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Pestata a sangue, è in fin di vita

Francesca Gori
Pestata a sangue, è in fin di vita

Il volto trasformato in una maschera di sangue. Pestata in casa sua, una villetta in via Salaiola. Zona residenziale, a Corniola. Marisa Migliorini, 78 anni, ieri all'ora di pranzo ha fatto in tempo soltanto a chiamare la sorella. A chiedere aiuto.

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EMPOLI. Il volto trasformato in una maschera di sangue. Pestata in casa sua, una villetta in via Salaiola. Zona residenziale, a Corniola. Marisa Migliorini, 78 anni, ieri all'ora di pranzo ha fatto in tempo soltanto a chiamare la sorella. A chiedere aiuto.
Non ha aggiunto altro. Non ha detto se fosse caduta dalle scale o se era stata ridotta in quel modo da qualcuno. L'ipotesi dalla caduta accidentale, vista l'entità delle ferite, appare più teorica che reale. Evidentemente la donna è stata aggredita e picchiata violentemente.
I sospetti degli investigatori si sono concentrati sul figlio, Luca Fani, di quarantasei anni, disoccupato, che ieri non si è fatto trovare a casa e che non è tornato nemmeno in tarda serata. I carabinieri lo hanno cercato dappertutto, ma almeno fino alla mezzanotte di ieri senza esito.
La speranza degli inquirenti è che la madre, che è ricoverata con fratture multiple al volto nel reparto di rianimazione del San Giuseppe di Empoli, possa uscire dal coma e raccontare cos'è successo in quella palazzina a due piani dove Marisa Migliorini viveva da sola con il figlio dopo essersi separata dal marito.
L'uomo non ha un lavoro ma i vicini ultimamente lo vedevano andare e venire da casa sul suo furgone bianco.
Quando la donna ieri è arrivata al pronto soccorso dell'ospedale di Empoli, sulle prime si è pensato ad un incidente domestico. Un piede malfermo messo davanti all'altro, forse una caduta dalle scale. Marisa era cosciente. Non ha detto una parola, non ha spiegato come avesse fatto a procurarsi quelle profonde fratture al volto. Poi, con il passare dei minuti, la situazione è precipitata. La donna è entrata in coma e il referto è arrivato ai carabinieri che stavano già svolgendo le indagini. E nella villetta di Corniola, dove Marisa passava il tempo a cucire qualche camicetta e ad aggiustare qualche orlo, e soprattutto a curare i fiori del suo giardino, sono arrivati anche gli uomini della sezione inestigazioni scientifiche dei carabinieri.
Dalla cucina al pianterreno dell'abitazione, fino su in camera dove la donna ha aspettato seduta in poltrona l'arrivo della sorella, c'erano tracce di sangue. Tanto sangue. Tutt'intorno, ordine. E silenzio. Gli investigatori hanno escluso subito che quei segni profondi sul volto della donna fossero quelli di una rapina finita male. Hanno scartato subito questa ipotesi, mantenendo dritta la barra su due sole possibili alternative: una caduta dalle scale oppure un pestaggio furioso, ad opera del figlio che ora i carabinieri stanno cercando ovunque, per rimettere insieme i pezzi di questo puzzle di sangue.

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