La manifestazione
Ecco l'appartamento dell'orrore
Marco Pagli
E' stato un autentico viaggio dell'orrore quello compiuto da chi è entrato nell'abitazione di via Carrucci, dove nei giorni scorsi è stata trovata una centenaria abbandonata tra i rifiuti
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EMPOLI. E' stato un autentico viaggio dell'orrore quello compiuto da chi è entrato nell'abitazione di via Carrucci, dove nei giorni scorsi è stata trovata una centenaria abbandonata tra i rifiuti. Un'esperienza di quelle che lasciano il segno. Di quelle che non fanno dormire la notte al solo pensarci. Un salto nella barbarie e nell'inciviltà. L'anziana viveva da sola in una specie di tugurio invaso da spazzatura di ogni tipo e con il bagno fuori uso. A pensare a lei avrebbe dovuto provvedere la figlia, sessantenne, che è stata denunciata per abbandono di incapace.
A fare la scoperta e la denuncia sono stati i carabinieri del comando empolese di via Tripoli, accorsi inizialmente in seguito alla segnalazione di un furto. Il primo impatto con la casa è stato l'odore fortissimo, nauseante, quasi insopportabile. Un odore percepibile anche da fuori. Appena entrati i carabinieri si sono resi conto della situazione e sono stati costretti a indossare tute bianche, mascherine, copriscarpe e guanti.
Anche le scale di ingresso erano invase dai rifiuti: scarpe rotte, vecchi stracci unti e maleodoranti, una pila di videocassette e sporcizia di vario genere. Niente a che vedere, comunque, con quello a cui si sono trovati di fronte appena entrati nell'appartamento. Uno scenario impressionante, ai limiti della sopravvivenza, specialmente per una persona anziana. Dal pavimento fino al soffitto si potevano notare incrostazioni di ogni tipo. E questo in tutte le stanze della casa: il pavimento era un tappeto di escrementi, cibo avariato e avanzi. Secondo il racconto di chi è entrato nella casa, in quelle stanze mancava lo spazio vitale per muoversi. Quell'appartamento era una discarica, dove venivano gettati e ammassati rifiuti. La porta d'ingresso era praticamente bloccata da due sacchi neri lasciati aperti e da una cyclette rotta e arrugginita. Nel piccolo corridoio ancora stracci sporchi, tra cui assorbenti e biancheria intima usata, flaconi di detersivo e acido per le pulizie, bottiglie vuote e pezzi di giornali.
Ma è nella sala che viene fatta la scoperta più sconcertante. Su una poltrona rotta, totalmente circondata dalla spazzatura e al buio, stava l'anziana signora, vestita con una maglia bucata e sporca, visibilmente scossa. La donna poggiava i piedi su un ammasso di rifiuti. Tutt'intorno a lei, in un odore che stordiva, avanzi di cibo, scatoloni pieni di carta e medicinali usati, confezioni di biscotti lasciate aperte, un ventilatore completamente spaccato e pezzi di sedie.
Per terra sono state rinvenute tracce di escrementi, visto che il bagno era da tempo fuori uso. Anche la camera da letto era in condizioni spaventose: c'erano due materassi anneriti e incrostati dallo sporco, gettati per terra, mentre in mezzo stava una rete arrugginita. L'armadio era aperto e i vestiti gettati un po' ovunque, sui materassi e per terra. Al lato di quello che sembrava un letto c'era una montagna di lettere, biancheria, una tenda, alcuni lenzuoli sudici, una enciclopedia, medicinali scaduti. Un giaciglio estremamente difficile e pericoloso da raggiungere, in particolar modo per una donna di 97 anni. L'anziana per coricarsi era costretta a camminare tra sporcizia e oggetti taglienti e a districarsi in una giugla di ostacoli. Praticamente inutilizzabile anche la cucina. Sul tavolo, infatti, c'era ogni sorta di confezione aperta: olio di mais, riso, pane secco, pomodori marciti. E poi piatti, bicchieri e posate sporche. Sul piano cottura pentole incrostate. Il rubinetto del lavello era rotto e versava. Mentre per terra uno strato sedimentato di cibo, fazzoletti, bottiglie e piatti di plastica. Ai lati della stanza c'erano pure diversi attrezzi da palestra, pezzi di aspirapolvere e fili elettrici. La donna, dopo la scoperta, è stata fatta alloggiare in un albergo della città e la sua situazione segnalata ai servizi sociali.
