Il dolore
Ecomostro, crepe sulla vecchia gru
Marco Fani
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La gru che minaccia alcuni condominiPeggiorano le condizioni dell'ecomostro tra via Gobetti e via Caponi. Vistose crepe sono comparse sul blocco di cemento che regge la vecchia gru. E il pericolo di crollo aumenta. Oggi, intanto, l'immobile sarà messo all'asta dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
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PONTE A ELSA. Peggiorano le condizioni dell'ecomostro tra via Gobetti e via Caponi. Vistose crepe sono comparse sul blocco di cemento che regge la vecchia gru. E il pericolo di crollo aumenta. Oggi, intanto, l'immobile sarà messo all'asta dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere. E in caso di acquisto i problemi relativi alla sicurezza nel cantiere potrebbero essere risolti.
La gru, che da anni turba il sonno dei residenti, potrebbe essere finalmente rimossa. Ma la questione della sicurezza è tornata di attualità negli ultimi giorni, dopo l'intervento di stabilizzazione effettuato nel mese di marzo. Il comitato dei residenti che due anni fa si fece promotore di una raccolta di oltre cento firme per chiedere la rimozione della gru e degli scheletri di cemento nel cantiere, protesta per lo stato di sicurezza dell'area. «I pilastri di cemento che sorreggono la gru e che fanno da contrappeso - spiegano i residenti - sono completamente invasi dall'acqua. E le lastre di cemento si stanno pian piano sgretolando. Ad occhio nudo, infatti, sono ben visibili i tondini di ferro che fuoriescono dai pilastri. Abbiamo il timore che la gru possa improvvisamente crollare sulle nostre abitazioni o sul parcheggio adiacente al cantiere. Ricordiamo che è presente un'area a verde, molto frequentata dai ragazzi durante tutto il giorno». Per non parlare, poi, della quantità impressionante di insetti a causa del ristagno delle acque piovane. «Chiediamo che sia fatta la disinfestazione - continuano i residenti - anche perchè con l'arrivo del caldo le zanzare sono tornate ad essere padrone della struttura, come accade da diversi anni».
Sulla storia dell'ecomostro di Ponte a Elsa potrebbe essere scritto un film documento sui ritardi e sulla lentezza della macchina amministrativa. Si tratta, infatti, di centinaia e centinaia di metri quadrati di cemento abbandonati alle intemperie e alla sporcizia, invasi da una quantità incredibile di rovi e sterpaglie. Sul posto sarebbe dovuta nascere una zona residenziale e commerciale ultramoderna divisa in quattro aree ben distinte, inserita nella zona più nuova della frazione. Ma i lavori si sono interrotti bruscamente nove anni fa in seguito al fallimento dell'immobiliare Mg Costruzioni.
E tutto è rimasto tale e quale ad allora, con una gru all'interno del cantiere e una quantità impressionante di laterizi e ballini di cemento sparsi ovunque. La procedura fallimentare è in mano al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Ma dal 2002 nessuno si è fatto avanti concretamente per acquistare l'edificio o concludere i lavori e nemmeno il curatore fallimentare si è dimostrato troppo efficiente e rapido per trovare una soluzione che mettesse fine alla vicenda, nemmeno dopo la segnalazione di problemi legati alla sicurezza dell'edificio.
L'amministrazione comunale, trattandosi di un procedimento fallimentare, ha praticamente le mani legate sulla struttura.
La gru, che da anni turba il sonno dei residenti, potrebbe essere finalmente rimossa. Ma la questione della sicurezza è tornata di attualità negli ultimi giorni, dopo l'intervento di stabilizzazione effettuato nel mese di marzo. Il comitato dei residenti che due anni fa si fece promotore di una raccolta di oltre cento firme per chiedere la rimozione della gru e degli scheletri di cemento nel cantiere, protesta per lo stato di sicurezza dell'area. «I pilastri di cemento che sorreggono la gru e che fanno da contrappeso - spiegano i residenti - sono completamente invasi dall'acqua. E le lastre di cemento si stanno pian piano sgretolando. Ad occhio nudo, infatti, sono ben visibili i tondini di ferro che fuoriescono dai pilastri. Abbiamo il timore che la gru possa improvvisamente crollare sulle nostre abitazioni o sul parcheggio adiacente al cantiere. Ricordiamo che è presente un'area a verde, molto frequentata dai ragazzi durante tutto il giorno». Per non parlare, poi, della quantità impressionante di insetti a causa del ristagno delle acque piovane. «Chiediamo che sia fatta la disinfestazione - continuano i residenti - anche perchè con l'arrivo del caldo le zanzare sono tornate ad essere padrone della struttura, come accade da diversi anni».
Sulla storia dell'ecomostro di Ponte a Elsa potrebbe essere scritto un film documento sui ritardi e sulla lentezza della macchina amministrativa. Si tratta, infatti, di centinaia e centinaia di metri quadrati di cemento abbandonati alle intemperie e alla sporcizia, invasi da una quantità incredibile di rovi e sterpaglie. Sul posto sarebbe dovuta nascere una zona residenziale e commerciale ultramoderna divisa in quattro aree ben distinte, inserita nella zona più nuova della frazione. Ma i lavori si sono interrotti bruscamente nove anni fa in seguito al fallimento dell'immobiliare Mg Costruzioni.
E tutto è rimasto tale e quale ad allora, con una gru all'interno del cantiere e una quantità impressionante di laterizi e ballini di cemento sparsi ovunque. La procedura fallimentare è in mano al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Ma dal 2002 nessuno si è fatto avanti concretamente per acquistare l'edificio o concludere i lavori e nemmeno il curatore fallimentare si è dimostrato troppo efficiente e rapido per trovare una soluzione che mettesse fine alla vicenda, nemmeno dopo la segnalazione di problemi legati alla sicurezza dell'edificio.
L'amministrazione comunale, trattandosi di un procedimento fallimentare, ha praticamente le mani legate sulla struttura.
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