Il Tirreno

Empoli

Un sabotaggio alla nuova 429

Emilio Chiorazzo
Il particolare della porta di ingresso all’ufficio del cantiere divelto dai vandali-sabotatori e, nell’altra foto una veduta generale del cantiere dove la ditta che ha vinto l’appalto tiene i mezzi
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Il particolare della porta di ingresso all’ufficio del cantiere divelto dai vandali-sabotatori e, nell’altra foto una veduta generale del cantiere dove la ditta che ha vinto l’appalto tiene i mezzi

VANDALISMI Gli operai hanno trovato la porta divelta, i vetri rotti cavi elettrici tagliati, tubi spezzati e terra nei serbatoi

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EMPOLI. Tubi del carburante tagliati, fili elettrici spezzati, la porta dell'ufficio divelta, svastiche di vernice spray rossa sulle pareti e, come se non bastasse, i serbatoi del gasolio di muletti, gru e camion riempiti di sabbia, al punto da renderli inutilizzabili. È la scena che si sono trovati davanti, ieri mattina, alcuni operai della Salini, ditta romana che realizza la variante della nuova 429.
Stavano facendo un soprallugo al deposito dei mezzi in via Monteboro a Brusciana, quando hanno scoperto quel che era accaduto nella notte. Centinaia di migliaia di euro di danni. Al loro cantiere e a quelli, più a monte, dove stanno eseguendo le palificazioni, la ditta Steller di Città Sant'Angelo, il Gruppo St Deica di Roma e la ditta fratelli Caminonni, delle Marche. Qui danneggiate le gru e le trivelle per scavare le buche dove vengono inseriti i pali.
Un sabotaggio in piena regola. «E non è il primo - spiega il geometra Marco Pascale, responsabile amministrativo del cantiere - anche domenica scorsa abbiamo subito danneggiamenti ad alcuni mezzi e in settimana episodi simili hanno coinvolto le aziende che stanno lavorando per noi».
L'azienda Salini ha aperto i cantieri per la realizzazione della variante alla nuova 429 nel maggio scorso. «Siamo stati fermi due anni - spiega il geometra Pascale - perché c'era da fare la bonifica bellica. Ma adesso siamo costretti a fermarci di nuovo». I mezzi per il movimento, quelli per scavare e trivellare, almeno in questo momento non sono utilizzabili. I danni fatti durante la notte vanno riparati. Mancano pezzi di ricambio che dovranno arrivare da Roma e da Pescara: «Sicuramente richiederà del tempo tutto questo - spiega il responsabile amministrativo - e potremmo restare fermi anche oltre una settimana». Al cantiere, tra le varie imprese impegnate, ci sono circa 40 dipendenti.
Sul posto sono arrivati i carabinieri. Resta l'interrogativo su quale movente possa esserci dietro il gesto. Vandalismo? Rivendicazione politica? O i segnali di una presenza di malavita organizzata? «Non so rispondere a queste domande - sbotta il geometra Pascale - Non credo che ci troviamo davanti a una organizzazione criminale. Non c'è questa cultura, sul territorio. Né posso pensare a una vendetta dei proprietari dei terreni espropriati. Qui ha agito gente che sapeva quel che stava compiendo. Sapeva dove mettere le mani». Restano in piedi, allora, il movente politico - ma se avesse agito un movimento ambientalista, avrebbe avuto anche la necessità di rivendicare il gesto - o una vendetta mirata all'azienda. «Non abbiamo fatto torti a nessuno - spiega ancora il geometra - Né abbiamo assunto, né licenziato gente: la nostra presenza porta benessere per l'indotto».

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