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L'abbraccio a Beppino Englaro

L'abbraccio a Beppino Englaro

Il premio Pozzale è andato al giornalista Enrico Deaglio, al sociologo Luciano Gallino e all'antropologa Ruba Salih, ma il protagonista principale della cerimonia che si è svolta martedì sera in piazza dei Leoni è stato Beppino Englaro, il papà di Eluana, a cui la giuria presieduta da Adriano Prosperi ha consegnato la menzione speciale per il libro, scritto con Elena Nave, "Eluana. La libertà e la vita"

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EMPOLI. Il premio Pozzale è andato al giornalista Enrico Deaglio, al sociologo Luciano Gallino e all'antropologa Ruba Salih, ma il protagonista principale della cerimonia che si è svolta martedì sera in piazza dei Leoni è stato Beppino Englaro, il papà di Eluana, a cui la giuria presieduta da Adriano Prosperi ha consegnato la menzione speciale per il libro, scritto con Elena Nave, "Eluana. La libertà e la vita".
A lui è andato l'applauso più lungo che il pubblico ha riservato agli ospiti della serata: un applauso a cui sono seguiti l'abbraccio del sindaco Cappelli, l'intervento con cui Prosperi ha spiegato i motivi della menzione («la terribile storia che lo ha visto protagonista ha imposto nel dibattito pubblico temi nuovi e urgenti») e le parole dello stesso Englaro. «Con questo libro - ha detto - non ho fatto altro che dare voce a Eluana. Su queste problematiche che spaccano le coscienze, credo che la magistratura abbia emesso una sentenza storica. Mi auguro che la classe politica ne faccia tesoro. Eluana considerava la morte parte della vita, la sentenza le ha consentito di uscire da una situazione inumana».
Marion D'Amburgo ha letto brani del libro di Englaro e degli altri vincitori del premio: "Patria 1978-2008" di Deaglio, "Con i soldi degli altri" di Gallino e "Musulmane rivelate" di Ruba Salih.

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