La protesta
Al via i lavori per adeguare la struttura alla nuova sezione penitenziaria
Il carcere di Pozzale è vuotoa settembre dentro i viados
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L’ingresso del carcere di PozzaleLe ultime tre detenute sono state trasferite in altre case circondariali
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EMPOLI. Il percorso che condurrà il carcere di Pozzale a diventare una sezione penitenziaria specializzata per ospitare detenuti transgender è vicino alla conclusione. Intorno all'inizio del settembre prossimo, infatti, avverranno i primi trasferimenti.
Giovedì scorso sono state trasferite le ultime tre detenute in altre strutture toscane. Il carcere avrà un periodo di chiusura temporaneo, per portare a termine lavori di ristrutturazione e di adeguamento, ma rimarranno impiegati alcuni agenti della polizia penitenziaria. L'edificio, infatti, dovrà rispondere a precisi standard di sicurezza, dato che dalla fine dell'estate diventerà un carcere a tutti gli effetti.
«In questi mesi si arriverà alla trasformazione della struttura - spiega la direttrice, Margherita Michelini - che dovrà avere un livello di sicurezza maggiore e impedire eventuali evasioni e intrusioni. La nostra missione, tuttavia, non cambierà: punteremo sempre sul sostegno anche nei confronti di questa tipologia di detenuti, che è tra le meno considerate».
Con il trasferimento delle ultime tre internate tramonta definitivamente l'esperienza del carcere femminile a custodia attenuata. Una realtà unica in Italia, che aveva riscosso apprezzamenti nel corso degli anni per la qualità del lavoro svolto. Ma che negli ultimi mesi era entrata nell'occhio del ciclone per lo spreco che rappresentava. Nella struttura, infatti, dal scorso erano rimaste solo tre detenute, le ultime "reduci" da una emorragia sempre più grave che aveva svuotato le celle della casa circondariale di Pozzale. A sorvegliarle, però, c'erano 22 guardie carcerarie e 6 dipendenti ministeriali.
Tutto era iniziato con l'indulto che aveva aperto le porte del carcere a molte delle allora internate, che dovevano scontare pene di lieve entità. Da qui la difficoltà a reperire nuovi soggetti adatti alla realtà empolese. Così, dopo settimane di polemiche tra l'amministrazione comunale, quella penitenziaria e le opposizioni politiche, si era arrivati all'accordo di trasformare la casa circondariale in un carcereper i transgender. Dal prossimo settembre il percorso dovrebbe concludersi con l'arrivo dei trans della sezione specializzata di Sollicciano, che a quel punto verrà chiusa.
Marco Pagli
Giovedì scorso sono state trasferite le ultime tre detenute in altre strutture toscane. Il carcere avrà un periodo di chiusura temporaneo, per portare a termine lavori di ristrutturazione e di adeguamento, ma rimarranno impiegati alcuni agenti della polizia penitenziaria. L'edificio, infatti, dovrà rispondere a precisi standard di sicurezza, dato che dalla fine dell'estate diventerà un carcere a tutti gli effetti.
«In questi mesi si arriverà alla trasformazione della struttura - spiega la direttrice, Margherita Michelini - che dovrà avere un livello di sicurezza maggiore e impedire eventuali evasioni e intrusioni. La nostra missione, tuttavia, non cambierà: punteremo sempre sul sostegno anche nei confronti di questa tipologia di detenuti, che è tra le meno considerate».
Con il trasferimento delle ultime tre internate tramonta definitivamente l'esperienza del carcere femminile a custodia attenuata. Una realtà unica in Italia, che aveva riscosso apprezzamenti nel corso degli anni per la qualità del lavoro svolto. Ma che negli ultimi mesi era entrata nell'occhio del ciclone per lo spreco che rappresentava. Nella struttura, infatti, dal scorso erano rimaste solo tre detenute, le ultime "reduci" da una emorragia sempre più grave che aveva svuotato le celle della casa circondariale di Pozzale. A sorvegliarle, però, c'erano 22 guardie carcerarie e 6 dipendenti ministeriali.
Tutto era iniziato con l'indulto che aveva aperto le porte del carcere a molte delle allora internate, che dovevano scontare pene di lieve entità. Da qui la difficoltà a reperire nuovi soggetti adatti alla realtà empolese. Così, dopo settimane di polemiche tra l'amministrazione comunale, quella penitenziaria e le opposizioni politiche, si era arrivati all'accordo di trasformare la casa circondariale in un carcereper i transgender. Dal prossimo settembre il percorso dovrebbe concludersi con l'arrivo dei trans della sezione specializzata di Sollicciano, che a quel punto verrà chiusa.
Marco Pagli
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