Il dolore
Tutta la città si ferma per Alessio
Marco Pagli
Quella di ieri è stata la giornata del dolore e del ricordo. A salutare Alessio Baldi, il giovane morto domenica scorsa in un tragico incidente di auto nella frazione di Pagnana, erano in tanti, tantissimi.
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EMPOLI. Quella di ieri è stata la giornata del dolore e del ricordo. A salutare Alessio Baldi, il giovane morto domenica scorsa in un tragico incidente di auto nella frazione di Pagnana, erano in tanti, tantissimi. Centinaia e centinaia di persone che hanno gremito la Collegiata Sant'Andrea e piazza Farinata per dirgli addio, per l'ultima volta.
Una celebrazione collettiva che ha coinvolto l'intera città, rimasta orfana di uno dei suoi figli a soli vent'anni. I parenti, gli amici, i conoscenti, ma anche chi lo aveva visto soltanto una volta seduto sul marciapiede davanti al negozio dove lavorava, in via Spartaco Lavagnini. Tutti presenti. Negli occhi e nella mente le immagini di un ragazzone sempre cordiale e amichevole, uno di quelli che non si scorda facilmente.
Intorno alle 15, davanti a Porta Pisana, erano già decine gli amici che si erano riuniti per attendere il carro funebre proveniente dall'ospedale San Giuseppe, dove la salma di Alessio Baldi era rimasta esposta dal giorno dell'incidente. Tutti con indosso una maglietta bianca con la foto di Alessio e la scritta "Ciao Ale, resterai per sempre uno di noi". Stretti in mano, palloncini rossi e striscioni.
Appena giunto il carro la folla si è riunita dietro e ha seguito il percorso. In testa il padre Giancarlo, la madre Patrizia e la sorella gemella Beatrice, stretti in un abbraccio fortissimo. Ad attenderli in piazza Farinata c'erano centinaia di persone. La bara è entrata nella Collegiata, stipata di gente. A celebrare la messa funebre è stato don Guido Engels, proposto di Empoli. Una funzione breve e intensa, durata poche decine di minuti. «Il dolore per la morte di Alessio - ha detto don Engels - ha colpito tutti: la sua famiglia, gli amici, la città intera. Ringrazio coloro che hanno partecipato a questa celebrazione e che vivono un momento di sofferenza immenso per una tragedia che sembra inspiegabile. Ma bisogna pensare che la morte, per quanto difficile da accettare, non può distruggere l'amore che ha legato le persone durante la vita».
Toccante anche il ricordo personale del parroco. «Alessio era riuscito a entrare nei cuori di tutti noi con la sua allegria e il sorriso contagioso. Era impossibile non rimanere colpiti dal suo attaccamento alla vita. Io stesso ne sono stato testimone: tutte le volte che passavo davanti al negozio dove lavorava mi salutava come fossi stato uno di famiglia. Non si scordano emozioni come queste».
Quando il feretro è uscito dalla chiesa sui volti di tutti si è disegnata una smorfia di pianto. Poi un lungo applauso, che ha liberato un'emozione fino ad allora repressa. Mentre la bara scendeva le scale, portata a braccio dagli amici, i palloncini rossi si sono levati in volo. Sotto la scalinata un gruppo di ragazzi reggeva alcuni striscioni: "Chiavaio, resterai sempre uno di noi" e "Hasta la victoria siempre", le parole che Alessio Baldi si era fatto tatuare sul braccio destro. Attaccato alla fontana della piazza un altro striscione con scritto "Lo Gnu (un parco della città dove il giovane usciva spesso con i compagni ndc) non dimentica".
La folla ha seguito il carro funebre fino a via Spartaco Lavagnini, davanti al negozio di ferramenta del padre. Lì per alcuni minuti si sono fermati tutti. Il padre sommerso dagli abbracci dei parenti, dei conoscenti e dei commercianti della strada con cui divideva le giornate insieme al figlio. La madre circondata dai colleghi della polizia municipale. La sorella, distrutta, sorretta dalle compagne. Gli amici di Alessio davanti alla saracinesca della Biesse, scossi dal pianto.