A fare la scoperta e la denuncia sono stati i carabinieri del comando empolese di via Tripoli, accorsi inizialmente in seguito alla segnalazione di un furto. Il primo impatto con la casa è stato l'odore fortissimo, nauseante, quasi insopportabile. Un odore percepibile anche da fuori. Appena entrati i carabinieri si sono resi conto della situazione e sono stati costretti a indossare tute bianche, mascherine, copriscarpe e guanti.
Anche le scale di ingresso erano invase dai rifiuti: scarpe rotte, vecchi stracci unti e maleodoranti, una pila di videocassette e sporcizia di vario genere. Niente a che vedere, comunque, con quello a cui si sono trovati di fronte appena entrati nell'appartamento. Uno scenario impressionante, ai limiti della sopravvivenza, specialmente per una persona anziana. Dal pavimento fino al soffitto si potevano notare incrostazioni di ogni tipo. E questo in tutte le stanze della casa: il pavimento era un tappeto di escrementi, cibo avariato e avanzi. Secondo il racconto di chi è entrato nella casa, in quelle stanze mancava lo spazio vitale per muoversi. Quell'appartamento era una discarica, dove venivano gettati e ammassati rifiuti. La porta d'ingresso era praticamente bloccata da due sacchi neri lasciati aperti e da una cyclette rotta e arrugginita. Nel piccolo corridoio ancora stracci sporchi, tra cui assorbenti e biancheria intima usata, flaconi di detersivo e acido per le pulizie, bottiglie vuote e pezzi di giornali.
Ma è nella sala che viene fatta la scoperta più sconcertante. Su una poltrona rotta, totalmente circondata dalla spazzatura e al buio, stava l'anziana signora, vestita con una maglia bucata e sporca, visibilmente scossa. La donna poggiava i piedi su un ammasso di rifiuti. Tutt'intorno a lei, in un odore che stordiva, avanzi di cibo, scatoloni pieni di carta e medicinali usati, confezioni di biscotti lasciate aperte, un ventilatore completamente spaccato e pezzi di sedie.
Per terra sono state rinvenute tracce di escrementi, visto che il bagno era da tempo fuori uso. Anche la camera da letto era in condizioni spaventose: c'erano due materassi anneriti e incrostati dallo sporco, gettati per terra, mentre in mezzo stava una rete arrugginita. L'armadio era aperto e i vestiti gettati un po' ovunque, sui materassi e per terra. Al lato di quello che sembrava un letto c'era una montagna di lettere, biancheria, una tenda, alcuni lenzuoli sudici, una enciclopedia, medicinali scaduti. Un giaciglio estremamente difficile e pericoloso da raggiungere, in particolar modo per una donna di 97 anni. L'anziana per coricarsi era costretta a camminare tra sporcizia e oggetti taglienti e a districarsi in una giugla di ostacoli. Praticamente inutilizzabile anche la cucina. Sul tavolo, infatti, c'era ogni sorta di confezione aperta: olio di mais, riso, pane secco, pomodori marciti. E poi piatti, bicchieri e posate sporche. Sul piano cottura pentole incrostate. Il rubinetto del lavello era rotto e versava. Mentre per terra uno strato sedimentato di cibo, fazzoletti, bottiglie e piatti di plastica. Ai lati della stanza c'erano pure diversi attrezzi da palestra, pezzi di aspirapolvere e fili elettrici. La donna, dopo la scoperta, è stata fatta alloggiare in un albergo della città e la sua situazione segnalata ai servizi sociali.
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