La manifestazione
La corte dei conti condanna ex dirigenti Asl
Francesco Nocentini
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L’ex direttore generale dell’Asl 11 Alessandro ReggianiSi chiude con altre due condanne l'inchiesta della corte dei conti sulla realizzazione degli impianti della EscoSolar, le famose torri solari che, tra Casa Gazzarri e l'attuale ospedale, erano state progettate per fornire energia pulita e a basso costo per l'illuminazione e la climatizzazione della nuova struttura sanitaria.
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EMPOLI. Si chiude con altre due condanne l'inchiesta della corte dei conti sulla realizzazione degli impianti della EscoSolar, le famose torri solari che, tra Casa Gazzarri e l'attuale ospedale, erano state progettate per fornire energia pulita e a basso costo per l'illuminazione e la climatizzazione della nuova struttura sanitaria.
Alessandro Reggiani e Claudio Mazzoni, rispettivamente ex direttore generale ed ex direttore amministrativo dell'Asl 11, dovranno sborsare in tutto oltre 118 mila euro. In particolare Reggiani dovrà versare all'Asl di Empoli quasi 71mila euro, Mazzoni oltre 47mila. I due sono stati condannati anche a rifondere le spese di giudizio.
Un piccolo sconto rispetto alla somma di 187mila euro chiesta dal viceprocuratore Acheropita Mondera Oranges che contestava il pagamento di una cifra di quell'importo, liquidata dall'Asl senza che ne ve fossero i requisiti.
In dibattimento, lo scorso dicembre, il rappresentante della pubblica accusa aveva sostenuto che quella spesa, pari all'80% del prezzo pattuito per l'acquisto dei chiller (i gruppi refrigeratori d'acqua a compressione) necessari al funzionamento degli impianti, era stata una «inutile e dannosa».
Nella sua arringa il pm Mondera Oranges aveva più volte sottolineato che quella spesa aveva causato un danno erariale: in base al contratto stipulato tra l'azienda e l'EscoSolar a quest'ultima spettava l'esecuzione e il montaggio di quanto necessario per realizzare le due torri solari. In altre parole, aveva spiegato il rappresentante dell'accusa, la società, che pur partecipata dall'Asl era un soggetto autonomo, si era impegnata a fornire l'impianto perfettamente funzionante e per questo era obbligata a fare fronte a tutte le spese necessarie.
Una tesi fatta propria dalla corte, presieduta da Giancarlo Guasparri, che nella sentenza, depositata in questi giorni, sottolinea «l'eccessiva ed ingiustificata disinvoltura che ha caratterizzato la condotta tenuta dai convenuti, che non hanno dato prova di agire nell'interesse dell'amministrazione sanitaria». Mazzoni e Reggiani, scrivono i giudici, «con estrema disinvoltura, hanno curato personalmente l'acquisto dei macchinari», acquisto «che si collocava all'interno della discutibile gestione dell'intera trattativa relativa alla realizzazione dell'impianto solare».
Alessandro Reggiani e Claudio Mazzoni, rispettivamente ex direttore generale ed ex direttore amministrativo dell'Asl 11, dovranno sborsare in tutto oltre 118 mila euro. In particolare Reggiani dovrà versare all'Asl di Empoli quasi 71mila euro, Mazzoni oltre 47mila. I due sono stati condannati anche a rifondere le spese di giudizio.
Un piccolo sconto rispetto alla somma di 187mila euro chiesta dal viceprocuratore Acheropita Mondera Oranges che contestava il pagamento di una cifra di quell'importo, liquidata dall'Asl senza che ne ve fossero i requisiti.
In dibattimento, lo scorso dicembre, il rappresentante della pubblica accusa aveva sostenuto che quella spesa, pari all'80% del prezzo pattuito per l'acquisto dei chiller (i gruppi refrigeratori d'acqua a compressione) necessari al funzionamento degli impianti, era stata una «inutile e dannosa».
Nella sua arringa il pm Mondera Oranges aveva più volte sottolineato che quella spesa aveva causato un danno erariale: in base al contratto stipulato tra l'azienda e l'EscoSolar a quest'ultima spettava l'esecuzione e il montaggio di quanto necessario per realizzare le due torri solari. In altre parole, aveva spiegato il rappresentante dell'accusa, la società, che pur partecipata dall'Asl era un soggetto autonomo, si era impegnata a fornire l'impianto perfettamente funzionante e per questo era obbligata a fare fronte a tutte le spese necessarie.
Una tesi fatta propria dalla corte, presieduta da Giancarlo Guasparri, che nella sentenza, depositata in questi giorni, sottolinea «l'eccessiva ed ingiustificata disinvoltura che ha caratterizzato la condotta tenuta dai convenuti, che non hanno dato prova di agire nell'interesse dell'amministrazione sanitaria». Mazzoni e Reggiani, scrivono i giudici, «con estrema disinvoltura, hanno curato personalmente l'acquisto dei macchinari», acquisto «che si collocava all'interno della discutibile gestione dell'intera trattativa relativa alla realizzazione dell'impianto solare».
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