Il feretro è stato condotto nella cappella della residenza sanitaria di via Ciarugi, da dove stamani alle 6,30 sarà trasportato a Livorno, presso la società per la cremazione. Le ceneri saranno restituite in mattinata alla famiglia, che conserverà l'urna in casa.
Una celebrazione collettiva che ha coinvolto l'intera città, rimasta orfana di uno dei suoi figli a soli vent'anni. I parenti, gli amici, i conoscenti, ma anche chi lo aveva visto soltanto una volta seduto sul marciapiede davanti al negozio dove lavorava, in via Spartaco Lavagnini. Tutti presenti. Negli occhi e nella mente le immagini di un ragazzone sempre cordiale e amichevole, uno di quelli che non si scorda facilmente.
Intorno alle 15, davanti a Porta Pisana, erano già decine gli amici che si erano riuniti per attendere il carro funebre proveniente dall'ospedale San Giuseppe, dove la salma di Alessio Baldi era rimasta esposta dal giorno dell'incidente. Tutti con indosso una maglietta bianca con la foto di Alessio e la scritta "Ciao Ale, resterai per sempre uno di noi". Stretti in mano, palloncini rossi e striscioni.
Appena giunto il carro la folla si è riunita dietro e ha seguito il percorso. In testa il padre Giancarlo, la madre Patrizia e la sorella gemella Beatrice, stretti in un abbraccio fortissimo. Ad attenderli in piazza Farinata c'erano centinaia di persone. La bara è entrata nella Collegiata, stipata di gente. A celebrare la messa funebre è stato don Guido Engels, proposto di Empoli. Una funzione breve e intensa, durata poche decine di minuti. «Il dolore per la morte di Alessio - ha detto don Engels - ha colpito tutti: la sua famiglia, gli amici, la città intera. Ringrazio coloro che hanno partecipato a questa celebrazione e che vivono un momento di sofferenza immenso per una tragedia che sembra inspiegabile. Ma bisogna pensare che la morte, per quanto difficile da accettare, non può distruggere l'amore che ha legato le persone durante la vita».
Toccante anche il ricordo personale del parroco. «Alessio era riuscito a entrare nei cuori di tutti noi con la sua allegria e il sorriso contagioso. Era impossibile non rimanere colpiti dal suo attaccamento alla vita. Io stesso ne sono stato testimone: tutte le volte che passavo davanti al negozio dove lavorava mi salutava come fossi stato uno di famiglia. Non si scordano emozioni come queste».
Quando il feretro è uscito dalla chiesa sui volti di tutti si è disegnata una smorfia di pianto. Poi un lungo applauso, che ha liberato un'emozione fino ad allora repressa. Mentre la bara scendeva le scale, portata a braccio dagli amici, i palloncini rossi si sono levati in volo. Sotto la scalinata un gruppo di ragazzi reggeva alcuni striscioni: "Chiavaio, resterai sempre uno di noi" e "Hasta la victoria siempre", le parole che Alessio Baldi si era fatto tatuare sul braccio destro. Attaccato alla fontana della piazza un altro striscione con scritto "Lo Gnu (un parco della città dove il giovane usciva spesso con i compagni ndc) non dimentica".
La folla ha seguito il carro funebre fino a via Spartaco Lavagnini, davanti al negozio di ferramenta del padre. Lì per alcuni minuti si sono fermati tutti. Il padre sommerso dagli abbracci dei parenti, dei conoscenti e dei commercianti della strada con cui divideva le giornate insieme al figlio. La madre circondata dai colleghi della polizia municipale. La sorella, distrutta, sorretta dalle compagne. Gli amici di Alessio davanti alla saracinesca della Biesse, scossi dal pianto.
Il feretro è stato condotto nella cappella della residenza sanitaria di via Ciarugi, da dove stamani alle 6,30 sarà trasportato a Livorno, presso la società per la cremazione. Le ceneri saranno restituite in mattinata alla famiglia, che conserverà l'urna in casa.
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