietto del treno e scriverci sopra il numero di targa mentre il colpevole fuggiva.
I carabinieri sono partiti da quelle sei cifre per risalire all'autore dello stupro. La caccia all'uomo del nucleo radiomobile è durata un paio d'ore. I militari hanno rintracciato Mor Kare, 21 anni senegalese, a Piombino nel quartiere popolare del Cotone, dove vive con il fratello più grande a cui è intestato anche il ciclomotore.
L'uomo è stato arrestato e trasferito nel carcere fiorentino di Sollicciano con l'accusa di violenza sessuale, lesioni personali aggravate (la donna avuto sette giorni di prognosi ndr) e rapina. Il suo legale, l'avvocato livornese Valeria Macchia, ha chiesto il giudizio immediato. A distanza di sei mesi dal giorno dello stupro, era il 17 gennaio di quest'anno, il tribunale collegiale di Grosseto ha condannato Mor Kare a 5 anni e 6 mesi di reclusione, al risarcimento danni di 20 mila euro e al pagamento delle spese processuali di 1.600 euro.
Dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti, il ventunenne si sarebbe fermato una prima volta nella piazzola intorno alle 13,30. «Mi ha chiesto quanto volevo - ha raccontato la vittima - gli ho risposto che non volevo avere rapporti con gli africani. Lui mi ha chiesto il perché ma non ho gli ho risposto». A questo punto il giovane avrebbe dato gas allontanandosi. Ma invece di tornare indietro deve pianificato la vendetta per quello che gli era stata negato.
«Mi sono allontanata un attimo dalla strada - ha raccontato la giovane donna - quando sono stata aggredita. Mi ha afferrato per i capelli e mi ha fatto cadere a terra. Si è seduto su di me e mi ha strappato il telefono per impedirmi di chiamare aiuto. Dalla borsa mi ha pure rubato trenta euro. Indossavo i jeans. Li ha abbassati rompendo la cerniera. Poi si è alzato la maglietta e mi ha fatto vedere l'impugnatura di un coltello. Mi ha violentato. Prima che lo facesse gli ho chiesto di indossare il preservativo».
La donna, 33 anni, nata in Nigeria, ma domiciliata a Livorno, ha urlato per chiedere aiuto. Il suo aguzzino - secondo la querela della vittima - l'avrebbe aggredita e minacciata con un coltello togliendole due cellulari dalla borsa per evitare che chiamasse i soccorsi e rubandole pure trenta euro. Nonostante questo, la vittima è riuscita a divincolarsi e mettere in fuga l'aggressore con l'aiuto di un'altra donna. Infine, ha avuto freddezza di prendere un biglietto del treno e scriverci sopra il numero di targa mentre il colpevole fuggiva.
I carabinieri sono partiti da quelle sei cifre per risalire all'autore dello stupro. La caccia all'uomo del nucleo radiomobile è durata un paio d'ore. I militari hanno rintracciato Mor Kare, 21 anni senegalese, a Piombino nel quartiere popolare del Cotone, dove vive con il fratello più grande a cui è intestato anche il ciclomotore.
L'uomo è stato arrestato e trasferito nel carcere fiorentino di Sollicciano con l'accusa di violenza sessuale, lesioni personali aggravate (la donna avuto sette giorni di prognosi ndr) e rapina. Il suo legale, l'avvocato livornese Valeria Macchia, ha chiesto il giudizio immediato. A distanza di sei mesi dal giorno dello stupro, era il 17 gennaio di quest'anno, il tribunale collegiale di Grosseto ha condannato Mor Kare a 5 anni e 6 mesi di reclusione, al risarcimento danni di 20 mila euro e al pagamento delle spese processuali di 1.600 euro.
Dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti, il ventunenne si sarebbe fermato una prima volta nella piazzola intorno alle 13,30. «Mi ha chiesto quanto volevo - ha raccontato la vittima - gli ho risposto che non volevo avere rapporti con gli africani. Lui mi ha chiesto il perché ma non ho gli ho risposto». A questo punto il giovane avrebbe dato gas allontanandosi. Ma invece di tornare indietro deve pianificato la vendetta per quello che gli era stata negato.
«Mi sono allontanata un attimo dalla strada - ha raccontato la giovane donna - quando sono stata aggredita. Mi ha afferrato per i capelli e mi ha fatto cadere a terra. Si è seduto su di me e mi ha strappato il telefono per impedirmi di chiamare aiuto. Dalla borsa mi ha pure rubato trenta euro. Indossavo i jeans. Li ha abbassati rompendo la cerniera. Poi si è alzato la maglietta e mi ha fatto vedere l'impugnatura di un coltello. Mi ha violentato. Prima che lo facesse gli ho chiesto di indossare il preservativo».
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