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Condannato a fare volontariato

Francesca Gori
Condannato a fare volontariato

Il giovane era finito in manette per aver lanciato due transenne contro un gruppo di ultras del Brescia

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EMPOLI. Condannato sì, ma a dare una mano agli altri. Per il tifoso biancazzurro arrestato dopo gli scontri scoppiati alla fine di Empoli-Brescia non si sono aperte le porte del carcere, ma quelle della Misericordia.
E' finito così il processo celebrato al tribunale di Firenze, che vedeva sul banco degli imputati C.A, il quarantunenne di Vinci arrestato durante gli scontri tra le tifoserie dell'Empoli e del Brescia davanti allo stadio Carlo Castellani in occasione dell'ultima partita disputata in casa dalla squadra azzurra prima di essere eliminata nella semifinale playoff.
L'uomo ha patteggiato una pena di otto mesi e dieci giorni di reclusione che, con la sospensione condizionale, era già stata tramutata dal giudice nell'obbligo di firma al commissariato di Empoli due volte alla settimana per tre mesi. Ma al magistrato, questa pena evidentemente non deve essere sembrata una valida alternativa al carcere e alla misura di sicurezza prevista in casi come questo, ovvero all'obbligo di firma. E così ha deciso di infliggere all'uomo una pena alternativa e sicuramente più utile per la collettività: tre mesi di lavoro da prestare presso la sede della confraternita della Misericordia.
A.C. quindi, l'unico degli otto tifosi che è stato arrestato dopo i tafferugli scoppiati di fronte allo stadio a fine partita, dovrà dare una mano agli altri. Ed è la prima volta a Empoli che un tifoso arrestato per lancio di oggetti pericolosi, per avere scagliato contro la tifoseria avversaria due transenne e un sasso e per avere partecipato a una rissa fuori dallo stadio, sia stata condannato a fare il volontario.
Secondo il giudice di Firenze che ha deciso questa pena alternativa, già applicata da altri tribunali a modelle capricciose come Naomi Campbell costretta a portare via i sacchi della spazzatura o all'ereditiera Paris Hilton che ha dovuto spazzare le strade di New York e pulire i bagni pubblici della Grande mela, l'obbligo di firma per il quarantenne di Vinci non era sufficiente a fargli capire la gravità del reato commesso.
Nei prossimi giorni quindi, il tifoso biancazzurro avrà a che fare con anziani da accompagnare alle visite mediche, sedie a rotelle da spingere, diversamente abili da accudire e da coccolare, ma anche pazienti che dovranno essere sottoposti ad esempio a dialisi e che hanno bisogno di qualcuno che li porti all'ospedale per le terapie. Insomma avrà a che fare con problemi in confronto ai quali una partita non vinta, la rivalità sportiva o l'aggressione degli avversari diventano realtà molto ma molto relativi.
Per tre mesi la sua vita cambierà decisamente. E per tre mesi quindi potrà dare una mano agli altri, a chi ne ha davvero bisogno. Il quarantunenne tifoso dell'Empoli, che lavora come operaio dei servizi cimiteriali, sarà in forze alla Misericordia di Empoli per due ore al giorno. Due ore durante le quali dovrà rigare diritto, se non vorrà che il giudice torni sui suoi passi e lo costringa all'obbligo di firma in commissariato.

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