Il Tirreno

Empoli

Ici, un migliaio di errori

Marco Pagli
Cittadini in fila per chiedere informazioni in Comune a Empoli
◗
Cittadini in fila per chiedere informazioni in Comune a Empoli

Attivati i controlli sul 2006 e il 2007: il Comune pensa di recuperare oltre 250mila euro

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Sono state spedite intorno alla metà di giugno e dal momento in cui saranno recapitate, i contribuenti avranno sessanta giorni di tempo per saldare il conto. Si tratta delle cartelle per il recupero dell'Ici. Anche quest'anno sono stati migliaia i bollettini inviati dall'ufficio tributi del Comune. Gli anni a cui si riferiscono le cartelle sono il 2006 e il 2007.
Secondo i calcoli dell'amministrazione, infatti, nel 2006 sono mancati incassi relativi all'imposta sugli immobili che si aggirano intorno ai 100mila euro, mentre nel 2007 l'ammanco è stato ancora più sostanzioso: circa 130mila euro in meno. Un "tesoretto" che rientrerà nelle casse del Comune dalla finestra, dopo che la porta principale è stata chiusa dalla Finanziaria del 2007, che ha annullato il pagamento dell'Ici sulle prime case a partire dal giugno 2008. Nel bilancio preventivo di quest'anno sono previsti circa 250mila euro in entrata, frutto della lotta all'evasione. Migliaia, infatti, sono coloro che non hanno pagato per niente o che hanno pagato meno di quanto gli spettava. Le cartelle che saranno loro recapitate conterranno l'importo dovuto e una piccola percentuale di interessi, oltre ad una ben più sostanziona sanzione amministrativa per aver eluso, del tutto o in parte, il pagamento dell'imposta. L'anno scorso i bollettini inviati agli empolesi erano stati ottomila e hanno fruttato qualcosa come mezzo milione di euro alle casse di via Del Papa.
Il controllo sui gettiti mancanti è diventata una voce di entrata molto importante per le amministrazioni locali, dopo lo stop al pagamento dell'Ici. Infatti degli oltre undici milioni di euro che fino al dicembre 2007 fruttavano al Comune dalla riscossione dell'imposta sugli immobili, quasi il 35% (quello proveniente dalle prime case) è stato eliminato dal decreto del governo. Più di tre milioni e mezzo di euro mancanti, che avrebbero dovuto essere rimborsati quanto prima da Roma e che invece ancora in parte non ci sono. E allora ecco che si stringono le tenaglie comunali contro gli evasori per rinvigorire le entrate provenienti dalle imposte rimaste sui terreni agricoli, le aree edificabili, i fabbricati e le abitazioni classificabili come case di lusso, ville e castelli. Per un ammontare complessivo che quest'anno dovrebbe aggirarsi intorno ai sette milioni e 300mila euro. Per ridar fiato ai conti comunali, inoltre, dall'anno scorso sono stati avviati controlli anche sui mancati introiti derivanti dalla Tosap (tassa sull'occupazione del suolo pubblico), sulle costruzioni ex rurali, sugli immobili che non figurano al catasto ed è partita una generale rivisitazione delle addizionali sulle aree edificabili.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa