Il Tirreno

Empoli

Parrini: libereremo i nostri centri abitati dal caos del traffico

Riccardo Cardellicchio
Il traffico in viale Togliatti
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Il traffico in viale Togliatti

Vinci è un nome: Leonardo. Soltanto un nome, sostiene qualcuno. Un nome che richiama un turismo mordi e fuggi. Non rischia così, Vinci, d'incartarsi se non s'impegna nella ricettività adeguata, in quella soprattutto non elitaria? Lo chiediamo al sindaco Dario Parrini

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VINCI. Vinci è un nome: Leonardo. Soltanto un nome, sostiene qualcuno. Un nome che richiama un turismo mordi e fuggi. Non rischia così, Vinci, d'incartarsi se non s'impegna nella ricettività adeguata, in quella soprattutto non elitaria? Lo chiediamo al sindaco Dario Parrini.
«Tutti i dati Apt ci dicono che il turismo vinciano è sempre meno mordi e fuggi. Negli ultimi dieci anni sono aumentati pernottamenti e disponibilità di posti letto. Ed è cresciuta la qualità complessiva della nostra offerta, come mostra il conferimento della Bandiera Arancione del Touring club italiano. Tuttavia sul fronte della ricettività servono ulteriori progressi: la svolta non può che venire da iniziative private che siano rivolte alla realizzazione di strutture d'accoglienza di alto impatto e ad elevata capienza. Di fronte a progetti seri e importanti non ci tireremo indietro, pronti ad assumerci le nostre responsabilità».

A un certo punto della campagna elettorale, il Pd di Vinci ha lanciato un appello ai giovani. Non lasciare che siano gli altri a decidere per te. Devi dire cosa può fare il Comune per migliorarlo o renderlo più rispondente alle esigenze dei giovani. Nel leggere questo appello s'è fatta avanti la curiosità di sapere che effetto ha avuto. E, se c'è stato, con quale risultato.

«In campagna elettorale abbiamo fatto incontri molto interessanti con rappresentanze del mondo giovanile. Lavoreremo alla costruzione di una Consulta giovanile che aiuti il consiglio comunale a prendere decisioniproduttive in questo campo. Mi preme dire che il livello raggiunto dalle politiche giovanili nel nostro comune è già alto».

Si ha l'impressione che tra capoluogo e Sovigliana e Spicchio vi siano diversità rilevanti, come fossero due mondi a sé stanti e che, con l'andare del tempo, gli interventi facciano aumentare le diversità, a scapito delle 2 frazioni. Soprattutto Sovigliana appare sempre più congestionata. Si pensa davvero che il nuovo ponte possa avere la forza di una bacchetta magica?

«Il divario tra Spicchio-Sovigliana e Vinci non è aumentato. Il livello delle infrastrutture urbane è cresciuto molto sia nel capoluogo che nelle frazioni rivierasche. Ciò grazie alla recente realizzazione di investimenti imponenti: a Vinci si è rivelata determinante la riqualificazione del centro storico e la costruzione del nuovo accesso di via Giovanni XXIII. A Spicchio-Sovigliana la realizzazione del nuovo viale Togliatti e dei nuovi spazi di verde urbano in via Caduti del Lavoro, Parco dei Mille e Villa Reghini ha fatto aumentare la qualità della vita. Il nuovo ponte sull'Arno tra Spicchio e Empoli non sarà una panacea ma darà un contributo forte al decongestionamento di Spicchio e Sovigliana. È un tassello di una strategia sovraccomunale della mobilità che ha come elemento decisivo il nuovo ponte tra Capraia e Fibbiana: solo quando anche quel ponte sarà realizzato potremo dire di aver fatto tutto il necessario per liberare i nostri centri abitati dalla morsa del traffico. Ciò detto, aver trovato le risorse, circa 8 milioni, per il nuovo ponte di Spicchio, è un risultato di peso, da valorizzare e sottolineare».

Lei cosa si rimprovera?

«Avrei voluto fare di più e di meglio in termini di mobilitazione contro le assurde misure del patto di stabilità. Questo rimprovero vale per me come per gli altri sindaci. Noi amministratori alle volte ci facciamo prendere troppo dal giorno per giorno, dai mille problemi che quotidianamente ci vengono addosso. Contro questo provvedimento che ci soffoca dovevamo impegnarci maggiormente. È una battaglia da riprendere: per uscire dalla crisi i comuni vanno sostenuti, non intralciati».

Gli enti locali non navigano nell'oro. I loro bilanci sono all'osso. D'altra parte ci sono cose che non possono essere rinviate. A cosa non può rinunciare Vinci?

«Al nuovo teatro e alla riqualificazione della casa natale di Leonardo ad Anchiano».

Il Circondario: che senso ha un'assemblea di nominati che non ha alcun potere decisionale?

«Sul Circondario si sentono in giro troppe affermazioni superficiali. Per i comuni avere uno strumento istituzionale che li rappresenti unitariamente ai tavoli regionali è una cosa preziosissima, che ha permesso di far arrivare sul nostro territorio risorse ingenti (per cultura, commercio, infrastrutture, casa, trasporto pubblico locale, formazione professionale). Risorse che senza il Circondario non avremmo mai visto. L'assemblea va resa più protagonista. Ma se si parte dal non riconoscere quanto in questi anni il Circondario ha contribuito alla crescita dell'Empolese Valdelsa, si parte col piede sbagliato. E quando si parte col piede sbagliato, è difficile riuscire a tagliare il traguardo».

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